Domenica 05 Novembre 2017 - 22:00

Sicilia, Musumeci presidente. Battuto l'M5S. Tonfo del Pd

Il centrodestra avanti di 5 punti sul grillino Cancelleri. Il neogovernatore: "Restituire credibilità alla politica". I grillini si consolano: "Siamo il primo partito e non sarà facile trovare la maggioranza all'Ars"

Nello Musumeci con Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi a Catania

Nello Musumeci ci riprova e vince, anche se di misura. Il candidato del centrodestra governerà la Regione Sicilia, sfiorando il 40 per cento dei voti, e battendo dopo un lungo testa a testa il pentastellato Giancarlo Cancelleri, che con i suoi 34,58 per cento dei consensi, consegna al Movimento 5 Stelle lo scettro di primo partito dell'Ars siciliana. Tonfo invece per il Partito democratico di Matteo Renzi, che con Fabrizio Micari arriva al 18,59 per cento e ottiene il peggior risultato di sempre in terrà sicula. Il Pd infatti con il 'modello Palermo', quindi con la grande coalizione che comprende anche Alternativa popolare di Angelino Alfano (che supera la soglia nazionale del 3%, ma vede praticamente dimezzata il bottino di voti sulla carta portato in 'dote'), si allontana da quel 13% del 2012 quando, appoggiando Rosario Crocetta, aveva conquistato palazzo d'Orleans. La ridiscesa in campo di Claudio Fava non 'sbanca', il candidato di Mdp supera di poco il 6 per cento. Le larghe intese, in prospettiva quindi delle elezioni politiche di primavera che saranno regolate dal Rosatellum, falliscono miseramente, mentre vince la ricetta della grande coalizione, con il Movimento 5Stelle che cresce (nel 2012 si era fermato al 18,17%) e che diventa il vero avversario da battere. Resta fermo invece l'astensionismo, con appena il 46,76% degli aventi diritto che hanno deciso di andare a votare. Attribuiti anche i seggi alla Ars: il Centrodestra ne avrà 36 (compresi i 7 del listino di Musumeci), l'M5S 20 (19 più Cancelleri), 13 al Pd e uno a Fava. La maggioranza, su 70 seggi, è molto risicata.

LO SPOGLIO

"Voglio essere e sarò il presidente di tutti i siciliani, di chi mi ha sostenuto, di chi ha legittimamente deciso di votare altri candidati e di chi addirittura ha deciso di non partecipare al voto" dice Musumeci commosso davanti al suo comitato a Catania. Secondo il neo governatore ora "bisogna recuperare l'oltre 50 per cento dei siciliani che ha deciso di non andare a votare. Ora bisogna restituire alla politica credibilità e autorevolezza". Musumeci ci crede "la Sicilia ce la può fare", strappando al suo quartier generale l'ovazione.

 

Loading the player...

La sconfitta brucia invece al geometra di Caltanissetta: "Questa è una vittoria contaminata dagli impresentabili e dai media che non ne hanno parlato". Su una cosa Cancelleri può vantarsi "il M5S è la prima forza politica di questa Regione e di questo Paese" e questo avrà tutto il suo peso quando seggi alla mano si dovrà constatare che l'assemblea non ha una vera e propria maggioranza.

Non nasconde la sua delusione Fabrizio Micari, che imputa il terzo posto alla spaccatura del centrosinistra. "Con la divisione della sinistra il messaggio che è passato è stato che da 20 giorni che la sinistra era fuorigioco e la partita era già chiusa. Nel 2012 la destra si è divisa e ha vinto Crocetta, questa volta ci siamo divisi noi e hanno vinto loro". Secondo il rettore universitario "è una divisione che con la sinistra non c'entra nulla, è una divisione romana fatta contro Renzi fatta sulla pelle dei siciliani". E poi anche lui attacca Pietro Grasso: "Io non voglio parlare di coraggio, per carità, ma Grasso ha determinato due mesi di ritardo nelle decisioni. Il tira e molla 'Grasso sì, Grasso no' ci ha tenuti fermi per due mesi ed erano importanti. Io ho iniziato il 10 settembre e ottenere in 50 giorni questo risultato è importantissimo, con queste condizioni".

L'altra sponda della sinistra replica con amarezza: "Quello sulla presidenza non è il risultato che ci saremmo aspettati, c'è stata una corsa al voto utile. Avremmo preferito maggior rispetto nei confronti degli elettori. Non abbiamo gradito che l'unico punto su cui hanno insistito i dirigenti Pd sia stato quello di non votare Claudio Fava". Il voto in Sicilia, aggiunge Fava, "conferma una proposta politica in cui tutte le proposte e i linguaggi della sinistra si ritrovano in un progetto condiviso e senza bandiere separate".

Scritto da 
  • Donatella Di Nitto
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Centrosinistra, Renzi sente Prodi: "Colloquio lungo e cordiale". Fassino incontra Pisapia

Il segretario Pd assicura: "Avremo una coalizione di qualità". L'ex sindaco di Torino: "Significativi passi avanti"

Ostia, ballottaggio M5S-Cdx tra allarme sicurezza e incubo astensionismo

Un voto che, a suo modo, rappresenta un test di rilevanza nazionale

Dibattito confronto tra le candidate presidenti del X Muncipio

Ostia,ballottaggio blindato ma si chiude senza big. Scintille Meloni-M5S

Al primo turno la candidata pentastellata Di Pillo è stata la più votata con il 30,21%, seguita da quella del centrodestra Picca con il 26,68%

Paolo Gentiloni e Walter Veltroni alla presentazione del libro "Quando"

Gentiloni: "Il centrosinistra sia largo e unito"

Il premier avverte: "Rifugiarsi nella nostalgia del passato è un rischio drammatico"