Mercoledì 06 Settembre 2017 - 20:30

Forza Nuova rilancia la marcia su Roma: no della sindaca Raggi

Il gruppo neofascista promuove su Fb l'idea di un corteo per il 28 ottobre "contro ius soli, violenza e stupri dei migranti"

Forza Nuova rilancia la marcia su Roma

Virginia Raggi dice no ad una nuova marcia su Roma, sottolineando che un evento del genere "non può e non deve ripetersi".

 

 

L'iniziativa è stata organizzata da Forza Nuova per il prossimo 28 ottobre nel 95esimo anniversario dell'episodio storico che portò al potere Benito Mussolini e il Pnf (Partito Nazionale Fascista). In quell'occasione, circa 25mila squadristi raggiunsero la Capitale (nella foto) per chiedere a Vittorio Emanuele III di affidare il governo a Mussolini minacciando di costringerlo, altrimenti, con la forza. Il re accettò ("Facciamolo provare" pare abbia detto), con le conseguenze che sono a tutti ben note.

I neofascisti italiani, nel rilanciare l'idea della marcia, 95 anni dopo, l'hanno chiamata "Marcia del patriota" e hanno elencato una serie di temi tra cui il "no" allo Ius soli e lo "stop alla violenza e agli stupri" da parte dei migranti. Su Facebook, le adesioni, a suon di "presente!" e di "sempre fino alla morte", sembrano essere numerose. Il neofascismo italiano pare aver trovato una buona motivazione per compattarsi e uscire allo scoperto.

Di qui la preoccupazione di Civati, Maestri e tanti altri: "La marcia su Roma organizzata dai nazifascisti di Forza Nuova per il prossimo 28 ottobre - non a caso - non può svolgersi, a meno che non si accetti, nel disinteresse complice e nella inammissibile equidistanza delle istituzioni preposte alla tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico, di violare la Costituzione, la legge Scelba e la legge Mancino". 

"La XII disposizione finale, non transitoria, della Costituzione vieta la riorganizzazione 'sotto qualsiasi forma' del disciolto partito fascista: Fn è il partito fascista contemporaneo per i contenuti della piattaforma 'politica' e per i metodi. La legge Scelba specifica che si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista. Sembra la fotografia di Forza Nuova", dichiarano i parlamentari di Possibile.

"Chiediamo - concludono Civati e Maestri - al ministro dell'Interno, anche attraverso Prefettura e Questura di Roma, di vietare la marcia e di avviare la procedura di scioglimento di Forza Nuova o, in altre parole, di assicurare il rispetto della Costituzione e delle leggi della Repubblica. Le istituzioni non devono rispondere con timidezza all'onda neofascista. Confidiamo che il pugno duro, usato impropriamente contro i richiedenti asilo per interposta milizia libica, sia usato dal ministro anche per contrastare il fascismo montante in Italia".

La risposta del partito neofascista non si è fatta attendere. "Non accettiamo alcun divieto - dichiara Leonardo Cabras, Coordinatore Regionale di Forza Nuova - Forza Nuova scenderà sempre in piazza al fianco del popolo. Contro ogni censura, contro ogni repressione, sarà resistenza etnica. Ci sarà una nostra risposta militante".

 

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