Domenica 07 Febbraio 2016 - 12:30

Mauro: Ranieri allenatore che con le piccole diventa grande

L'ex centrocampista della Juventus: E' mister da impresa, merita di vincere Premier

Ranieri durante City - Leicester

La fantastica stagione di Claudio Ranieri che con il piccolo Leicester guida la Premier League con cinque punti di vantaggio sul Tottenham e sei sulla corazzata Manchester City, sembra non sorprendere Massimo Mauro, ex centrocampista di Juventus e Napoli e allenato proprio dal mister romano a inizio anni 90' con il Napoli.

"Ranieri è il tipico allenatore che può far diventare grande una squadra che grande non è, è un mister di grande coraggio che riesce a dare autostima a giocatori che non sono di prima fascia, riuscendo a a creare un gruppo coeso dove le prestazioni vanno al di là di quanto ci si potrebbe aspettare", spiega intervistato da LaPresse. Secondo la voce di Sky il mister, soprannominato 'Tinkerman' in Inghilterra per i suoi tentennamenti di formazione, "è un allenatore da squadra che può fare la grande impresa. Non mi sorprenderebbe se vincesse la Premier, anche perché le grandi sono in difficoltà: City e Arsenal ne hanno passate di tutti i colori. Il Leicester meriterebbe di vincere perché finora ha giocato il miglior calcio".

Nella carriera di Ranieri non sono mancate le esperienze alla guida di grandi squadre come Chelsea, Juventus e Roma: "Ranieri in giallorosso le partite decisive le ha perse: in generale in carriera ha avuto difficoltà ad allenare le grandi squadre, infatti non ha mai vinto. Spesso ha lasciato le basi per i cicli vincenti? Quando alleni una grande devi vincere, se alleni il Chelsea devi vincere".

Mauro in carriera ha incontrato due volte Ranieri: a fine anni 70' da compagno di squadra al Catanzaro e come allenatore nel Napoli del biennio 91-93. "Da giocatore era tenace, aveva una grande determinazione, faceva il terzino senza grandi mezzi tecnici ma con grande onestà - spiega l'ex centrocampista della Juventus -  Ai tempi di Napoli lui veniva da Cagliari, quando era salito dalla C alla A: il primo anno è stato ottimo, perché il Napoli arrivò al quarto posto, poi il secondo anno fu un mezzo disastro e venne esonerato da Ferlaino, con cui non era facile avere a che fare". Il motivo? "Secondo me uno dei suoi punti deboli è la gestione dei grandi giocatori, forse per questo non ha mai vinto un campionato. Però analizzando un po' la sua carriera mi sembra che dove non ci aspetta tanto lui vada bene e tiri il massimo da giocatori diciamo medi".

Mauro ha infine escluso un ritorno in Italia del mister romano: "Qui ha già fatto tanto, con tante cose buone come quando salvò il Parma in corsa (nel 2007 con Giuseppe Rossi in campo, ndr), mentre alla Juve credo non avesse un rapporto idilliaco con Del Piero, ma erano anni difficili per tutti a Torino. Se lo vedo come post Conte in Nazionale? Io credo che lui sia un allenatore, non un selezionatore, deve stare in campo ogni giorno: infatti come ct della Grecia non andò bene".

Scritto da 
  • Alessandro Banfo
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