Mercoledì 08 Febbraio 2017 - 17:30

Genova, il sindaco Doria: Non mi dimetto e non mi ricandido

Ieri in consiglio comunale bocciata la delibera sulla fusione Amiu-Iren Ambiente

Genova, il sindaco Doria: Non mi dimetto e non mi ricandido

 Il sindaco di Genova Marco Doria non si ricandiderà alle prossime elezioni, ma ha deciso di non dimettersi dopo che il consiglio comunale ha bocciato la delibera sulla fusione fra Amiu, la società partecipata del Comune per la raccolta dei rifiuti, e Iren Ambiente. Lo ha annunciato il primo cittadino stesso, uno dei sindaci 'arancioni', in una nota. "Il voto del Consiglio comunale su Amiu - scrive Doria - ha determinato una situazione assolutamente grave di cui è doveroso prendere atto. Si è così minata e si chiude una esperienza nel corso della quale sono state affrontate, tra mille difficoltà, con serietà e onestà, tante complesse questioni e si sono ottenuti importanti risultati (basti pensare tra l'altro ai cantieri aperti per la messa in sicurezza del nostro territorio e al lavoro efficace per  lo sviluppo turistico e culturale della città). La proposta avanzata per dare un futuro ad Amiu rispondeva a questi criteri".

 "Ho svolto il mio ruolo di sindaco per spirito di servizio - sottolinea Doria -, senza essere mai mosso da calcoli opportunistici o da interessi personali. Non intendo ricandidarmi alle prossime elezioni. Si tratta di una scelta maturata da tempo e comunicata e discussa con chi mi ha sostenuto, senza farla diventare pubblica alimentando anzi tempo quel clima da campagna elettorale permanente che tanto nuoce al nostro Paese. Con immutata passione non intendo sottrarmi all'impegno per costruire per Genova un credibile schieramento di centrosinistra aperto alla società civile".

 "Adesso con lo stesso spirito di servizio e senso di responsabilità nei confronti della città e del Comune - continua il sindaco di Genova - sto valutando l'effetto che avrebbero oggi le mie dimissioni. Una valutazione concreta e circostanziata delle ricadute di un commissariamento dell'amministrazione a pochi mesi dal voto sulla operatività del Patto per Genova o del bando periferie, sulla possibilità di far arrivare e di impiegare al più presto a Genova i fondi che il Comune ha ottenuto dal governo. E ancora un esame non superficiale del disastro che il voto irresponsabile di ieri crea per Amiu, per la Tari, e per i suoi impatti sul bilancio del Comune in via di definizione. Egualmente considero gli effetti di una gestione commissariale della Città metropolitana, che (allora come Provincia) ha vissuto in tempi recenti una lunga stagione di commissariamento. Sulla base di tali non affrettate ma comunque rapide analisi, per una assunzione di responsabilità nei confronti della città, è necessaria una condivisione di questo percorso e soprattutto di questo spirito ancora una volta di servizio, da parte di soggetti politici e della società civile e di quei consiglieri comunali che non intendono seguire logiche di contrapposizione politica ma vogliono lavorare sino all'ultimo sui diversi problemi della nostra comunità. Questa condivisione deve essere chiara ed esplicita e tale da giustificare l'opportunità per alcuni mesi di un'azione amministrativa rigorosa e non delegata a un commissario di governo.

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