Giovedì 18 Gennaio 2018 - 08:30

Prato, blitz contro la mafia cinese: 33 arresti. In manette 'il capo dei capi' asiatico

Le misure sono scattate oltre che in Italia anche in Francia e Spagna

Si chiama Zhang Nai Zong, 58 anni, detto anche 'l'uomo nero', quello che viene considerato il 'capo dei capi' della mafia cinese in Italia. E' tra le 33 persone che sono state arrestate nel corso di un blitz contro la mafia cinese scattato all'alba nell'ambito dell'inchiesta denominata 'China truck', condotta dalla polizia e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze.

A carico dei 33 destinatari della misura cautelare in carcere, emessa dal gip di Firenze Alessandro Moneti, l'accusa di 416 bis, ovvero l'associazione mafiosa, e altri reati; sono 21 gli indagati a piede libero, di cui 10 sempre per associazione a delinquere di stampo mafioso e 11 per altri reati. La maggior parte dei provvedimenti è scattato a Prato: 25 indagati, di cui 16 arrestati e 9 denunciati a piede libero. Otto gli arrestati a Roma, dove sono 10 gli indagati. A Milano e Padova sono state arrestate due persone, mentre tra Firenze e Pisa gli indagati a piede libero sono 7. Altre 4 persone si trovavano invece già in carcere per altri motivi e due sono i soggetti di origine cinese arrestati in Francia, dove ci sono anche altri due indagati. Due destinatari del provvedimento si trovano attualmente in Cina.

Nell'ambito dell'indagine è anche stato disposto il sequestro di 8 società, 8 veicoli, due immobili e una sessantina tra conti correnti e deposito titoli, per un valore di diversi milioni di euro. Cuore dell'attività criminale sarebbe un'azienda di autotrasporti di Prato. Partendo da lì nel 2011, le indagini si sono ramificate e hanno alzato il velo su un'organizzazione che gestisce bische clandestine, prostituzione, droga, locali notturni e il commercio delle merci contraffatte. Gli investigatori della squadra mobile di Prato hanno indagato su più di un omicidio in Italia e all'estero.

Il gruppo criminale aveva la disponibilità di armi e con metodi 'mafiosi' aveva ottenuto il monopolio in Europa del traffico su strada delle merci di origine cinese. Era composta da soggetti originari di due regioni della Cina, lo Zhejiang e il Fujian, e operava oltre che in Italia anche a Parigi, Neuss, in Germania e a Madrid. Al vertice, appunto, Zhang Nai Zong, residente in un elegante condominio a Roma, dove è stato arrestato, ma con interessi economici prevalentemente a Prato, incluse due aziende di trasporto mediante le quali era stato in grado di schiacciare le imprese concorrenti.

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"In alcune intercettazioni ambientali - ha spiegato il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo - emerge che Zhang si definisce il capo della mafia. Zhang aveva scalato il vertice della mafia cinese in Italia imponendo la 'pace' a Prato dopo una sanguinosa guerra fra bande, costata numerosi morti ammazzati in città nel corso degli anni 2000". Zhang mercoledì sera era a Prato ed è stato pedinato dai poliziotti in borghese della squadra mobile della città toscana, agli ordini di Francesco Nannuncci.

Il presunto 'capo dei capi' della mafia cinese italiana ha visitato diverse aziende di connazionali e ogni volta che usciva, seguito da uno stuolo di guardie del corpo, cambiava auto. Ha cenato in un ristorante e lì ha ricevuto la visita di altre persone che si inchinavano con deferenza al suo cospetto. Nel corso del blitz di questa mattina sono finiti in manette anche il figlio del boss, il riferimento della mafia per l'area pratese Lin Guochun (detto Lin Lao), ufficialmente residente in Cina nella regione del Fujiang, e una giovane donna, indicata come segretaria dell'organizzazione e amante di Zhang; nella sua abitazione sono stati sequestrati 30mila euro in contanti.

"Riuscire a individuare una complessa organizzazione mafiosa cinese - ha sottolineato il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho - non è ordinario ma eccezionale. Ed è eccezionale identificare la sua composizione e operatività. Riconoscere i caratteri mafiosi è un fatto quasi incredibile. Bisogna tenere alto il livello quando queste associazioni inquinano la nostra economia".

Il ministro dell'Interno, Marco Minniti, si è congratulato con il capo della polizia, Franco Gabrielli, per l'operazione: "Sono grato alle donne e agli uomini della polizia di Stato che hanno lavorato in stretta sinergia con la magistratura andando a colpire al cuore una pericolosa organizzazione, che aveva imposto una vera e propria egemonia nel controllo del trasporto merci su strada, finanziata con gli introiti delle proprie attività criminali".

Soddisfazione anche dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, secondo il quale l'indagine dimostra che "nessun territorio è immune e che le organizzazioni mafiose riescono a infiltrarsi sempre più anche nell'economia pulita e legale e per questo è obbligatorio tenere sempre alta l'attenzione", e dal sindaco di Prato, Matteo Biffoni, che ha sottolineato come la forza della città che amministra stia "nei suoi anticorpi, nella capacità di contrastare ogni forma di illegalità per ribadire sempre l'indiscutibile necessità del rispetto delle regole". 

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Scritto da 
  • Francesco Bongiovanni
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