Domenica 23 Luglio 2017 - 20:15

Gerusalemme, ancora tensione per i metal detector nella Spianata

Gli israeliani hanno installato telecamere all'ingresso della zona delle moschee. Ma potrebbero cedere sui controlli personali

Gerusalemme, tensioni sulla spianata delle moschee durante la preghiera del venerdì

A Gerusalemme la tensione resta altissima. Israele ha installato telecamere di sorveglianza agli ingressi della Spianata delle moschee, mentre non è chiaro se rimuoverà i metal detector che hanno scatenato la rabbia dei palestinesi. I nuovi controlli agli accessi del luogo sacro ad arabi, ebrei e cristiani sono stati introdotti dopo l'attacco del 14 luglio in cui sono stati uccisi due poliziotti israeliani, e sono interpretati dai palestinesi come una modifica al delicato status quo e come un tentativo di prendere il controllo della zona.

Le proteste -  Violente proteste contro i metal detector (finite con cinque palestinesi morti) sono scoppiate venerdì, seguite dall'assassinio di tre coloni ebrei da parte di un palestinese in Cisgiordania. Israele oggi, ha installato le telecamere di sorveglianza. "Stiamo gestendo questa cosa con calma, determinazione e responsabilità, continueremo ad agire per mantenere la sicurezza", ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu in mattinata, in vista di una riunione del gabinetto di sicurezza in serata. Ciò dopo che il generale Yoav Mordechai, coordinatore del governo nei Territori, aveva dichiarato a Bbc che Israele non ha interesse a cambiare lo status quo ed è pronto a "valutare altri sistemi di sicurezza, anche rimuovendo i metal detector" e analizzando "altre soluzioni" proposte dai musulmani. Ma Tzachi Hanegbi, ministro per la Cooperazione regionale e membro del partito Likud, ha tuonato: I metal detector "resteranno. Gli assassini non ci diranno mai come perquisire gli assassini".

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No dei palestinesi .- Ferme sul 'no' alle nuove misure le autorità palestinesi e islamiche. Il presidente palestinese Mahmoud Abbas da Ramallah ha condannato la decisione di installare le telecamere, ribadendo che si tratta di un luogo sotto sovranità palestinese, e ha sottolineato che lo stop ai contatti con Israele include anche il coordinamento sulla sicurezza, ha riferito Haaretz. "Totale obiezione a tutte le misure dell'occupante, che cambierebbero lo status storico e religioso", hanno dichiarato la fondazione giordana Waqf, che gestisce il sito musulmano, e il gran muftì Mohamed Husein. Il segretario generale della Lega araba, Ahmed Abulgueit, ha parlato di "linea rossa", mentre una riunione dei ministri degli Esteri è prevista per il 26 luglio.

Timori internazionali - Il Consiglio di sicurezza Onu si riunisce lunedì 24 luglio per discutere la spirale di violenza, mentre Giordania e Turchia, tra i pochi interlocutori arabi di Israele, hanno chiesto la rimozione dei metal detector. Il ministro degli Esteri italiano Angelino Alfano ha espresso "grande preoccupazione" lanciando "un appello alla moderazione e al dialogo", e il Papa nell'Angelus ha lanciato un analogo "accorato appello alla moderazione e al dialogo", augurando "riconciliazione e pace".

Raid israeliano in Cisgiordania - L'esercito di Israele e lo Shin Bet hanno dichiarato inoltre di aver arrestato 29 membri di Hamas in un raid notturno in Cisgiordania, per contrastare "le organizzazioni terroristiche". L'agenzia Maan ha dato notizia di 42 arresti tra sabato e domenica di persone ritenute legate ad Hamas. Fra esse, almeno due 16enni a Gerusalemme Est, un 17enne a Hebron, un 75enne a Betlemme e il deputato palestinese Omar Abd al-Razak.

Sparatoria ad Amman - Un cittadino giordano è morto e un diplomatico israeliano è rimasto ferito gravemente, in una sparatoria all'interno dell'ambasciata di Israele ad Amman, in Giordania. Lo hanno fatto sapere i media locali. Intorno all'ambasciata sono state dispiegate massicciamente le forze di sicurezza giordane, hanno riferito i media.

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