Venerdì 20 Maggio 2016 - 09:00

Furlan (Cisl): Rottamare il fiscal compact, bene battaglia Governo

Intervista alla segretaria del sindacato secondo cui la ricetta per l'occupazione è "puntare sulla crescita"

Furlan (Cisl): Rottamare il fiscal compact, bene battaglia Governo

"Se il Governo italiano sostiene che il fiscal compact è da rottamare ed è da riscrivere lo statuto economico europeo, cosa che la Cisl afferma in tutti i modi da due anni, noi siamo assolutamente d'accordo". Secondo la segretaria della Cisl, Annamaria Furlan, la ricetta per l'occupazione è una sola: puntare sulla crescita.

Dall'incontro programmato per il 24 maggio col ministro Poletti cosa vi aspettate?
Ci aspettiamo che si apra un confronto vero sui temi che sono importanti non per il sindacato, ma per le italiane e gli italiani in materia di previdenza. Abbiamo pensioni medio-basse nel Paese, non rivalutate da troppo tempo. Spesso essere anziano e pensionato equivale a essere povero o molto vicino alla soglia di povertà. Ci aspettiamo un confronto vero su come cambiare l'attuale legge previdenziale, a partire dalla flessibilità in uscita. Abbiamo oltre il 40% dei giovani disoccupati, e spesso e volentieri non solo i genitori, ma anche i nonni, a 66-67 anni costretti a continuare a lavorare. La riforma Fornero ha aumentato di 6-7 anni l'età pensionabile a prescindere dal lavoro che si fa. E a quell'età sulle impalcature non si riesce a salire. Ripartiamo dalla flessibilità, dai lavori usuranti, e cambiamo la legge in modo serio.

L'ipotesi dell'uscita anticipata in cambio di una penalizzazione economica vi convince?
Intanto fino adesso abbiamo solo letto notizie sui giornali. Voglio aspettare, prima di dare giudizi, di avere davanti un documento con la proposta del Governo. Una cosa è certa: la nostra media pensionistica è circa mille euro al mese, e credo ci sia poco da tagliare. Anche quando si parla di penalità bisogna chiarire bene a cosa e a chi ci si riferisce.

Siete pronti a fare aperture per raggiungere una intesa?
Spero che ci sia voglia di discutere e trovare una sintesi. Per noi la questione è semplice: la legge Fornero non è riuscita a trovare una sosteniblità sociale. Non basta la sostenibilità economica, ci vuole anche quella sociale. Per molti lavori 66-67-68 anni sono improponibili.

Quanto costerebbe mettere mano su questa questione?
Nella proposta del Governo, attraverso il prestito bancario, il costo dovrebbe essere molto ridotto. Ma anche su questo chiediamo chiarezza: chi paga gli interessi e cosa ci mettono le banche italiane? Mi pare che il Governo prefiguri una riforma in cui tutti mettono qualcosa: i lavoratori, l'impresa, lo Stato e credo che anche al sistema bancario un contributo si debba chiedere.

Parliamo del contratto dei metalmeccanici. Quali sono le vostre intenzioni?
Siamo assolutamente d'accordo con la linea della nostra categoria, che è unitaria, cioè che va detto a Federmeccanica che davanti a una proposta di contratto che prefigura un aumento al 5% dei lavoratori non possiamo che dire che è irricevibile. Spero che si riapra presto la trattativa con buoni risultati e che Federmeccanica torni sui suoi passi. Questa è una proposta che non può essere accettata.
 

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Renzi sostiene che il Jobs act ha prodotto occupazione e i numeri Istat sembrano dargli ragione. E' così?
Dall'inizio dell'applicazione del Jobs act ma soprattutto della decontribuzione, a partire da due finanziarie fa, abbiamo avuto la stabilizzazione di tanti contratti. Contratti precari, finti Co.co.co., finte partita Iva sono stati stabilizzati. Questo non significa però aver dato risposta agli oltre tre milioni di disoccupati perché le leggi del mercato del lavoro possono creare una situazione di occupabilità, ma la vera creazione di occupazione si ha con la crescita e lo sviluppo. Finché non si punta seriamente su crescita e sviluppo l'occupazione non crescerà, se non dello 0,1-0,2% per poi magari diminuire il mese dopo.

Il Governo sulla crescita fa abbastanza?
Credo che si debba fare molto moto di più. Il Governo si sta battendo in Europa per cambiare il fiscal compact. E' un argomento che condivido molto. Il tema è non avere una contrattazione della flessibilità anno per anno ma stabilire una volta per tutta che il fiscal compact è il vero freno alla crescita in Europa e in Italia. Va riscritto un nuovo statuto economico europeo. Il Governo deve puntare di più sulla crescita privilegiando l'innovazione e facendo investimenti pubblici. Che sono anche un modo di spingere gli investimenti privati.

Sulla battaglia in Europa quindi siete d'accordo col Governo?
Non c'è ombra di dubbio. Se il Governo italiano sostiene che il fiscal compact è da rottamare ed è da riscrivere lo statuto economico europeo, cosa che la Cisl afferma in tutti i modi da due anni, noi siamo assolutamente d'accordo.

Da qualcuno viene però l'accusa che, se prima, quando governava la destra, il sindacato stava col centrosinistra, oggi che governa il Pd è vicino al centrodestra. E' vero?
In questi gineprai della politica ci capisco molto poco. Chiariamo però da parte sta il sindacato. Il sindacato stai coi lavoratori e le lavoratrici, coi pensionati e pensionate e coi tanti che vorrebbero un lavoro e non ce l'hanno. Noi ci battiamo per loro.

Scritto da 
  • Fabio De Ponte
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