Sabato 11 Novembre 2017 - 12:45

Giornalista aggredito a Ostia, Spada resta in carcere: "Sono stato provocato"

Ha colpito con una testata al volto il reporter Rai. Il gip ha riconosciuto l'aggravante del metodo mafioso. Sul litorale manifestazione con la sindaca Raggi contro le mafie

Ostia, aggressione a giornalista: Roberto Spada fermato e poi trasferito in carcere

"Ho risposto a una provocazione". Così Roberto Spada, l'uomo fermato per l'aggressione del giornalista della trasmissione Rai Nemo Daniele Piervincenzi e il filmmaker Edoardo Anselmi davanti alla palestra di Ostia, ha risposto al gip Anna Maria Fattori nel carcere di Regina Coeli. Spada, ammettendo i fatti, ha comunque detto di aver reagito alle provocazioni del giornalista Rai. L'atto istruttorio è durato circa due ore durante le quali Spada ha detto di "non riconoscersi in quel video"

"Ho fatto una fesseria, ma mi sono innervosito", ha continuaro Spada. L'uomo ha precisato di aver 'risposto' in quella maniera alle insistenze del reporter che lo incalzava con domande sulla politica, in vista del prossimo ballottaggio. Il giudice ha confermato il carcere per Spada, riconoscendo l'aggravante del metodo mafioso nelle lesioni e nella violenza privata.

La manifestazione a Ostia. Alle 16 è partita a Ostia la marcia per la legalità indetta dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, che ha lanciato sui social l'hashtag #fuorilamafiadaroma. "E' una manifestazione dei cittadini - ha detto la prima cittadina alle telecamere di RaiNews24 - ho cercato di rilanciare e dare voce all'appello della gente che vuole contrastare criminalità e mafie".

 

L'aggravante del metodo mafioso, senza la quale non sarebbe scattato il fermo da parte dei carabinieri di Ostia, deriva secondo gli inquirenti dal contesto nel quale l'aggressione è avvenuta e, soprattutto, dalla platealità con la quale Spada ha voluto dare una prova di forza sul 'suo' territorio, davanti agli abitanti del quartiere. La famiglia Spada - secondo gli inquirenti - rappresenta da anni una realtà criminale emergente e al momento dominante sul territorio di Ostia. Stando ad alcuni collaboratori di giustizia, le cui dichiarazioni sono riportate nel decreto di fermo emesso dalla Dda a carico dell'indagato, Roberto Spada farebbe parte del clan e sarebbe un soggetto "che comanda e che può dare ordini".

Intanto proseguono le indagini. Gli inquirenti analizzano i video delle telecamere di sorveglianza di zona per individuare e fermare anche il secondo aggressore. I fatti risalgono a martedì: il giornalista Daniele Piervincenzi e il cameraman Edoardo Anselmi si recano presso la palestra della quale Spada è titolare, a Ostia, chiedono di lui e lo intervistano sugli esiti delle elezioni municipali e sui rapporti tra CasaPound e il clan Spada. L'uomo prima risponde con apparente calma, e anzi invita il giornalista a entrare e visitare la palestra. Quando tornano in strada la chiacchierata continua per pochi minuti, fino a che, improvvisamente, Spada sferra una testata al reporte fratturandogli il setto nasale. Poi insegue i due giovani insieme a un secondo uomo, in via di identificazione, le vittime vengono colpite con un bastone e nuovamente ferite: il cameraman riporterà un trauma cranico.

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