Mercoledì 13 Dicembre 2017 - 10:45

Vertice dei Paesi Islamici: "Gerusalemme Est sia capitale della Palestina"

Il summit a Instabul. Israele bombarda postazioni Hamas a Gaza

Members of Palestinian Hamas security forces survey the scene of an explosion in the northern Gaza Strip

L'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) dichiara Gerusalemme Est capitale dello Stato di Palestina, il resto del mondo faccia lo stesso. È la posizione dei leader del mondo musulmano, dopo la riunione d'emergenza dell'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) convocata a Istanbul dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, dopo che l'omologo statunitense, Donald Trump, ha deciso di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e di trasferirvi l'ambasciata, che attualmente ha sede a Tel Aviv.

Il vertice Oic ha poi diffuso una dichiarazione molto critica verso Israele e Stati Uniti, ma non ha annunciato alcuna misura diplomatica concreta. Niente rottura delle relazioni con Israele, ad esempio, che invece Erdogan aveva ipotizzato. Dei 57 Paesi membri dell'Oic, 48 hanno inviato una delegazione, secondo la tv turca Trt, ma solo 16 di esse erano guidate da capi di Stato, tra cui Iran, Giordania, Kuwait e 'Palestina'. Alcuni Paesi che hanno buone relazioni con gli Usa, come Arabia Saudita ed Egitto, erano rappresentati solo a livello ministeriale. Il comunicato finale ribadisce l'impegno per la soluzione a due Stati, "con Gerusalemme come capitale della Palestina, d'accordo con le norme riconosciute internazionalmente e l'iniziativa di pace araba del 2002", ratificata nel vertice della Lega araba a Riyad nel 2007.

L'Oic ha come pieno membro sin dalla sua fondazione nel 1969 la Palestina, con capitale Gerusalemme. Uno dei passaggi più duri attribuisce agli Usa "la piena responsabilità di tutte le conseguenze della loro decisione illegale", che "toglie il governo americano da qualsiasi ruolo di patrocinatore di pace". Inoltre, afferma che Washington "sostiene così Israele, potenza occupante, nel continuare le sue politiche di colonialismo, insediamento, apartheid e pulizia etnica che pratica nei territori palestinesi occupati dal 1967, specialmente a Gerusalemme".

Il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, ha annunciato di considerare cancellati gli accordi di Oslo, firmati nel 1993, sul mutuo riconoscimento di Israele e Olp, considerato primo passo per la creazione dell'autonomia palestinese come embrione di un futuro Stato. "Trump ha provocato tutto il mondo", gli Usa "hanno mostrato la loro parzialità, non sono più mediatori", ha aggiunto. Inoltre, secondo Reuters, Abbas ha annunciato che i palestinesi andranno al Consiglio di sicurezza Onu e chiederanno una piena adesione all'Onu in quanto Stato membro.

Duro anche Erdogan, che ha accusato Trump di appoggiare violazioni dei diritti umani e definito Israele uno "Stato terrorista" che maltratta i palestinesi. "Gli Usa sono al lato di chi rende impossibile la pace, non di quelli che la desiderano. Così, sostengono gli estremisti", ha detto.

Il segretario generale Oic, il saudita Yusuf al Ozaimin, ha proposto misure più severe. "La riunione chiede agli Stati membri di imporre restrizioni politiche ed economiche agli Stati, alti incarichi, Parlamenti, imprese e individui che riconoscono l'annessione israeliana di Gerusalemme o collaborano con le misure che tentano di perpetrare la colonizzazione israeliana dei territori palestinesi occupati", ha affermato. Intanto, i presidenti dei Parlamenti arabi sono stati convocati domani per una sessione straordinaria a Rabat. E dopo che Hamas, subito dopo l'annuncio americano, aveva invitato a una nuova intifada, oggi Israele ha fatto sapere di aver di nuovo bombardato postazioni del movimento nella Striscia di Gaza, in risposta ai razzi esplosi dal territorio.

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