Martedì 13 Dicembre 2016 - 11:30

Gentiloni: Governo dura fin quando ha la fiducia del Parlamento

E sulla legge elettorale: "Il protagonista non è l'esecutivo, l'intesa spetta ai partiti"

Gentiloni alla Camera: Governo dura fin quando ha la fiducia del Parlamento

"Lascio alla dialettica delle forze politiche il dibattito sulla durata del Governo. Per quanto ci riguarda il Governo dura fin quando ha la fiducia del Parlamento". Esordisce così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, pronunciando il suo discorso programmatico alla Camera in vista del voto di fiducia di questa sera.

Assenti in Aula i deputati del M5S e il gruppo Ala-Scelta civica. I Cinquestelle rientreranno soltanto al momento delle dichiarazioni di voto della capogruppo Giulia Grillo.

RESPONSABILITA' E STABILITA'. "Il Governo che si presenta a chiedere la fiducia è un Governo della responsabilità, garante della stabilità delle nostre istituzioni". Questo esecutivo "intende concentrare tutte le sue energie sulle sfide dell'Italia e che attendono gli italiani. Il suo profilo politico è iscritto bel quadro della maggioranza che sostenuto il governo precedente, maggioranza che non ha perso. Un limite? Io rivendico questo limite  e rivendico il risultato di quello fatto". 

LA COERENZA DI RENZI. "Il Governo - prosegue Gentiloni - nasce in un contesto nuovo, creato dalla bocciatura del referendum e dalla scelta di dimissioni del presidente Renzi. Questa scelta non era obbligata anche se ampiamente annunciata e averla compiuta è un atto di coerenza che non solo noi del Governo ma tutti dovrebbero salutare con rispetto".

LEGGE ELETTORALE. Gentiloni tocca poi il tema della legge elettorale. "Accanto all'agenda di Governo, prenderà corpo un confronto con le forze politiche sulla legge elettorale" nell'esigenza di "armonizzare" le regole "per Camera e Senato. Un confronto nel quale il Governo non sarà l'attore protagonista. Spetta a voi cari colleghi trovare le intese. Certo il Governo non starà alla finestra. Dobbiamo fare molto di più sul Mezzogiorno. la decisione di formare un ministero apposito non deve far pensare a vecchie logiche del passato. Anzi".

AUSTERITY E MIGRANTI. "Non è accettabile, e ancor meno lo sarebbe nel quadro di un'ipotetica riforma del regolamento di Dublino che passi un principio di un'Europa troppo severa su alcuni aspetti delle politiche di austerity, e troppo tollerante nei confronti di paesi che non accettano di assumere responsabilità comuni sui temi dell'immigrazione", afferma inoltre il nuovo presidente del Consiglio.

CAPITOLO BANCHE. "Voglio dire molto chiaramente che il governo, come necessario, è pronto ad intervenite per garantire gli istituti bancari e i risparmi dei cittadini". L'Italia, ribadisce,"è forte e ha smentito scorribande".

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. "Intendiamo ridare slancio a tre grandi azioni di riforme in corso: la riforma della Pubblica amministrazione, del processo penale e del Libro bianco della difesa", prosegue Gentiloni.

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