Venerdì 22 Gennaio 2016 - 17:45

Ettore Scola, l'addio da Mattarella a Bertolucci

Commozione, applausi e tanti omaggi per il regista dal palco della Casa del cinema di Roma

Folla ai funerali laici di Ettore Scola

L'addio a Ettore Scola si è consumato oggi pomeriggio nel teatro all'aperto della Casa del cinema a Roma in modo un po' irrituale, così come il regista di 'C'eravamo tanto amati' lo aveva voluto. Un ricordo pubblico con gli interventi introdotti dall'ex direttore della Casa del Cinema Felice Laudadio, Carlo Verdone, Giuseppe Tornatore, Stefania Sandrelli, Paolo Virzì, Giuliano Montaldo, Walter Veltroni, Pif, il critico Jean Gili. Una festa sì, con tanta gente comune, amici, colleghi, (alla camera ardente la mattina anche Bernardo Bertolucci), e parenti del cineasta scomparso il 19 gennaio scorso a 84 anni. Una cerimonia celebrata in una arena, all'aperto, in cui sono risuonate le note delle colonne sonore dei film di Scola firmate dal maestro Armando Trovajoli, ma anche una giornata che da stamane alla camera ardente, sempre alla Casa dedicata alla settima arte in Largo Mastroianni, ha registrato anche la presenza delle più alte cariche dello Stato, il presidente del consiglio Matteo Renzi, il capo dello Stato Sergio Mattarella, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, e, al pomeriggio, il titolare del dicastero della Cultura Dario Franceschini.

Renzi, D'Alema e Veltroni, molto legato al regista: tutti e tre insieme in omaggio a Ettore Scola, tre leader e tre generazioni della sinistra italiana. Il premier prima di andare via si è fermato brevemente con i giornalisti e di Scola ha parlato così: "Un grandissimo italiano che ha segnato la vita di intere generazioni". Poi annunciando iniziative per ricordare il cineasta ha detto:" Era giusto non solo rendergli omaggio ma tributare a lui e alla sua produzione un particolare ricordo, parlando con la famiglia e Veltroni si è detto che sarà bello trovare le forme piu discrete e giuste per ricordare questo grande maestro".

Per Massimo D'Alema, Scola è stato "un vero artista e intellettuale, un indiscutibile grande protagonista del cinema e della cultura italiana, ma anche una straordinaria persona". "Grande ammirazione verso l'artista, l'intellettuale - ha sottolineato D'Alema - . E' stato capace di ascoltare, spesso i grandi maestri sono malati dì narcisismo, lui non lo era'.

Altri esponenti della sinistra hanno reso il loro tributo: l'ex leader di Sel Nichi Vendola, e il segretario della Fiom Maurizio Landini. Quella sinistra italiana che Scola - come ha evidenziato D'Alema - "militante appassionato della sinistra, ironico e' stato capace di raccontare nei suoi snobismi". A ricordare Scola come intellettuale militante è stato sul palco, dove era collocato il feretro, Walter Veltroni: "Non sono passati le nostre cene, abbracci e discorsi su figli e nipoti, campagne elettorali e il governo ombra, non voglio parlare di te al passato. Ettore è un compagno vero, questa parola significa in Italia fratellanza, anche se ha portato il fardello delle ideologie. Ettore è sempre rimasto un compagno, uno con cui si divide il pane", ha detto l'ex leader del Pd, cui Scola era molto legato, strappando un applauso. Riunita la famiglia di Scola: figlie, Silvia e Paola, e la moglie Gigliola, i nipoti. E poi tante persone del mondo dello spettacolo vicine al regista scomparso.

"Roma l'ha raccontata meglio dei romani come hanno fatto tanti registi venuti da fuori, da Rimini", ha detto Carlo Verdone arrivando alla cerimonia facendo riferimento a maestri del cinema come Fellini."Questo - ha poi affermato Verdone dal palco - e 'il pomeriggio che Ettore avrebbe voluto, tanta gente semplice, perbene come era lui. Mi ha indicato la strada e come percorrerla. Tutti, anche io, gli dobbiamo qualcosa. L'umanità è stata al centro dei suoi film". "Dietro il suo cinismo divertentissimo c'erano dolcezza e generosità rare", sono state alcune delle parole di Giuseppe Tornatore per ricordare Scola.

Scritto da 
  • Laura Carcano
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