Sabato, Gennaio 30, 2016 - 18:00

Fusioni e bad bank la ricetta dei banchieri contro i crolli in Borsa

Assiom-Forex

Una tempesta nel nulla, la Bad Bank serve, nonostante le sofferenze in Italia siano molto più garantite che nel resto d'Europa. I banchieri hanno reagito così, dopo un mese borsistico tra i più complessi della storia recente, facendo salire un coro unanime dal congresso dell'Assiom Forex, associazione che raggruppa 450 operatori finanziari italiani. Insieme alle sofferenze, anche le imminenti fusioni tra banche, creando istituti più forti, aiuteranno a mettersi alle spalle questo gennaio disastroso. E molte sono le opzioni sul tavolo: la fusione più imminente sembra essere quella tra Bpm e Banco Popolare, più avanti forse toccherà a Ubi ed Mps, prima dell'estate Bper salirà verso la Valtellina, sullo sfondo restano le due venete e Carige. Victor Massiah, a.d. di Ubi, tirato per la giacchetta pare anche dal Governo, per salvare Mps, ha però frenato gli entusiasmi: "Non c'è alcun dossier aperto", salvo aggiungere che "non abbiamo alcun tipo di pregiudiziale, per nessuno". Molto più possibilista Fabrizio Viola, a.d. di Msp: "Quello con Ubi sarebbe un progetto da prendere in considerazione e su cui lavorare, ma sono discorsi che lasciano il tempo che trovano. Vediamo se nelle prossime settimane e mesi si concretizzerà qualcosa, per ora non ci sono contatti".

Lo stesso Massiah, non nasconde che il vero matrimonio perfetto sarebbe quello con Bpm, e l'ha ribadito anche oggi: "Bpm se vuole fare un'aggregazione siamo disponibili, ma non dipende da noi". Anche l'a.d. di Piazza Meda, Giuseppe Castagna, ammette che con Ubi, qualche spiraglio c'è ancora: "Per me le strade sono ancora due - ha spiegato, alludendo alle ipotesi Ubi Banca e Banco Popolare - non ho avuto notizia del contrario". Però al momento in pole c'è la banca veronese: "Speriamo presto di poter dare buone notizie, anche per la mia salute psicofisica - ha chiarito - abbiamo sempre detto che a febbraio qualcosa si sarebbe dovuto decidere. Stiamo stringendo per vedere se il matrimonio si può fare". Chi invece ha fretta di chiudere con Bpm è l'a.d. di Banco Popolare, Pier Francesco Saviotti: "Ancora non è fatta. Stiamo lavorando con impegno e sono fiducioso che sarà completata in tempi brevi". Un matrimonio quello tra Bmp e Banco Popolare, che secondo Castagna non dovrà essere "trainato" da una necessità di aumento di capitale, come qualsiasi altra operazione, anche se con il Banco Popolare "siamo ancora in una fase in cui non ci siamo scambiati dati così sensibili da capire se ce ne sia bisogno o meno". Convinzione condiva da Alessandro Vandelli, a.d. di Bper, parlando per tutte le popolari: "Le banche popolari hanno tutte fatto un percorso di rafforzamento patrimoniale importante" quindi "combinazioni con banche con quelle caratteristiche non credo richiedano aumenti di capitale". Sulla stessa linea Saviotti: "C'è afflusso di liquidità - spiega - non c'è bisogno di aumenti di capitale possiamo fare fino a un miliardo di accontanamenti, rimanendo comunque all'interno dei limiti fissati dalla Bce, ovvero dello Srep". Anche dopo i crolli in Borsa delle ultime sedute. "I parametri con cui stiamo guardando alle operazioni, sono quelli di creazione di valore e di semplicità di governance" chiarisce Massiah.

Eppure il vero grande rischio resta quello delle sofferenze, che incombono anche su questa fase di fusioni, più o meno prossime. "Nessuno credo può pretendere seriamente che le banche italiane vendano 200 miliardi di sofferenze in pochi mesi, è una follia. Non può avvenire, ma credo che il problema verrà risolto, ed anche la garanzia pubblica, se ben definita, qualcosa farà pure lei" spiega Federico Ghizzoni,a .d. di Unicredit. "Il problema delle sofferenze va affrontato con decisione, ma in tempi non brevissimi, per essere risolto" aggiunge Viola, che giudica la bad bank varata dal Governo, "la miglior soluzione che il Governo poteva trovare. Toglie incertezza al mercato". "Il sistema bancario italiano è ai primi posti in Europa per solidità e apertura alla concorrenza" aggiunge presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro. Ma allora perché le banche crollano? "La Borsa ha reagito sulla base di informazioni sulle sofferenze bancarie italiane, che per certi aspetti sono state capite male, e per certi aspetti incoerenti" conclude Ghizzoni, spiegando che "i numeri che ho visto sono proprio sbagliati a livello di matematica". Lunedì la risposta della Borsa.

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Mercoledì, Settembre 7, 2016 - 08:45

Ottimi gli annunci del Governo sulle pensioni, ma a pagarli saranno ancora i soliti noti?

Benissimo gli annunci del Governo su pensioni minime e possibilità di ingresso anticipato rispetto alla riforma Fornero. Ma chi paga? Con l'economia che frena, il Pil fermo, e gli stipendi inchiodati: dove saranno trovare le risorse? Prova a rispondere oggi sul Corriere della Sera, Alberto Brambilla, docente e presidente Centro Studi e Ricerche di 'Itinerari Previdenziali'. Su un totale di 826 miliardi di spesa totale dello Stato nel 2014 la spesa sociale è stata pari a 439 miliardi, quindi oltre il 53% del totale spesa pubblica, spiega Brmbilla.

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Martedì, Settembre 6, 2016 - 10:00

Economia in frenata, rinnovo contratti al bivio. Oggi tutti da Poletti

La frenata della nostra economia è un dato assodato, che ha preso il via già tra aprile e giugno, ed ora proseguirà fino a fine anno. Un autunno difficile, che va ad intrecciarsi con la lunga trattativa tra sindacati e Confindustria per il rinnovo del contratto nazionale prima dei metalmeccanici e poi delle altre categorie, oltre al nuovo modello di contratto nazionale. A fine luglio il 68% dei dipendenti lavora in base ad un contratto scaduto. Dai bancari agli agricoltori, tutti sono coinvolti. Oggi alle 11 altro round di consultazioni con il Governo, Poletti riceverà Cgil, Cisl e Uil.

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Giovedì, Settembre 1, 2016 - 11:15

Domani la revisione del Pil del secondo trimestre, pesa l'incognita Expo

Per domani il Mef, il vecchio Tesoro, prevede una revisione al rialzo del dato sul Pil del secondo trimestre, che nella prima lettura flash era risultato invariato. A comunicare la crescita "a prefisso" invece che zero, sarà l'Istat. Come sottolinea oggi Dario Di Vico su 'il Corriere della Sera', sono altamente irrituali le anticipazioni ufficiali sul rialzo che il Mef ha fornito martedì.

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Martedì, Agosto 23, 2016 - 15:30

Senza l'Expo il Pil italiano frena, autunno in odore di recessione

Nel secondo trimestre il Pil s'è fermato, e nel terzo che capiterà? Difficile dirlo, certo quest'anno la nostra economia soffre la mancanza dell'Expo che invece aggiustò i conti del 2015. Furono proprio luglio-agosto-settembre i tre mesi in cui l'Expo decollò, ed in tempi di crescita "a prefisso zero più qualcosa", è forte il rischio che il prossimo dato sul Pil sia negativo. Servono tre trimestri consetutivi in rosso per entrare in recessione, ma con l'export che soffre molto di più ora rispetto al 2015, i conti sono già indirizzati al ribasso.

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Domenica, Agosto 14, 2016 - 09:45

Mps porta d'ingresso dei giganti mondiali, e l'asino di Fedro

Santander, Bofa-Merrill Lynch, Citi, Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Commerzbank, Bbva, Jefferies, JP Morgan. Sono questi i colossi bancari globali, che con un piccolo esborso, per coprire l'inoptato dell'aumento di capitale da 5 miliardi di Mps, entreranno senza colpo ferire nel capitale della banca più vecchia del mondo.

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