Sabato 23 Aprile 2016 - 14:45

Genova, cede diga contenimento petrolio sul Polcevera

L'assessore alla Protezione civile conferma: La situazione è critica. Capitaneria: Petrolio non in mare

petrolio a Genova

La diga di contenimento sul torrente Polcevera, creata a Genova per contenere lo sversamento di greggio, ha ceduto a causa dell'innalzamento del livello del corso d'acqua dovuto alle piogge. Lo ha confermato a LaPresse l'assessore comunale alla Protezione civile di Genova Gianni Crivello: "La diga ha ceduto perché 20 o 30 millimetri sono caduti nella zona di Pontedecimo, dove nasce il Polcevera e hanno prodotto una spinta importante. Io sono sul rio Fegino al momento, sembrerebbe non scaricare nel Polcevera. In una situazione molto critica è un elemento positivo, in mare potrebbero essere finiti residui minori. Stiamo facendo il punto con i vigili del fuoco per capire come reagire". L'assessore ha confermato  che la capitaneria di porto ha dichiarato lo stato di emergenza locale. "Genova, rischio disastro ambientale. Cede barriera anti-petrolio sul torrente Polcevera. Progresso è importante, tutela dell'ambiente di più", ha commentato su Twitter il segretario della Lega Nord Matteo Salvini. 

La situazione relativa allo stato attuale della presenza di idrocarburo presso foce del Polcevera è delicata ma sotto controllo, scrive in una nota la direzione marittima di Genova. Il cedimento di una delle barriere create lungo l'alveo del torrente, spiega la capitaneria, non ha determinato una maggiore fuoriuscita di sostanza oleosa, anche perché a valle di tale barriera altri presidi di contenimento erano già operanti. Inoltre le maestranze al lavoro lungo il greto si stanno attrezzando per ripristinarla.  Le panne galleggianti di tipo oceanico che già da tre giorni operano alla foce del Torrente Polcevera starebbero svolgendo la loro funzione di contenimento, nonostante la portata d'acqua del torrente sia aumentata a seguito delle piogge cadute durante la notte.

"Non ha funzionato un tubo dell'oleodotto, siamo in una situazione di emergenza e quando si lavora per contenere i danni ci sta che un terrapieno si sposti. Quello che è importante è capire ciò che è uscito nella prima notte del disastro", ha sottolineato il governatore della Liguria Giovanni Toti. Intanto, secondo quanto confermato dalla capitaneria di porto, è stata individuata una striscia oleosa di 2 km larga 4 miglia al largo di Loano. I mezzi della capitaneria sono al lavoro da stamattina: la macchia si diriga verso Sud e il materiale raggrumato "non dovrebbe spiaggiarsi".

 

 

Ieri il governatore della Liguria Giovanni Toti e  l'assessore regionale all'Ambiente, Giacomo Giampedrone, avevano parlato di "massima allerta" nelle prossime ore e convocato alle 12 il tavolo di emergenza sullo sversamento di greggio a seguito della rottura del tubo della raffineria Iplom di Busalla per rifare il punto sulla situazione. "Dopo le prescrizioni del tavolo di emergenza bisogna dire che l'azienda ha attivato tutte le precauzioni che le sono state imposte - aveva aggiunto l'assessore all'ambiente, Giampedrone -  intervenendo in modo specifico. Siamo pronti per affrontare un'emergenza nell'emergenza data dal maltempo delle prossime ore, che può provocare danni aggiuntivi con l'arrivo in mare di maggiori quantità di petrolio. In questo momento la preoccupazione è quella di recuperare la maggiore quantità possibile di materiale dal Polcevera e dai suoi affluenti, per evitare che vada in mare nelle ore notturne, a seguito delle piogge". "Ovviamente - ha concluso Giampedrone - superata l'emergenza, dovremo predisporre un piano di bonifica a carico dell'azienda, perché è importante che tutta l'area venga ripristinata, come era prima dell'incidente ambientale".

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