Mercoledì 24 Febbraio 2016 - 14:30

Rosboch uccisa da 'demonio': il perdono difficile della sua gente

Lacrime, rabbia e commozione ai funerali a Castellamonte. I genitori pregano in silenzio

Castellamonte, funerale Gloria Rosboch

Gloria Rosboch è tornata a casa oggi. L'hanno portata stamattina dall'ospedale. Qualche ora di nuovo nella sua casa, con mamma e papà ad accudirla. Quarantadue giorni ci sono voluti perché la bara dell'insegnante uccisa e gettata in una vasca in mezzo ai campi di Rivara tornasse a casa. Marisa ed Ettore l'hanno guardata a lungo quella bara oggi, come a lungo hanno anche voluto vedere anche i suoi poveri resti, nonostante gli inquirenti glielo avessero sconsigliato. Un dolore forte ed intimo, condiviso però con tutti coloro che hanno partecipato al funerale di questo pomeriggio. Mentre gli addetti del cimitero la tumulavano, carezze e abbracci, insieme a parole di conforto si sono intrecciate.

Il padre è apparso chiaramente il più segnato da questa tragedia: il volto che in pochi istanti passava dai sorrisi di cortesia al pianto commosso, accartocciandosi in mille rughe ed un pianto senza più lacrime. Al suo fianco Marisa, più forte, almeno pubblicamente. Perché poi dietro i vetri oscurati del carro funebre si è piegata su sé stessa, cercando la mano del suo Ettore. Piccole intimità consumate, nonostante telecamere e taccuini attorno a loro, e il pudore tipico di questo cuore duro del Piemonte del nord. Solo un applauso all'uscita dalla chiesa della salma ha rotto il silenzio di una comunità in lutto. Centinaia le persone riversatesi fuori dalla chiesa tra le mura alte della rotonda antonelliana, opera incompiuta dell'architetto che innalzò la Mole.

Castellamonte fino al 2015 era famosa solo per questo abbozzo di cattedrale, che non fu ultimata per carenza di fondi. Dal 13 gennaio di quest'anno però, questo piccolo paese è famoso per la tragedia di Gloria. Le decine di suoi studenti presenti al funerale, guardavano dritti la bara sotto all'altare. Increduli. Troppo giovani per capire, pur sapendo tutto. Anche perché i luoghi della tragedia sono intorno a loro: il marciapiede dove Gloria è stata raccolta dai suoi due aguzzini per l'ultimo fatale viaggio, la scuola dove ha insegnato per tanti anni, la chiesa dove lei prese la comunione e gli altri sacramenti allora bambina, la casa dove è cresciuta, il cimitero dove riposerà per sempre. Il suo loculo è il numero 248: 'Prof. Gloria Rosboch - I tuoi cari'.

Le campane a lutto hanno suonato per oltre due ore, prima che don Angelo prendesse la parola, e cercasse di spiegare come il demonio possa essersi nascosto così bene in questo angolo di provincia. "Gloria muore ingannata nella sua fiducia, nel credere nei suoi sentimenti" spiega don Angelo, "se poi fosse vero il ruolo della mamma di Gabriele Defilippi nel delitto, sappia che qui c'è un altro cuore di madre soffre". "Potremmo aprire il cuore alla vendetta e al rancore, certo non possiamo fare a meno di invocare una giustizia celere" ha ancora aggiunto, ma "a Marisa ed Ettore dico, in punta di piedi entrando nel vostro dolore e nel vostro cuore lacerato, decidete di perdonare. Il risentimento divora, non vi è ragione per covarlo, ma perdonate per Gloria".

Intanto le indagini vanno avanti, perché molto resta da scoprire nella vita di Gabriele Defilippi e Roberto Obert. Oggi è stata aperta la cassetta di sicurezza intestata a Obert, ma all'interno non sono stati trovati i soldi, circa 180mila euro, che la professoressa di Castellamonte aveva consegnato a Defilippi. C'erano solo buoni fruttiferi pare non collegati all'omicidio. "Oggi è il giorno del dolore" ha spiegato Stefano Caniglia, avvocato della famiglia Rosboch, che in merito al mancato ritrovamento dei soldi ha aggiunto: "Cercheremo di capire come sono stati acquistati i buoni fruttiferi trovati oggi nella cassetta di sicurezza di Obert, sappiamo che il procuratore Ferrando è impegnato anche oggi nelle attività di indagine, aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso". Proprio il procuratore capo di Ivrea, Bruno Ferrando al termine della cerimonia, ha voluto percorrere insieme a tutto il team dei carabinieri che ha condotto le indagini, il percorso dell'ultima fatale camminata di Gloria. Il lavoro da svolgere è ancora molto, e come già dissero gli inquirenti sabato scorso e ribadiscono oggi, all'indomani del ritrovamento del cadavere, solo un confronto diretto tra Obert e Defilippi chiarirà chi ha materialmente ucciso la donna. Perdonare solo allora sarà possibile.

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