Domenica 10 Dicembre 2017 - 11:00

Gerusalemme, Macron a Netanyahu: "Congela colonie, mossa Trump minaccia pace"

Scontri con morti e feriti per la decisione di Trump di riconoscere la città capitale di Israele. Lacrimogeni contro manifestanti in Libano

Gerusalemme capitale d'Israele: proteste nel mondo contro il presidente Trump

"Gerusalemme è la capitale di Israele, è così da 3mila anni" e "prima i palestinesi accetteranno questa realtà, prima potremo avanzare verso la pace". Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, resta fermo nella sua posizione mentre nei territori palestinesi e nei Paesi a maggioranza musulmana di tutto il mondo continuano le proteste contro la decisione del presidente Usa, Donald Trump, di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele.

Parlando a Parigi, dove ha incontrato il presidente francese Emmanuel Macron alla vigilia della riunione dei ministri degli Esteri Ue alla quale parteciperà a Bruxelles, Netanyahu viene però invitato da Macron a fare un gesto verso la pace, aprendo ai palestinesi per esempio con il congelamento della costruzione degli insediamenti israeliani. Intanto per domani il presidente egiziano, Abdel-Fattah al-Sisi, ha invitato al Cairo per colloqui il presidente palestinese Mahmoud Abbas.

MACRON: MOSSA TRUMP È UN PERICOLO PER LA PACE. A fianco di Macron, Netanyahu dice più volte "give peace a chance", ma chiarisce appunto che per avanzare verso la pace i palestinesi devono accettare che Gerusalemme è capitale di Israele. Macron, dal canto suo, esprime una posizione molto diversa: "disapprovazione" per la decisione di Trump, che reputa "contraria al diritto internazionale" e "un pericolo per la pace". E chiede a Netanyahu di fare "gesti incoraggianti nei confronti dei palestinesi", come "congelare" la costruzione degli insediamenti israeliani per dare un'opportunità alla pace: così, riprendendo il "give peace a chance" pronunciato poco prima da Netanyahu, replica con un "give it a chance".

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ACCOLTELLATO UN ISRAELIANO A GERUSALEMME, 1.250 I FERITI PALESTINESI NEGLI SCONTRI. Le proteste nei territori vanno avanti anche se sembrano avere perso intensità rispetto ai giorni scorsi, ma il bilancio è alto: secondo il governo palestinese sono 1.250 i palestinesi feriti dall'inizio delle proteste. Inoltre a Gerusalemme, davanti alla stazione dei bus, un 25enne israeliano è stato accoltellato e ferito gravemente da un 24enne palestinese residente in Cisgiordania, che è stato arrestato. L'esercito israeliano, poi, ha fatto sapere di avere distrutto un tunnel di Hamas lungo il confine di Gaza.

SCONTRI A BEIRUT DAVANTI AMBASCIATA USA. Ancora proteste in tutto il mondo arabo e musulmano. A Rabat, in Marocco, almeno 50mila persone hanno sfilato contro la decisione di Trump, in quella che sembra la più grande manifestazione di quelle celebrate negli ultimi giorni nel mondo arabo. E violenze sono scoppiate in Libano nel corso di una manifestazione davanti all'ambasciata Usa a Beirut, provocando una quarantina di feriti: la polizia ha usato lacrimogeni e cannoni ad acqua, mentre i dimostranti hanno dato fuoco a pneumatici e contenitori della spazzatura e lanciato bottiglie contro le forze di sicurezza. Migliaia in corteo anche davanti all'ambasciata Usa a Giacarta, in Indonesia, nonché nuovamente a Istanbul.

BOTTA E RISPOSTA ERDOGAN-NETANYAHU. Fra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e Netanyahu c'è stato un botta e risposta a distanza. In mattinata Erdogan - che lunedì riceverà il presidente russo Vladimir Putin per discutere proprio di Gerusalemme - è tornato a scagliarsi contro Israele, definendolo "uno Stato terrorista e oppressore" e "che uccide i bambini". Il premier israeliano allora, dall'Eliseo, gli ha risposto per le rime: "Erdogan ha attaccato Israele. Non sono abituato a prendere lezioni di moralità da un leader che bombarda villaggi curdi nella sua Turchia, che incarcera giornalisti, aiuta l'Iran ad aggirare le sanzioni internazionali e che aiuta terroristi, anche a Gaza, a uccidere persone".

GIORDANIA VERSO REVISIONE ACCORDO PACE CON ISRAELE. E contro la mossa di Trump si muove anche la Giordania: la Camera bassa del Parlamento ha votato all'unanimità una mozione per chiedere al suo comitato legale di "ristudiare" tutti gli accordi firmati finora con Israele, principalmente il trattato di pace del 1994; e l'Associazione degli avvocati giordani ha annunciato che denuncerà Trump e il governo di Israele presso la Corte penale internazionale dell'Aia. 

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