Domenica 20 Novembre 2016 - 12:00

Francia, al via le primarie centro-destra: in gioco futuro Eliseo

Chi vince sarà probabilmente il favorito nelle prossime presidenziali

Francia, al via le primarie del centro-destra

Sono partite in Francia questa mattina alle 8 le votazioni per le primarie del centro-destra. Il secondo turno è in programma domenica prossima, il 27 novembre. Chi dei sette sfidanti risulterà vincitore sarà il candidato del centro-destra nella corsa per l'Eliseo della primavera 2017, in cui i francesi dovranno eleggere il successore di François Hollande. Sette dunque i nomi in pista, ma quella che sembra profilarsi è una sfida a tre fra l'ex presidente François Sarkozy e gli ex premier Alain Juppé e François Fillon. Quest'ultimo con il vento in poppa nei sondaggi negli ultimi giorni.

CHI VINCE SARA' PROBABILMENTE IL FAVORITO PER L'ELISEO. In gioco c'è molto di più che la scelta del leader della destra: con molta probabilità il vincitore delle primarie del centro-destra sarà il favorito nelle prossime presidenziali. Per diversi motivi: in primo luogo perché il presidente uscente Hollande è ai minimi storici di popolarità (che hanno toccato anche il 4%), in secondo luogo perché la sinistra continua a non essere unita, e poi anche perché l'estrema destra, cioè il Front national di Marine Le Pen per intendersi, nonostante costituisca una minaccia è penalizzata dal sistema elettorale a doppio turno. Le date delle presidenziali sono già state fissate: il primo turno il 23 aprile, il secondo il 7 maggio.
 

QUANDO E COME SI VOTA. Gli oltre 10.200 seggi allestiti in tutto il Paese saranno aperti fino alle 19 e gli organizzatori contano di avere i primi risultati provvisori a partire dalle 21. Difficile avanzare previsioni sull'affluenza: possono votare infatti tutti i francesi dai 18 anni in su disposti a pagare un contributo di 2 euro e a firmare una carta di adesione ai valori della destra e del centro; e queste operazioni si potranno fare anche domani stesso. Naturalmente l'incertezza sulla partecipazione ridimensiona notevolmente l'attendibilità dei sondaggi. L'obiettivo dei partiti organizzatori (Les Républicains, Parti chrétien-démocrate e Centre national des indépendants et paysans) è di raccogliere quanti più partecipanti possibile, in modo che queste consultazioni possano essere il trampolino di lancio verso l'Eliseo.

CHI SONO I 7 CANDIDATI IN CORSA. In corsa per lo scettro dei conservatori ci sono sette vecchi volti della politica francese: quasi tutti sono stati in passato premier o ministri. Alain Juppé, ex premier e attuale sindaco di Bordeaux; Nicolas Sarkozy, presidente della Repubblica dal 2007 al 2012; François Fillon, ex primo ministro sotto la presidenza Sarkozy, che ha da poco ricevuto l'appoggio dell'ex capo di Stato Valéry Giscard d'Estaing; nonché gli ex ministri Bruno Le Maire, Nathalie Kosciusko-Morizet e Jean-François Copé, e il cristiano-democratico Jean-Frédéric Poisson.

LA SINISTRA DIVISA E MARINE LE PEN. Spostando lo sguardo al di fuori del centro-destra, invece, il panorama politico in vista delle presidenziali si presenta come segue. In campo socialista: Hollande non ha ancora annunciato se intende ricandidarsi, e i suoi bassi livelli di popolarità potrebbero spingerlo a pensarci due volte; il primo ministro Manuel Valls sembra la figura meglio posizionata per prendere il posto di Hollande, ma dovrà fare i conti con il fenomeno del suo giovane ex ministro Emmanuel Macron, che si presenta come candidato antisistema e intende raccogliere anche voti al centro. A sinistra dei socialisti le cose non appaiono molto più chiare: Jean-Luc Mélénchon, fondatore del Parti de Gauche, mira a raccogliere i voti dei delusi da Hollande, ma non ha ancora incassato l'appoggio certo di Verdi e comunisti. Quanto all'estrema destra, Marine Le Pen è in attesa di giocarsi la sua opportunità visto che secondo i sondaggi arriverebbe al secondo turno delle presidenziali: ma il problema, per lei, sarebbe poi riuscire a ottenere il consenso di più del 50% dei francesi al secondo turno, ipotesi al momento lontana.

Scritto da 
  • redazione web
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Germania, sessione in parlamento a Berlino

Germania, Altomonte: "Rischio non sui mercati ma per agenda Ue"

Intervista al docente del dipartimento di Analisi delle Politiche e Management Pubblico dell'Università Bocconi

FILE PHOTO -  File photo of Zimbabwe's President Robert Mugabe speaking to supporters at an election rally in Bindura

Zimbabwe, Mugabe: il politico 93enne rimasto al potere per 37 anni

A 36 anni cominciò la militanza politica e passò 10 anni in prigione. Ora ha rassegnato le dimissioni

Giorgio de Chirico

Rubata opera di De Chirico dal museo di Beziers in Francia

La "Composizione con autoritratto", dipinta nel 1926 è considerata di valore inestimabile

Zimbabwe, crescono lepressioni intorno al presidente Robert Mugabe

Zimbabwe, il presidente Robert Mugabe si è dimesso con una lettera

Lo comunica il presidente del Parlamento che stava per discuterne l'impeachment. L'anziano leader (93 anni) era al potere dal 1980