Martedì 04 Aprile 2017 - 11:45

Bomba a San Pietroburgo: 14 morti, il kamikaze è un kirghiso

Putin ha deposto un mazzo di rose rosse sul luogo. Si segue la pista islamista, tensione per nuovo allarme

San Pietroburgo, fiori e candele dopo la bomba nella metropolitana

È salito a 14 morti il bilancio provvisorio delle vittime dell'esplosione avvenuta nella metropolitana di San Pietroburgo in Russia. Almeno 45 i feriti di quello che si presume essere un attacco terroristico effettuato da un kamikaze con presunti legami con il radicalismo islamico, come riporta l'agenzia di stampa russa Interfax. Un portavoce dei servizi di sicurezza del Kirghizistan Gknb ha identificato come Akbarzhon Jalilov, nato nella città di Osh nel 1995, il sospetto responsabile dell'attacco alla metropolitana di San Pietroburgo avvenuto ieri.

L'esplosione si è verificata fra due fermate, cioè tra Sennaya Ploshchad e Tekhnologichesky Institut. È quanto riferisce a Reuters una fonte dei servizi di emergenza russi. "C'è stata una sola esplosione fra le stazioni, mentre il treno arrivava alla stazione di Technology Institute da Sennaya Ploshchad", ha spiegato la fonte.

LEGGI ANCHE  Trovata la testa del kamikaze vicino al luogo dell'esplosione

Questa mattina la stessa stazione della metropolitana, in cui ieri è avvenuto l'attentato, è stata chiusa di nuovo oggi a seguito di un allarme bomba. Poi, dopo verifiche, è stata riaperta: "Tutte le stazioni sono state controllate ed esplosivi non sono stati trovati, quindi la rete funziona normalmente", ha dichiarato Kommersant. Ieri sera, il presidente russo Vladimir Putin si è recato alla stazione della metropolitana per deporre un mazzo di rose rosse in ricordo delle vittime. Putin arrivato tra forti misure di sicurezza, non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti.

MACCHINISTA NON SI E' FERMATO. Per il Comitato investigativo russo, il macchinista del treno  ha agito correttamente, scegliendo di non fermare il convoglio e di proseguire sino alla successiva stazione, e potrebbe così aver salvato delle vite. Secondo Kommersant, che cita una dichiarazione del Comitato, il conducente "ha agito in modo competente" e ha preso "una giusta decisione". Ciò ha permesso che il treno fosse immediatamente evacuato e che le vittime potessero essere soccorse in fretta. "E' possibile che ciò abbia contribuito a evitare che ci fossero altre vittime", ha dichiarato ancora il Comitato.

SI INDAGA PER TERRORISMO. Il Comitato investigativo russo ha aperto sull'esplosione un'indagine criminale ex articolo 205 del codice penale per "atto di terrorismo" e un'altra ex articolo 223.1 per "produzione di esplosivi e ordigni esplosivi". Lo ha riferito Kommersant online, citando proprie fonti. In precedenza il presidente Vladimir Putin ha dichiarato: "Le cause di questo fatto non sono ancora state determinate, quindi è troppo preso per parlarne. L'indagine ci dirà. Di certo, consideriamo tutte le possibilità (...), ma prima di tutto la natura terroristica".

MEDVEDEV: ATTACCO TERRORISTICO. Il primo ministro russo Dmitri Medvedev si è riferito all'esplosione come a un "attacco terroristico", nell'esprimere solidarietà alle vittime e nel dire che i ministeri di Salute e Situazioni di emergenza hanno ricevuto istruzioni. Lo ha affermato sulla propria pagina Facebook ed è stato ripreso dai media russi. Il portavoce della città, Andrey Kibitov, ha annunciato su Twitter tre giorni di lutto per le vittime a partire da domani. Almeno nove persone sono state uccise e decine ferite.

TRE GIORNI DI LUTTO.  Le autorità cittadine di San Pietroburgo hanno dichiarato tre giorni di lutto, a seguito dell'esplosione. La detonazione è avvenuta tra le stazioni Sennaya Ploshchad e Technology Institute, quest'ultima centro nevralgico dei trasporti perché vi si incrociano le linee blu e rossa. Vicino al popolo russo il presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni. "#sanpietroburgo Sgomento per l'attentato nella Metro. Solidarietà alle famiglie delle vittime. Italia vicina a Governo e popolo russo". 

GLI ULTIMI ATTACCHI IN RUSSIA. Negli ultimi anni la Russia è stata obiettivo di attacchi da parte di militanti ceceni e i leader ribelli ceceni hanno frequentemente minacciato ulteriori attentati. Nel 2010 due donne kamikaze si fecero esplodere in treni della metropolitana a Mosca, provocando almeno 38 morti. E nel 2004 oltre 330 persone, metà delle quali bambini, morirono nel massacro di Beslan. Nel 2002 la polizia fece irruzione in un teatro di Mosca per porre fine a una presa di ostaggi e il bilancio finale fu di 120 ostaggi uccisi. Putin, allora primo ministro, nel 1999 lanciò una campagna contro il governo separatista nella regione meridionale di Cecenia e da presidente ha proseguito con la linea dura per porre fine alla ribellione.

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