Lunedì 25 Settembre 2017 - 13:00

Germania, Afd si spacca: Petry non farà parte del gruppo Bundestag

Merkel non stravince. Possibile Coalizione Giamaica. Schulz sconfitto "Difenderemo democrazia dall'opposizione"

Germania, Afd si spacca: Petry non farà parte di gruppo Bundestag

La co-presidente del partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD), Frauke Petry, ha annunciato oggi a sorpresa che non farà parte del gruppo parlamentare di questa formazione politica al Bundestag. Petry, tra i volti più mediatici del partito, ha vinto ieri un seggio nel Land della Sassonia, e ha annunciato la sua decisione in conferenza stampa dopo averla comunicata agli altri dirigenti del partito, motivandola con le differenze tra le varie fazioni dell'AfD. Petry, che non ha accettato domande, ha aggiunto che le divergenze all'interno del partito non sono un problema quando si sta all'opposizione ma lo diventano quando si vuole arrivare al governo, cosa che ha precisato essere il suo obiettivo. Intanto, ha preferito non sedersi al Bundestag insieme ai suoi colleghi di partito. L'AfD, a seguito delle elezioni di ieri in Germania, entra per la prima volta nel Parlamento federale e diventa il terzo partito del Paese. Petry, pur essendo presidente del partito, non era capolista: a guidare la lista AfD erano in tandem Alexander Gauland e Alice Weidel.

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"Ci sono differenze manifeste nell'AfD e credo che non dobbiamo tacere come una tomba", ha affermato Petry, aggiungendo che nelle ultime settimane la sua forza politica ha agito come un "partito anarchico". Il volto dei colleghi di partito che erano accanto a lei in conferenza stampa lasciava trasparire chiaramente che non erano al corrente dell'annuncio che Petry avrebbe fatto. Annuncio che il co-presidente dell'AfD, Jörg Meuthen, ha definito una "bomba", affrettandosi a precisare che Petry non ha "voltato le spalle al partito" ma ha solo annunciato che non farà parte del gruppo parlamentare, cosa della quale ha detto che si prenderà nota. Meuthen ha poi negato l'esistenza di una bipolarità all'interno del partito, nonostante in molti evidenzino una spaccatura fra la "moderata Petry e gli altri, definiti "fondamentalisti". Meuthen, come pure i due capilista  Gauland e Weidel, si sono sforzati di sottolineare il trionfo elettorale e l'appoggio ottenuto dagli elettori.

L'ultradestra dell'AfD ha, infatti, incassato il 12,6% ovvero 94 seggi, nelle elezioni vinte dalla Cdu/Csu della cancelliera Angela Merkel con il 33,9% e ormai prossima al quarto mandato . Secondi i socialdemocratici dell'Spd, che ottengono il peggior risultato di sempre con il 20,5%.  Tornano in parlamento i Liberali dell'FdP, che si attestano al 10,7% dei consensi. Seguono la sinistra di Linke con il 9,2% e i Verdi con l'8,9%. Archiviata definitivamente la grande coalizione tra conservatori e socialdemocratici - Martin Schulz ha già fatto sapere di non essere disponibile all'alleanza - l'ipotesi più probabile è quella di una coalizione 'Giamaica' (dai colori nero, giallo e verde dei partiti) tra Cdu, Liberali e Verdi. 

Ma la notizia del giorno è il terremoto in AfD dopo il successo elettorale. Petry avrebbe preso la sua decisione da sola e a seguirla non ci sarebbero altri deputati. È quanto sostiene Gauland nel tentativo di sminuire la mossa di Petry, che apre la possibilità di una spaccatura all'interno del partito di ultradestra all'indomani del suo ingresso al Bundestag. - Il co-presidente dell'AfD Jörg MeuthenMeuthen, come pure Gauland e l'altra capolista Alice Weidel, si sono sforzati di sottolineare il trionfo elettorale e l'appoggio ottenuto dagli elettori. "Faremo un'opposizione costruttiva", ha assicurato Weidel, che ha aperto il suo intervento in conferenza stampa denunciando una presunta mancanza di base legale per la politica di apertura ai rifugiati da parte della cancelliera tedesca Angela Merkel, ragione per cui ha annunciato che la sua prima misura sarà di avviare una commissione d'inchiesta in merito. 

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