Sabato 18 Giugno 2016 - 08:15

Euro 2016, l'Italia continua a sognare ma ha bisogno di riposo

Con il gol di Eder l'Italia passa agli ottavi di finale

Euro 2016: Italia-Svezia

A volte le vittorie passano anche attraverso partite così, non proprio bellissime, non proprio giocate benissimo, non proprio da inserire in videoteca. Ma a volte conta solo il risultato finale e il gol di Eder al minuto 82 della sfida contro la Svezia consegna matematicamente l'Italia agli ottavi di finale dell'Europeo. Noi come la Francia. A decidere è stata una perla, l'unica dell'attaccante interista: però letale. Tanto che il prossimo impegno degli azzurri, mercoledì contro l'Irlanda, sarà un semplice allenamento da sfruttare per recuperare energie. La sensazione, infatti, è che a Tolosa qualche giocatore fosse più stanco del previsto: troppi appoggi sbagliati, troppi passaggi fuori misura, troppa approssimazione. Un paradosso? Forse sì, forse con il Belgio il dispendio di energie fisiche e nervose è stato enorme.

CENTROCAMPO. Per tutto il primo tempo all'Italia è mancato il sacro fuoco. Quello che Conte aveva invocato nelle chiacchiere della vigilia, sperando di poter replicare sotto il profilo dell'approccio agonistico l'eccellente partita di Lione. Invece no, l'incipit degli azzurri è stato moscio e floscio, palese la difficoltà del centrocampo nel gestire il gioco e nello sviluppare in modo efficace il giro palla, in ambasce Parolo e Giaccherini, discontinuo Candreva, appena volitivo Florenzi. Quasi che alla Nazionale mancasse gamba. Anche perché l'Italia è stata abbastanza lunga, difesa e centrocampo non hanno mai accompagnato il pressing delle punte, rendendo questo sforzo assolutamente inutile. Due si sbattevano, gli altri aspettavano gli avversari nella propria trequarti.
 

IMPOSTAZIONE. E' vero che la Svezia non ha combinato nulla, però è rimasta corta e compattissima, ha asfissiato i nostri difensori in fase di impostazione, ha impedito agli azzurri di ragionare. Quando nella ripresa Conte ha corretto l'impostazione tattica, allargando gli esterni, la Nazionale ha avuto un altro appeal e ha creato pericoli: oltre alla rete di Eder, la traversa di Parolo e l'occasione finale di Candreva. Nel primo tempo, invece, non c'è stato un tiro in porta, un'azione costruita con profitto.

MINA VAGANTE. Pure/persino da questi successi, comunque, si possono trarre benefici. La qualificazione con 90 minuti di anticipo è la prima, poi ci sono alcune evidenze tattiche che non saranno di certo sfuggite all'occhio attento del ct. Il quale, immaginiamo, da domani in avanti comincerà un martellamento sordo e costante: se la Nazionale smette di ragionare da gruppo e molla la presa diventa normale, se si esprime come a Lione è una mina vagante per qualsiasi avversario. Il biglietto per gli ottavi già staccato consentirà turnover e riflessioni: in fondo, alzi la mano chi una settimana fa avrebbe scommesso sull'Italia qualificata dopo due partite e senza un gol subito.

Scritto da 
  • Vittorio Oreggia
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