Venerdì 04 Novembre 2016 - 11:00

Firenze, cinquant'anni fa la tragedia dell'alluvione /FOTO

Il 4 novembre del 1966, l'Arno straripò e inondò la città

Firenze, cinquant'anni fa la tragedia dell'alluvione

Il 4 novembre di 50 anni fa, l'Arno straripò e inondò la città di Firenze, distruggendo un patrimonio artistico inestimabile e lasciando dietro di sè tra il capoluogo e la provincia 35 morti. Una catastrofe non annunciata che colse di sorpresa la città. Solo nel 1844 ci fu un'inondazione simile che allagò gran parte della città. Firenze fino a quel momento non aveva conosciuto calamità che potessero piegarla così. La pioggia aveva cominciato a cadere da una settimana ma nessuno aveva immaginato quel che da lì a poco sarebbe accaduto. Infatti solo l'area toscana del nordest dava maggiori preoccupazioni e si stava preparando al peggio. Ma a Firenze no.

Fu così che la sera del 4 novembre del 1966, l'Arno ruppe gli argini, sommergendo nel fango gran parte della città e portandosi via più di 30 vite. Subito si mossero i soccorsi, con le forze dell’ordine in prima linea a prestare soccorso alla popolazione, insieme a una moltitudine di ragazzi, che si riversarono a Firenze da ogni parte del mondo, per cercare di salvare le opere d’arte che, ancora oggi, costellano la città toscana: giovani che sono stati ribattezzati come gli 'angeli del fango'. All'epoca dell'alluvione, il 4 novembre era festa nazionale per l'anniversario della vittoria nella Prima guerra mondiale e i cittadini si apprestavano a trascorre a casa la giornata. Il numero delle vittime dell'inondazione fu relativamente basso, probabilmente anche per questo motivo: infatti si suppone che sarebbe stato molto più elevato se le acque avessero colto i fiorentini mentre andavano al lavoro o i contadini nelle campagne limitrofe la città se fossero stati nei campi come in un normale giorno lavorativo. Le piogge incessanti dei giorni precedenti avevano fatto scattare, giovedì 3 novembre, l'allarme nel Casentino e sul Mugello, due zone da sempre soggette alle piene dell'Arno e dei suoi affluenti.

Nel frattempo su Firenze si stava abbattendo un violento temporale. Nella notte tra giovedì e venerdì 4 novembre il livello del fiume ha cominciato a crescere a gran velocità. L'idrometro prima di andare distrutto segnava 8,69 metri. Nel frattempo la temperatura climatica è salita rapidamente di 5 gradi: uno sbalzo che ha provocato lo scioglimento delle nevi sui rilievi montuosi che ha fatto discendere a valle ancora più acqua, che è andata ad aggiungersi alle precipitazioni piovose. Nel centro città fiorentino tutto era pronto per la festa delle Forze Armate: il tricolore ornava le vie e gli stendardi era affissi, ma la mattina del 4 novembre l'acqua ha cominciato a zampillare dai muretti e ad affiorare dai tombini. Alle 4 del mattino le acque hanno invaso il lungarno Benvenuto Cellini e hanno iniziato a scorrere per via dei Renai sommergendo buona parte dell'Oltrarno storico. E' iniziato il dramma. La situazione andava via via peggiorando e altre area della città sono entrate in crisi: le persone trovavano rifugio sui tetti o nei piani alti delle abitazioni, la luce elettrica era saltata. A mezzogiorno Firenze registrava le prime vittime note mentre i cittadini cercavano di salvare i detenuti del carcere delle Murate dalla 'fine del topo' ospitando i fuggiaschi ai piani alti delle loro case e offrendo loro del cibo. In serata arrivano massicci i soccorsi, insieme all'esercito e ai vari corpi delle forze dell'ordine, si aggiunsero i bagnini della Versilia e tanti giovani che offrirono il loro aiuto. L'alluvione del 1966 fu evento eccezionale e inaspettato per le sue proporzioni. Infatti seppure l'Arno ha straripato spesso mai aveva raggiunto una furia simile.

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