Lunedì 27 Marzo 2017 - 10:30

Alatri, morto il giovane pestato dal branco fuori da un locale

Il giovane era stato ricoverato d'urgenza e sottoposto ad un intervento chirurgico per lesioni alla testa

In fin di vita giovane di Alatri massacrato di botte in un locale

È morto dopo due giorni di agonia all'ospedale Umberto I di Roma Emanuele Morganti, il raqazzo di 20 anni massacrato di botte fuori da un locale ad Alatri, in provincia di Frosinone, nella notte tra venerdì e sabato. L'agguato, nella piazza centrale della città, sarebbe avvenuto secondo una prima ricostruzione, dopo che il giovane aveva difeso la fidanzata. Secondo testimoni, una ventina di persone lo ha atteso e circondato, quindi colpito a calci e pugni e anche con una spranga di ferro.

Arrivato in elisoccorso al policlinico della capitale venerdì notte in condizioni già disperate, Emanuele era stato sottoposto a un intervento chirurgico per provare a ridurre le lesioni alla testa causate dai colpi ricevuti. I medici dell'ospedale romano hanno rilevato la rottura delle vertebre cervicali e varie fratture craniche provocate con un paletto. Il ragazzo era tenuto in vita artificialmente dall'alba di ieri, ma nel pomeriggio il suo cuore si è fermato. Da quanto si apprende i genitori avrebbero deciso di donare gli organi.

I carabinieri di Alatri hanno sequestrato il locale, il Mirò, uno dei più noti della città, dove attorno alle 3 di notte era scoppiata la discussione per una ragazza, e da cui Emanuele era stato portato via da un buttafuori. Gli inquirenti, coordinati dal pm Vittorio Misiti, hanno interrogato nove sospettati. "Quanto è accaduto è una barbarie, ci stringiamo intorno ai familiari di Emanuele", ha detto il sindaco di Alatri Giuseppe Morini, che ha annunciato che sta valutando in queste ore la proclamazione del lutto cittadino.

PIU' COINVOLTI IN OMICIDIO. Sono diverse e con differenti livelli di responsabilità le persone le cui posizioni sono al vaglio degli inquirenti per la morte di Emanuele Morganti. A massacrare il giovane sarebbero stati più uomini, non solo a mani nude ma con un arnese di ferro, e per loro potrebbero scattare già oggi i primi fermi. Ma si vuole fare chiarezza anche sulla posizione di quei responsabili della sicurezza del locale, che dopo l'inizio della lite, quando Emanuele, nella discoteca, ha difeso la ragazza dalle avances di un avventore ubriaco, hanno trascinato fuori il giovane lasciandolo in balia dei suoi aggressori.

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