Venerdì 26 Febbraio 2016 - 08:00

Eni: Nel IV trimestre perdita 8,46 mld, nel 2015 8,82 mld

Descalzi: Azioni di efficienza non compromettono la crescita

L'ad di Eni Claudio Descalzi

Il cda di Eni ha approvato i risultati consolidati del quarto trimestre e del preconsuntivo 2015. Escludendo sia Saipem che Versalis, e i rapporti tra queste due società che sono state anche svalutate ai minimi, il risultato operativo adjusted di Eni è di 0,86 miliardi nel trimestre (-64%) e di 4,1 miliardi nel 2015 (-64%). Il risultato netto adjusted è negativo per 0,20 miliardi nel trimestre, e di 0,34 miliardi nel 2015 (-91%). Il risultato netto non adjusted è di -6,89 miliardi nel trimestre e di -7,79 miliardi nel 2015 per effetto di svalutazioni indotte dallo scenario petrolifero adottato da Eni. Pertanto il risultato netto complessivo è di -8,46 miliardi nel trimestre e di -8,82 miliardi nel 2015. L'indebitamento finanziario netto è di 16,86 miliardi a fine dicembre con un leverage a 0,31, con Saipem che porta un debito netto 4,8 miliardi.

Per quanto attiene a Saipem, spiega Eni il 22 gennaio 2016 è avvenuto il closing degli accordi raggiunti il 27 ottobre 2015 che prevedono la cessione di una quota del 12,5% piu un'azione al Fondo Strategico Italiano e la contestuale entrata in vigore del patto parasociale con Eni che determina la classificazione di Saipem quale controllata congiunta. Conseguentemente con effetto per l'intero esercizio le attività, le passività, i costi, i ricavi e i flussi finanziari di Saipem sono stati riclassificati fra le discontinued operations. Saipem è valutata ora al minore tra il valore di libro e il fair value rappresentato dalla quotazione di borsa al 31 dicembre. Idem per il settore chimico dove opera Versalis per la uqale è in corso la definizione di un accordo con un partner industriale. Anche per Versalis, come per Saipem attività e passività, i costi ed i ricavi ed i flussi finanziari sono stati rappresentati fra le discontinued operations. 

Complessivamente lo scenario prezzi/cambi degli idrocarburi ha penalizzato la performance operativa del trimestre per 1,9 miliardi, parzialmente compensato dalla crescita produttiva e recuperi di efficienza per 0,7 miliardi, mentre i minori benefici una tantum delle rinegoziazioni dei contratti di gas hanno pesato per -0,3 miliardi.

Nel 2015 il flusso di cassa netto da attivita operativa delle continuing operations su base standalone e stato di 12,19 miliardi al quale ha contribuito il positivo andamento del capitale circolante che include effetti non ricorrenti per circa 2,2 miliardi. Gli incassi da dismissioni sono stati 2,26 miliardi e hanno riguardato la quasi totalita della partecipazione finanziaria in Snam per effetto dell'esercizio del diritto di conversione da parte degli obbligazionisti (0,91 miliardi), la partecipazione Galp (0,66 miliardi) e la cessione di asset non strategici principalmente nel settore Exploration & Production. Tali flussi hanno coperto la gran parte dei fabbisogni relativi al pagamento dei dividendi Eni (3,46 miliardi, di cui 1,44 miliardi relativi all'acconto dividendo 2015) e agli investimenti tecnici (10,78 miliardi) ed alle altre variazioni dell'attività di investimento (1,35 miliardi).

NEL 2016 PRODUZIONE IDROCARBURI STABILE. Eni nel suo outlook per il 2016 segnala che il quadro macroeconomico globale per il 2016 evidenzia rischi e incertezze a causa del rallentamento dell'attività produttiva in Cina, nell'Eurozona e nei paesi esportatori di commodity. Il prezzo del petrolio dopo aver toccato i valori minimi degli ultimi tredici anni è previsto proseguire in un trend debole a causa degli squilibri strutturali del mercato gravato dalla sovrapproduzione e dalle incertezze sulle prospettive di crescita a medio lungo termine della domanda energetica. Perciò sono stati rivisti al ribasso per tutti gli anni di piano il riferimento Brent utilizzato per la redazione del piano strategico 2016-2019: in particolare il riferimento brent di lungo temine è stato ridotto a 65 dollari rispetto ai 90 dollari utilizzati per la redazione del piano precedente. Nel 2016 la produzione d'idrocarburi è prevista stabile sul livello medio 2015 per effetto degli avvii di nuovi giacimenti, in particolare in Norvegia, Egitto, Angola, Kazakhstan e Stati Uniti, e dei ramp-up degli avvii 2015 che assorbiranno i declini delle produzioni mature. Le vendite di gas sono previste in leggera flessione. Per le vendite di prodotti petroliferi rete in Italia e resto d'Europa Eni intende mantenere i volumi e la quota di mercato. Il management prevede che allo scenario di 50 dollari/barile che gli investimenti tecnici saranno finanziati al 100% con il flusso di cassa operativo. Il nuovo piano industriale sarà presentato il 18 marzo.

DESCALZI: AZIONI DI EFFICIENZA NON COMPROMETTONO LA CRESCITA. "Eni nel 2015 ha conseguito risultati fondamentali nel processo di trasformazione che vedrà il gruppo sempre più focalizzato sul core business oil&gas e sempre meglio organizzato per competere in un mercato a bassi prezzi dell'energia riflesso nello scenario Eni che si allinea ad un consensus di mercato conservativo", ha commentato l'ad Claudio Descalzi. "Il complesso processo di deconsolidamento di Saipem si è ora concluso, a soli quattro mesi dal suo avvio, e ha portato nelle casse di Eni entrate nette per 4,8 miliardi, mentre i piani di efficientamento e di razionalizzazione delle spese hanno fatto registrare risultati migliori delle attese, tanto da consentire l'autofinanziamento dei capex 2015 in uno scenario di circa 50 dollari/barile, 13 dollari/barile in meno rispetto alle aspettative di un anno fa", spiega il manager. "Queste azioni di efficienza - prosegue Descalzi - non hanno compromesso, né nel breve, né nel medio termine, la crescita di Eni, che anzi è stata eccezionale e distintiva nel mercato nel settore E&P la produzione è cresciuta del 10% e sia le riserve esplorative che le riserve certe hanno fatto registrare crescite elevate, a dimostrazione della qualità del nostro portafoglio di asset. Nei business G&P e R&M sono proseguite le azioni di consolidamento, in G&P con risultati in linea rispetto alle attese, in R&M con risultati addirittura migliori rispetto ai piani. Nel 2016, come lo scorso anno, stiamo proseguendo velocemente nel processo di trasformazione di Eni, con l'obiettivo di rendere il gruppo ancora più forte e in grado di operare sempre meglio in questo difficile contesto mantenendo solide aspettative di crescita".

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