Lunedì 03 Aprile 2017 - 19:30

Esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo: 10 morti e 47 feriti. Kamikaze 23enne da Asia centrale / FOTO-VIDEO

Ferme tutte le stazioni. Due le persone ricercate. Ritrovato un altro ordigno inesploso. Il primo ministro Medvedev conferma: Un attacco terroristico

Esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo: 10 morti e 47 feriti. Procura apre un'indagine per terrorismo

Dieci vittime e 47 feriti nell'esplosione avvenuta nella metropolitana di San Pietroburgo, in Russia.  Tra di essi ci sarebbero anche dei bambini, come riporta la testata russa Sputnik. Il bilancio aggiornato è arrivato dal ministero della Salute. Il console italiano, intervenuto a 'La Vita in Diretta' su Rai1, ha detto che nessun connazionale è coinvolto. 

L'esplosione si è verificata fra due fermate, cioè tra Sennaya Ploshchad e Tekhnologichesky Institut. È quanto riferisce a Reuters una fonte dei servizi di emergenza russi. "C'è stata una sola esplosione fra le stazioni, mentre il treno arrivava alla stazione di Technology Institute da Sennaya Ploshchad", ha spiegato la fonte. Mentre inizialmente si era parlato di un ordigno nascosto in una valigetta lasciata nel vagone, in serata Interfax ha citato una fonte delle forze dell'ordine: un 23enne originario dell'Asia centrale sarebbe stato identificato come il presunto attentatore suicida. Una foto diffusa sui social media lo ritrae con una giacca marrone, un cappellino azzurro e uno zaino indosso. In quest'ultimo sarebbe stato nascosto l'esplosivo.

 

DUE RICERCATI. Due persone sono ricercate come presunti responsabili. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Interfax, citando una propria fonte. I media russi hanno diffuso l'immagine di un uomo che sarebbe un responsabile dell'esplosione, sarebbe stata ricavata dai filmati delle telecamere di sorveglianza. Si tratta di un uomo di apparente mezza età, con la barba, che indossa abiti e un cappello neri. Sempre Interfax ha poi fatto sapere che l'uomo si è consegnato alle autorità affermando di essere estraneo ai fatti.

MACCHINISTA NON SI E' FERMATO. Per il Comitato investigativo russo, il macchinista del treno  ha agito correttamente, scegliendo di non fermare il convoglio e di proseguire sino alla successiva stazione, e potrebbe così aver salvato delle vite. Secondo Kommersant, che cita una dichiarazione del Comitato, il conducente "ha agito in modo competente" e ha preso "una giusta decisione". Ciò ha permesso che il treno fosse immediatamente evacuato e che le vittime potessero essere soccorse in fretta. "E' possibile che ciò abbia contribuito a evitare che ci fossero altre vittime", ha dichiarato ancora il Comitato.

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SI INDAGA PER TERRORISMO. Il Comitato investigativo russo ha aperto sull'esplosione un'indagine criminale ex articolo 205 del codice penale per "atto di terrorismo" e un'altra ex articolo 223.1 per "produzione di esplosivi e ordigni esplosivi". Lo ha riferito Kommersant online, citando proprie fonti. In precedenza il presidente Vladimir Putin ha dichiarato: "Le cause di questo fatto non sono ancora state determinate, quindi è troppo preso per parlarne. L'indagine ci dirà. Di certo, consideriamo tutte le possibilità (...), ma prima di tutto la natura terroristica".

MEDVEDEV: ATTACCO TERRORISTICO. Il primo ministro russo Dmitri Medvedev si è riferito all'esplosione come a un "attacco terroristico", nell'esprimere solidarietà alle vittime e nel dire che i ministeri di Salute e Situazioni di emergenza hanno ricevuto istruzioni. Lo ha affermato sulla propria pagina Facebook ed è stato ripreso dai media russi. Il portavoce della città, Andrey Kibitov, ha annunciato su Twitter tre giorni di lutto per le vittime a partire da domani. Almeno nove persone sono state uccise e decine ferite.

TRE GIORNI DI LUTTO.  Le autorità cittadine di San Pietroburgo hanno dichiarato tre giorni di lutto, a seguito dell'esplosione. La detonazione è avvenuta tra le stazioni Sennaya Ploshchad e Technology Institute, quest'ultima centro nevralgico dei trasporti perché vi si incrociano le linee blu e rossa. Vicino al popolo russo il presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni. "#sanpietroburgo Sgomento per l'attentato nella Metro. Solidarietà alle famiglie delle vittime. Italia vicina a Governo e popolo russo". 

 

STAZIONI FERME. Tutte le stazioni della metropolitana sono state chiuse. Online gli utenti dei social network hanno pubblicato diverse foto di fumo in metropolitana e di un vagone danneggiato di un treno. Sono emerse inoltre foto che mostrano diverse persone a terra vicino al vagone danneggiato. 

LEGGI ANCHE Esplosioni a San Pietroburgo, Putin non esclude pista terrorismo

ORDIGNO IMPROVVISATO. L'esplosione è avvenuta all'interno di un vagone di un treno ed è stata causata da un ordigno improvvisato. È quanto riferisce il gestore della metro di San Pietroburgo. Possibile che l'ordigno fosse stato riempito di frammenti di proiettili, il cosiddetto shrapnel, in grado di ferire un maggior numero di persone. Le esplosioni sono state relativamente poco potenti, equivalenti alla potenza di 200 o 300 grammi di tritolo. 

GLI ULTIMI ATTACCHI IN RUSSIA. Negli ultimi anni la Russia è stata obiettivo di attacchi da parte di militanti ceceni e i leader ribelli ceceni hanno frequentemente minacciato ulteriori attentati. Nel 2010 due donne kamikaze si fecero esplodere in treni della metropolitana a Mosca, provocando almeno 38 morti. E nel 2004 oltre 330 persone, metà delle quali bambini, morirono nel massacro di Beslan. Nel 2002 la polizia fece irruzione in un teatro di Mosca per porre fine a una presa di ostaggi e il bilancio finale fu di 120 ostaggi uccisi. Putin, allora primo ministro, nel 1999 lanciò una campagna contro il governo separatista nella regione meridionale di Cecenia e da presidente ha proseguito con la linea dura per porre fine alla ribellione.
 

 

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