Mercoledì 15 Novembre 2017 - 13:45

Gentiloni: "La crescita c'è. Non siamo più il fanalino di coda d'Europa"

Il premier risponde al vice commissario Ue, Katainen che aveva attaccato i nostri conti pubblici: "Dobbiamo saper cogliere l'occasione"

Paolo Gentiloni riceve il Premier bulgaro a Palazzo Chigi

"Da ieri non siamo più il fanalino di coda dell'Unione Europea". Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, nel suo intervento all'inaugurazione dell'anno accademico dell'università Cattolica a Roma, sottolinea il risultato certificato dall'Istat sulla crescita del Pil italiano dell'1,8% su base annua. Non è una rivendicazione casuale, ma arriva in risposta alle parole di ieri del vicepresidente della Commissione europea, Jyrki Katainen, secondo cui "tutti possono vedere dai numeri che la situazione in Italia non sta migliorando".

Non è d'accordo nemmeno il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, che in un'intervista a Cnbc ha sottolineato che l'esecutivo si attende che la crescita all'1,5% prevista per l'anno in corso "sia confermata" o addirittura superata, e di conseguenza ha spiegato di attendersi "che il debito diminuisca in modo aggressivo nel prossimo futuro".

Proprio il calo del debito è però al centro delle preoccupazioni dell'Ue, alla luce della legge di bilancio per il 2018, in esame in Parlamento, in cui si fa conto sulla concessione da parte di Bruxelles, di uno scostamento dal piano di rientro. La posizione dell'Unione europea sarebbe quella di inviare una nuova lettera all'Italia per chiedere chiarimenti e specifici impegni, rinviando però la decisione definitiva a maggio del prossimo anno, dopo la scadenza elettorale e quando ci saranno tutti i dati consuntivi del 2017. Già lo scorso 27 ottobre il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e il commissario agli affari economici Pierre Moscovici in una lettera indirizzata al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan avevano chiesto chiarimenti "sulla precisa composizione dello sforzo strutturale previsto nel progetto di bilancio 2018" evidenziando il rischio di una "significativa deviazione" dei conti pubblici italiani dallo sforzo richiesto per il 2017 e il 2018 insieme. Il 30 ottobre Padoan aveva risposto ribadendo che il governo "ha agito in maniera pienamente rispettosa delle Raccomandazioni della Commissione, che hanno portato ad una correzione strutturale aggiuntiva dello 0,2% varato all'inizio dell'anno in corso". E dunque "riteniamo che gli obiettivi fiscali previsti nel Documento programmatico di bilancio siano in linea con i requisiti del Patto di Stabilità e Crescita e riflettano la strategia del governo di riduzione del deficit e del debito sostenendo allo stesso tempo la ripresa economica in atto".

Scritto da 
  • Antonella Scutiero
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