Sabato 23 Settembre 2017 - 12:00

Germania, Merkel fischiata a Monaco. E Schulz: "Fuori dal letargo"

I sondaggi restano tutti a favore della cancelliera

Germania, Merkel fischiata a Monaco. E Schulz: "Fuori dal letargo"

La cancelliere tedesca Angela Merkel (Cdu) ha chiuso, ieri, la sua campagna per la rielezione a Monaco di Baviera, un territorio conservatore, in cui è stata contestata da gruppi di ultrasinistra, mentre il suo principale rivale, il socialdemocratico Martin Schulz, ha esortato i suoi a Berlino a non gettare la spugna. I tedeschi andranno le urne domenica.

Con tutti i sondaggi a favore per un quarto mandato, Merkel è arrivata nella città bavarese nel bel mezzo dell'Oktoberfest e ha portato migliaia di fan nella centrale Marienplatz. Le proteste sono esplose da dietro la linea di sicurezza, questa volta principalmente da gruppi di sinistra, mescolati a qualcuno dell'ultradestra.
'Merkel odia la Germania', si leggeva su un cartello che ha preso di mira presumibilmente la sua politica di accoglienza dei rifugiati, mentre altri manifestanti hanno mostrato cartelli contro la 'deportazione' dei richiedenti asilo e molti, più semplicemente, hanno rumoreggiato e fischiato.

La cancelliera ha iniziato il suo discorso affermando che non si gestisce un Paese con 'boo' e fischi, per poi continuare a tirar fuori gli assi della sua campagna per la rielezione: il suo blocco conservatore è sinonimo di sicurezza, stabilità e progresso. "Vogliamo una Germania in cui continuiamo a vivere bene e a nostro agio", ha detto parafrasando il motto del suo partito in queste elezioni, in cui ha insistito che non si può regalare un voto.

Dal canto suo, il leader dell'Spd Martin Schulz ha chiesto ai suoi seguaci di combattere per porre fine alla "letargia" dell'era Merkel e alla sua "politica del sonno", oltre a chiudere il cammino verso l'estrema destra. Anche se i sondaggi assegnano ai socialdemocratici il peggio risultato della propria storia, a 13-14 punti di distanza dai conservatori. Schulz, accompagnata dai ministri dell'Spd che hanno condiviso l'esperienza di governo con la Merkel durante questi quattro anni della grande coalizione, ha voluto chiarire che "ci sono differenze". Per poi elencare le leggi approvate su iniziativa socialdemocratica, dal salario minimo interprofessionale al matrimonio omosessuale. Dopodiché si è detto "orgoglioso" e ha promesso di combattere né per sé né per battere gli istituti demoscopici, ha spiegato, ma per "i principi, i convinzioni e la giustizia". Quindi, Schulz si è scagliato contro il partito di ultradestra Alternativa per la Germania (Afd) con queste parole: "Si tratta di evitare domenica che un partito dell'odio entri nel Bundestag".
 

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  • redazione web
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