Martedì 19 Dicembre 2017 - 08:15

Gli Usa accusano: Corea del Nord responsabile del cyberattacco Wannacry

L'attacco a maggio scorso aveva paralizzato migliaia di pc di tutto il mondo, l'attività di ospedali, banche

FILE PHOTO: KCNA picture of North Korean leader Kim Jong Un speaking during the Second Plenum of the 7th Central Committee of the Workers' Party of Korea

L'amministrazione Trump accusa la Corea del Nord di essere responsabile del cosiddetto cyber-attacco globale 'WannaCry', che a maggio infettò oltre 300mila computer in 150 Paesi.

"L'attacco è stato esteso ed è costato miliardi, e la Corea del Nord è direttamente responsabile", afferma Tom Bossert, consigliere per la sicurezza interna del presidente Usa Donald Trump, in un articolo pubblicato lunedì sera sul Wall Street Journal. Bossert definisce WannaCry "indiscriminatamente sconsiderato" e, secondo un alto funzionario dell'amministrazione, è atteso che la Casa Bianca faccia seguito oggi a queste affermazioni con ulteriori dichiarazioni formali di accusa a Pyongyang.

L'attacco tramite un virus aveva paralizzato, oltre a migliaia di pc di tutto il mondo, anche l'attività di ospedali, banche, compagnie private.

La fonte, coperta dall'anonimato, spiega che il governo Usa ha accertato con "un livello molto alto di sicurezza" che un gruppo di hacker noto come 'Lazarus Group', che lavora per conto del governo della Corea del Nord, ha compiuto l'attacco WannaCry. Fra ricercatori del campo della sicurezza e funzionari Usa c'è un consenso piuttosto ampio sul fatto che il Gruppo Lazarous sia stato responsabile dell'attacco hacker del 2014 a Sony Pictures Entertainment in cui furono distrutti file e vennero fatte filtrare comunicazioni della società online, portando molti manager a lasciare.

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Non è stato possibile raggiungere rappresentanti del governo nordcoreano per un commento, ma Pyongyang ha ripetutamente negato ogni responsabilità per WannaCry, definendo altre accuse di attacchi informatici una campagna diffamatoria.

Le accuse di Washington, spiega la fonte, non includono alcuna indagine ufficiale, né nominano individui specifici. Diversi ricercatori del campo della sicurezza, compresa la società informatica Symantec, come pure il governo britannico, avevano già concluso che la Corea del Nord era probabilmente dietro all'attacco WannaCry, che mise fuori uso anche i computer usati negli ospedali del Regno Unito costringendo migliaia di pazienti a riprogrammare appuntamenti, e portò disagi in infrastrutture e aziende di tutto il mondo. Tra le reti informatiche più colpite, quella della società FedEx.

Inizialmente l'attacco sembrava una campagna 'ransomware', cioè mirata a chiedere il pagamento del riscatto, dal momento che gli hacker criptavano un computer specifico e chiedevano di pagare una somma per potere recuperare i file. Alcuni esperti, tuttavia, conclusero successivamente che la minaccia con il riscatto sarebbe stata una distrazione mirata a camuffare un intento più distruttivo. Secondo altri ricercatori, invece, WannaCry sarebbe scattato accidentalmente mentre gli hacker nordcoreani provavano a sviluppare il codice.

La fonte ufficiale Usa si è rifiutata di dichiarare se l'intelligence di Washington sia stata in grado di capire se l'attacco sia stato o meno deliberato. "Quello che vediamo è un modello continuo di cattivo comportamento da parte della Corea del Nord, con cyber-attacchi distruttivi, hackeraggio a fini finanziari o prendendo di mira infrastrutture in giro per il mondo", ha dichiarato la fonte. WannaCry è stato reso possibile da una falla nel software Windows di Microsoft, che era stata scoperta dalla National Security Agency (Nsa) e usata dalla stessa Nsa per costruire uno strumento di hackeraggio a suo proprio uso. In un devastante attacco hacker alla Nsa, poi, quello strumento di hackeraggio e altri furono pubblicati online dal gruppo 'Shadow Brokers'. Il fatto che WannaCry sia stato reso possibile dalla Nsa ha portato a dure critiche da parte del presidente di Microsoft, Brad Smith, e di altri che ritengono che l'agenzia Usa dovrebbe rendere note le vulnerabilità che scopre in modo che sia possibile aggiustarle, anziché sfruttare quelle conoscenze per compiere attacchi.

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