Sabato 09 Dicembre 2017 - 09:15

Gerusalemme, scontri in Cisgiordania e a Gaza: 4 morti e centinaia di feriti

Sale la tensione dopo la decisione di Trump di spostare l'ambasciata Usa in Israele. Nella notte i raid su Gaza hanno ucciso due membri di Hamas

Gerusalemme capitale d'Israele: proteste nel mondo contro il presidente Trump

Ancora scontri e feriti nelle proteste dei palestinesi contro la decisione del presidente Usa, Donald Trump, di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele. Il bilancio è di quattro morti e centinaia di feriti. Due delle vittime sono rimaste uccise negli scontri con i soldati israeliani nelle manifestazioni, mentre le altre due sono due membri di Hamas uccisi nei raid aerei compiuti da Israele su Gaza prima dell'alba, in risposta ai razzi lanciati dalla Striscia venerdì contro lo Stato ebraico.

PROTESTE MENO INTENSE RISPETTO AL 'VENERDì DELLA RABBIA'. Le proteste di oggi sono state meno intense rispetto ai due giorni precedenti, ma il bilancio dei feriti è comunque alto: oltre 150 stando a fonti sanitarie. In particolare, il portavoce del ministero della Sanità di Gaza, Ashraf Al-Qedra, ha riferito che 25 palestinesi sono rimasti feriti dall'uso di proiettili veri e hanno riportato intossicazioni dovute all'inalazione di gas lacrimogeni; per quanto riguarda Cisgiordania e a Gerusalemme Est, invece, la Mezzaluna rossa palestinese ha riferito di avere curato 140 feriti. I media israeliani, inoltre, riportano che due poliziotti israeliani sono rimasti feriti negli scontri a Gerusalemme Est. Qui poliziotti a cavallo e a piedi hanno usato la forza per disperdere una protesta, come è successo anche a Betlemme nei pressi della Tomba di Rachele, dove i soldati hanno esploso proiettili di gomma provocando decine di feriti. Stesse scene anche a nord di Ramallah. Secondo l'esercito, disordini si sono verificati in almeno 20 località in Cisgiordania.

Loading the player...

ANP: USA NON PIU' MEDIATORI, CHIEDEREMO RISOLUZIONE ONU. L'amministrazione Trump si è ostinata a sottolineare che, al di là del riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, è ancora impegnata per un piano di pace fra Israeliani e palestinesi. Trump sostiene che la decisione non costituisce una presa di posizione sulla questione dei confini della città e che solo affossando politiche vecchie si possano rilanciare dei negoziati moribondi. Ma lo status di Gerusalemme è da generazioni uno degli ostacoli più grandi a un accordo di pace fra israeliani e palestinesi, perciò la sua mossa ha un enorme peso. Dal Cairo, dove si tiene una riunione di emergenza della Lega araba, il ministro degli Esteri palestinese Riyad al-Malki ha dichiarato che gli Usa non sono più mediatori per la pace e, anzi, si cerca un altro Paese mediatore. Inoltre ha annunciato che i palestinesi chiederanno una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu sulla decisione di Trump.

ABBAS E IL PAPA COPTO SI RIFIUTANO DI INCONTRARE PENCE. Sempre dal punto di vista della diplomazia, Abbas ha fatto sapere che non riceverà il il vice presidente Usa, Mike Pence, che visiterà la regione a dicembre. Pence aveva chiesto una riunione con Abbas per il 19 dicembre: avrebbe dovuto vederlo dopo avere fatto visita a Netanyahu in Israele. Ma Abbas non è stato l'unico: anche il Papa della Chiesa copta d'Egitto ha respinto la richiesta di incontro di Pence, così come aveva già fatto venerdì l'imam della moschea di Al-Azhar.

MACRON ED ERDOGAN PROVERANNO A FAR CAMBIARE IDEA A TRUMP. Intanto Turchia e Francia hanno deciso, in una telefonata fra Tayyip Erdogan ed Emmanuel Macron, che collaboreranno per provare a convincere Trump a riconsiderare la decisione su Gerusalemme. Gli occhi adesso sono puntati sul premier israeliano, Benjamin Netanyahu: domani è atteso in Francia, dove dovrebbe incontrare Macron alla vigilia del Consiglio dei ministri degli Esteri Ue che si terrà lunedì a Bruxelles, al quale lo stesso Netanyahu parteciperà come invitato. Contro la sua visita centinaia di attivisti filo-palestinesi sono scesi in piazza a Parigi.

Loading the player...

COME SI È ARRIVATI QUI. Tutto è cominciato martedì, quando in serata Trump ha chiamato personalmente il presidente palestinese Mahmoud Abbas per anticipargli la sua decisione: riconoscere Gerusalemme capitale di Israele e trasferirvi la sede dell'ambasciata Usa da Tel Aviv. Subito dopo le fazioni palestinesi hanno proclamato tre giorni di collera, da mercoledì a venerdì. L'annuncio ufficiale di Trump, poi, è giunto mercoledì sera. L'ondata di proteste nei Territori palestinesi era già partita, con scene di manifestanti che bruciavano immagini di Trump e bandiere Usa. Ma le violenze sono scoppiate il giorno dopo l'annuncio, giovedì, con decine di feriti e Hamas che ha chiamato alla terza Intifada dal giorno dopo. Nel 'venerdì della rabbia', come era atteso, le proteste sono esplose dopo la preghiera di mezzogiorno, e sono state represse dai soldati israeliani con l'uso di proiettili veri, proiettili di gomma e lacrimogeni.

Loading the player...
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Cile, Papa incontra vittime regime di Pinochet: "Ci aiuti a trovare i desaparecidos"

Francesco ha ricevuto una lettera che racconta la lotta per ritrovare i detenuti scomparsi

Il maltempo si abbatte sul Nord Europa: 8 morti e caos trasporti

In tilt stazioni ferroviarie e aeroporti in Germania, Belgio e Paesi Bassi

Matrimonio ad alta quota: il Papa sposa hostess e steward in volo

I due non erano riusciti a celebrare il rito in chiesa perché la parrocchia alla quale appartengono è stata distrutta durante un terremoto del 2010

Il presidente Trump alla cerimonia del Gold Medal- Washington

Trump assegna 'Premi per le fake news': vince 'The New York Times'

L'idea del presidente Usa: sul secondo gradino del podio 'ABC News' e al terzo posto ecco la 'CNN'