Lunedì 13 Novembre 2017 - 16:15

Giovane vittima di pedofilia, accoltella l'uomo che l'aveva abusato

È successo a San Vito a Tagliamento (Pordenone). L'aggressore ha tentato la fuga ma, bloccato dai carabinieri, ha ammesso il fatto

Cernusco sul Naviglio, il luogo del lancio del sasso sulla statale

Si infittisce il mistero sull'accoltellamento avvenuto nella notte tra domenica e lunedì a San Vito al Tagliamento, 15mila abitanti in provincia di Pordenone. Erano le 00.30 quando in via Udine un 23enne dell'Est Europa, in passato vittima di abusi, ha accoltellato il suo presunto 'orco', un uomo di 48 anni, radiologo e allenatore di calcio giovanile già sotto processo per pedofilia.

Una vendetta, commessa anni dopo le presunte violenze; o un regolamento di conti, per dei soldi che l'aggressore pretendeva dalla vittima, con cui ha vissuto per anni: gli investigatori, che tengono il massimo riserbo sulle due identità, non escludono nessuna pista. "Respingiamo le accuse. Riteniamo di chiarire il tutto in sede dibattimentale", dichiara l'avvocato del professionista, Giuseppe Bavaresco.

Secondo la prima ricostruzione il ragazzo, D.S., sarebbe arrivato a casa del medico con l'intenzione di uccidere. È stata la vittima, S.S., a chiamare i soccorsi: ricoverato nell'ospedale di San Vito al Tagliamento, le sue condizioni sono stabili. L'aggressore ha tentato la fuga ma, bloccato dai carabinieri, ha ammesso il fatto.

I due si erano conosciuti una decina di anni fa, al tempo delle scuole medie, quando il 23enne, minorenne, viveva in una condizione di indigenza. La sua era una famiglia povera e il medico, impegnato nel sociale, benestante e descritto dai concittadini come persona affabile, decide di prendersi carico di lui, sostenendolo e pagandogli gli studi. La convivenza prosegue, ma i rapporti si incrinano dopo la maggiore età. "Si presentava continuamente con richieste di denaro. Il mio assistito paga la sua generosità", continua il legale Bavaresco.

La scorsa primavera il ragazzo, con il supporto della madre, denuncia il medico, che a marzo finisce ai domiciliari con l'accusa di pedofilia. Racconta di aver subito abusi da quell'adulto che l'aveva accolto come un padre. Dell'inchiesta se ne occupa la Direzione distrettuale antimafia in quanto, nel computer del professionista, sono state trovate immagini pedopornografiche di cui, però, l'uomo nega la paternità.

Oggi il paese è sconvolto perchè "gli omicidi, tentati o riusciti, non sono di casa a San Vito al Tagliamento". La cittadinanza è divisa: c'è chi è convinto dell'innocenza del medico e allenatore di calcio, e chi sta dalla parte del ragazzo, ritenendolo vittima di un 'bruto' che per anni avrebbe approfittato della sua fiducia. 

Scritto da 
  • Ester Castano
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