Lunedì 12 Dicembre 2016 - 17:30

Gentiloni arrivato al Quirinale per sciogliere le riserve. Verdini e Zanetti: No a fiducia

Confermati i big di Renzi, Alfano verso il dicastero degli Esteri. Lega e M5s disertano consultazioni

Consultazioni del Presidente del Consiglio incaricato Paolo Gentiloni

Il presidente incaricato Paolo Gentiloni è arrivato al Quirinale per sciogliere la riserva sulla formazione del nuovo Governo e presentare la lista dei ministri. n"Ringrazio tutti i gruppi, sia chi ha preannunciato il sostegno al governo sia chi ha farà opposizione. Ho chiesto al presidente della Repubblica di essere ricevuto per riferire e salirò al Quirinale alle 17.30 aveva annunciato Gentiloni, al termine delle consultazioni alla Camera.

Gentiloni, come da prassi, ha accettato con riserva l'incarico  ricevuto da Sergio Mattarella di formare un nuovo Governo. Dopo un colloquio di circa mezzora nella sala delle del Quirinale, il premier incaricato si dice "consapevole dell'urgenza" di dare all'Italia un governo "nella pienezza dei poteri". Già oggi potrebbe tornare quindi al Colle e presentare al presidente della Repubblica la lista dei ministri.

VERDINI-ZANETTI: NO A FIDUCIA. "In coerenza con un'azione che in questi ultimi diciassette mesi ha assicurato al Paese la governabilità e la realizzazione di importanti provvedimenti senza alcuna contropartita, non voteremo la fiducia a un governo che ci pare al momento intenzionato a mantenere uno status quo, che più dignitosamente sarebbe stato comprensibile con un governo Renzi-bis". Così in una nota Denis Verdini ed Enrico Zanetti del gruppo Ala-Scelta Civica.

LEGGI ANCHE Pd, minoranza a Renzi: Dica se c'è spazio per chi ha votato No

Inevitabile registrare "l'indisponibilità" delle maggiori forze di opposizione a condividere un orizzonte di responsabilità. Il suo esecutivo, quindi, si muoverà - sia pur "non per scelta"- nel quadro del governo e della maggioranza uscente.Il ministro degli Esteri del Governo uscente si mette subito a lavoro, quindi, per definire composizione e programma della nuova squadra, partendo dal quadro "ampio e articolato" delle consultazioni svolte dal Capo dello Stato, senza però sentire in prima persona i rappresentanti dei gruppi parlamentari. Dopo i passaggi obbligati dai presidenti di Camera e Senato, infatti, Gentiloni dà il via a un rapido giro di colloqui, nella sala del cavaliere di Montecitorio. Gli incontri con i partiti minori non cambiano nella sostanza il perimetro della futura maggioranza, ma compongono l'agenda del nuovo presidente del Consiglio. Lui assicura "massimo impegno e determinazione" nell'affrontare le priorità "internazionali, economiche, sociali", a iniziare, è la sottolineatura, "dalla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto".

Loading the player...

Sul tavolo, quindi, anche il dossier banche, con la crisi di Mps, certo, ma anche la 'questione sociale'. Non solo legge elettorale, insomma, anche se il premier incaricato sottolinea di volerne "accompagnare e se possibile facilitare il percorso delle forze parlamentari". Le parole scelte per parlare agli italiani dal Quirinale non appaiono casuali, quasi a voler chiarire sin da subito che il dibattito sulla legge elettorale sarà in qualche modo lasciato al Parlamento, evitando - come accaduto per l'Italicum, approvato con la fiducia - che il Governo si inserisca in prima persona in una materia che la Costituzione inserisce tra le competenza di Camera e Senato. Questo, viene spiegato, potrebbe aiutare a "svelenire il clima" che si è creato intorno alle regole del gioco. Nessuna melina, però: da una posizione "di maggiore neutralità" rispetto al passato, il nuovo inquilino di palazzo Chigi, viene spiegato, non eviterà di usare tutti gli strumenti utili per raggiungere il risultato. La strada maestra, comunque, sembra essere quella di aspettare la pronuncia della Consulta, attesa il 24 gennaio prossimo, e coinvolgere le forze possibili attraverso una 'virata' proporzionale.

LEGGI ANCHE Lega e M5s su barricate: Pronti a piazza. Domani primo 'no' a Gentiloni

Il gruppo del Pd chiuderà i colloqui del premier incaricato oggi intorno alle 12. E arrivano le prime diserzioni: LegaM5s hanno infatti annunciato che non parteciperanno alle consultazioni. "Non riconosciamo alcuna legittimità a Gentiloni e al suo governo. Non abbiamo tempo da perdere in inutili consultazioni. L'unica risposta che vogliamo ascoltare è la fissazione della data per le elezioni politiche", ha dichiarato Salvini.

Continuano poi i contatti tra i partiti per la squadra di Governo. La casella più "pesante"  da riempire è quella che Gentiloni lascia vuota, alla Farnesina. Ancora in pista sarebbe il nome di Piero Fassino. Secondo alcune voci che arrivano da fonti parlamentari, però, potrebbe essere Angelino Alfano a traslocare dal Viminale. Luca Lotti, attualmente sottosegretario alla presidenza del Consiglio, potrebbe ottenere le deleghe ai Servizi segreti, oggi nelle mani di Marco Minniti, che potrebbe sostituire Alfano come titolare degli Interni. Ancora da risolvere la partita che riguarda le Riforme. Maria Elena Boschi, infatti, potrebbe lasciare il dicastero e conservare soltanto la delega ai Rapporti con il Parlamento e alle Pari opportunità, o traslocare a palazzo Chigi da sottosegretario. In questo caso, a sostituirla, potrebbe essere il dem Emanuele Fiano. Dovrebbe rimanere al Tesoro Pier Carlo Padoan, ritenuto fondamentale conoscitore dei dossier economici anche alla luce della crisi Mps. Confermati Andrea Orlando alla Giustizia, Roberta Pinotti alla Difesa e Maurizio Martina all'Agricoltura, oltre ai rappresentanti della minoranza di Governo Beatrice Lorenzin ed Enrico Costa. In trattativa una poltrona da riservare al nuovo alleato Denis Verdini. Possibile una promozione per Enrico Zanetti, attuale viceministro dell'Economia, o l'ingresso nella squadra di Governo - in quota Ala - di Giuliano Urban

Loading the player...
Scritto da 
  • redazione web
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Bormio, il comizio di Matteo Salvini

Ius soli, Lega contro Papa: Lo faccia in Vaticano

Il centrodestra, senza entrare nel merito, prende le distanze dalla legge, mentre la Lega è durissima

Paolo Gentiloni al Meeting di Rimini 2017

Terrorismo, Gentiloni: Nessuno salvo, non rinunceremo a libertà

All'indomani delle minacce Isis all'Italia, il premier e il ministro degli Affari Esteri parlano della sicurezza in Italia

Palazzo Chigi - Consiglio dei Ministri

Ius soli, Gentiloni riapre partita: Conquista di civiltà. Salvini: Follia

"Diventando cittadini italiani si acquisiscono diritti ma anche doveri", dice il premier. Durissima la risposa della destra

Ministero dell'Interno. Firma del "Patto nazionale per un Islam italiano"

Terrorismo, due marocchini e un siriano espulsi da Italia

Con questi rimpatri, 70 nel solo 2017, salgono a 202 i soggetti gravitanti in ambienti dell'estremismo religioso espulsi