Mercoledì 22 Novembre 2017 - 18:30

Figc, Malagò: "Non sarà commissariata, ma il male è profondo"

Il presidente del Coni mette fine all'ipotesi circolata dopo le dimissioni di Tavecchio, ma non sminuisce il problema

CONI - Stati Generali dello sport italiano

Vorrei ma non posso. L'intento del presidente del Coni, Giovanni Malagò, si scontra con i "pezzi di carta". Per il momento quindi la Figc, dopo le fresche dimissioni di Carlo Tavecchio, non sarà commissariata.

"C'è un problema formale. Così come sono scritte le regole se noi oggi avessimo portato in Giunta una delibera di commissariamento della Figc saremmo stati oggetto di un ricorso da parte di chi vuole evitarlo. Un ricorso che avrebbe grande possibilità di successo e non posso esporre il Coni a questo rischio", dice al termine della Giunta.

Le sue esternazioni contro il mondo del calcio restano comunque durissime. "Sarebbe da persone non serie fare finta che non è successo niente - dichiara - sotto questo punto di vista la mia posizione è netta e categorica il calcio italiano va riformato sotto tanti punti di vista". E questo non può che passare attraverso "un commissariamento lungo e con poteri ampi perché il male è profondo ed ha radici anche di carattere statutario" che "impediscono di riformare il calcio".

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La partita però potrebbe riaprirsi a stretto giro di posta. La dead line è quella dell'11 dicembre entro la quale le leghe di A e B devono rinnovare le proprie cariche. "Se le caselle andranno al loro posto entro i tempi stabiliti allora in bocca al lupo calcio - la riflessione di Malagò - Se tutto questo non succederà si va nell'amministrazione straordinaria e a quel punto si riconvoca una Giunta e si faranno le dovute considerazioni". In quel caso, insomma, i presupposti per il commissariamento "ci sarebbero tutti". Se in Lega B non ci dovrebbero essere intoppi il presidente del Coni, invece, non si sbilancia su quanto potrà accadere in Lega A, dove attualmente il commissario è lo stesso Tavecchio.

"Torno al vecchio totocalcio - dice con il sorriso - è una situazione da '1-x-2' può succedere di tutto". Malagò si rivolge poi direttamente alla Lega A che ora si deve porre il problema perché "ha l'occasione per dimostrare che conta". Il ragionamento del capo dello sport italiano è chiaro. In questo momento nessuno riuscirebbe a trovare un ampio consenso e nessuno potrebbe fare molto con una maggioranza risicata. Per questo l'assemblea elettiva Figc dovrà essere convocata solamente dopo l'11 dicembre ovvero dopo l'elezione della nuova governance delle due leghe principali. Se da Via Allegri dovesse invece arrivare una decisione opposta sarebbe "uno sbaglio" ma "conosco Tavecchio e credo che non lo farà", spiega ancora Malagò.

Quello che è certo è che il presidente del Coni non ha nessuna intenzione di fare da 'pontiere' fra le varie componenti del mondo del pallone, ora più spaccate che mai. "Conoscete la mia agenda -. conclude - dovrei chiamare dei signori che già hanno detto che non sono d'accordo e rinunciare ad occuparmi del mio mondo? Non posso sprecare energie per questo". Un vero e proprio richiamo all'assunzione di responsabilità. In caso di flop anche in questa 'prova d'appello' per cercare di risolvere la crisi istituzionale che lo attanaglia, al mondo del calcio non resterebbe che il commissariamento. 

Scritto da 
  • Andrea Capello
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