Mercoledì 26 Luglio 2017 - 13:30

Crisi idrica e incendi a Roma, incontro tra Regione e Acea

Intanto la sindaca Virginia Raggi chiede aiuto al governo

Incendio Battistini, una densa colonna di fumo sullo skyline di Roma

Va avanti la cabina di regia tra Regione Lazio e Acea per risolvere l'emergenza idrica di Roma. Secondo quanto si apprende, la Pisana e la municipalizzata dell'acqua capitolina sarebbero vicine a una soluzione condivisa che, fonti assicurano, arriverà entro venerdì. Quello è il termine fissato per evitare il razionamento delle risorse idriche per un milione e mezzo di cittadini. Obiettivo del tavolo di lavoro comune è garantire il servizio ai cittadini mitigando i disagi anche a tutela degli aspetti igienico sanitari e ambientali.

In relazione alla disponibilità offerta dalla Regione Lazio ad Acea Spa di incrementare altre fonti di approvvigionamento per sopperire all'ordinanza di blocco di captazione dal Lago di Bracciano, si comunica che in data odierna la Regione ha ricevuto una comunicazione ufficiale da parte di Acea Spa, in cui ci viene formalizzato quanto già in precedenza dichiarato, e cioè che "le fonti di approvvigionamento attualmente in uso destinate al fabbisogno idropotabile di Roma Capitale, con la sola eccezione di Bracciano, non possono essere allo stato incrementate della loro portata derivata". Lo comunica in una nota la Regione Lazio.

 

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Per quanto riguarda la crisi idrica di Roma, la Regione Lazio conferma "che è in corso un confronto con il Comune di Roma ed il gestore ACEA ATO 2 SpA, si stanno verificando tutte le possibili soluzioni al fine di trovare un punto di equilibrio tale da assicurare un accettabile livello di servizio per i cittadini, mitigando quanto più possibile i disagi, anche a tutela degli aspetti igienico-sanitari ed ambientali". È quanto si legge nella nota divulgata, sul sito del ministero dell'Ambiente, al termine della quarta riunione straordinaria dell'Osservatorio permanente sugli usi idrici che si è svolta a Roma nel pomeriggio. Presenti, oltre al ministero dell'Ambiente, quello delle Infrastrutture e Trasporti, le Autorità, tutte le regioni del Distretto, il Dipartimento della protezione civile, gli Enti d'ambito del servizio idrico integrato delle zone interessate dalle situazioni di scarsità idrica, i gestori, ANBI e ASSOELETTRICA. 

"Dopo l'iniziale condivisione - si legge nel comunicato - di uno studio condotto da IRSA-CNR, sulle condizioni climatiche ed idrologiche, ad integrazione di quello presentato nel corso della scorsa riunione, con i dati provenienti anche da altre sorgenti all'interno del distretto idrografico, che continua ad attestare una ciclicità dei fenomeni siccitosi di circa 5 anni, le Regioni del Distretto hanno illustrato la situazione di severità idrica in atto sul proprio territorio. Il quadro di severità idrologica è confermato elevato, sulla base dell'aggiornamento dei dati al 24 luglio 2017. È confermato il livello di severità idrica elevata per le Regioni Lazio, Umbria e Marche, limitatamente all'ATO n. 1 di Pesaro Urbino, relativamente alle aree che le singole regioni hanno dettagliato nei rispettivi rapporti". Sotto esame dell'Osservatorio anche la situazione della Provincia di Latina e di Frosinone, per le quali i rispettivi Enti d'Ambito Territoriale Ottimale hanno segnalato una crescente situazione di preoccupazione che sta interessando la disponibilità delle risorse idriche ad uso potabile, anche qui a causa della drastica riduzione della portata in alcune delle principali fonti di approvvigionamento.

Per quel che riguarda la regione Umbria, l'area maggiormente sofferente è ancora quella del bacino del lago Trasimeno. Le ultime misurazioni attestavano un valore di -60 cm rispetto allo zero idrometrico. Per quel che riguarda la regione Marche, come anticipato, il territorio particolarmente interessato dalla crisi idrica è quello dell'ATO 1 Pesaro Urbino, le cui fonti di approvvigionamento sono di natura essenzialmente superficiale. Già calendarizzata la prossima riunione per il 4 agosto alle ore 10. Anche in questa occasione, le regioni del distretto dell'Appennino centrale, dovranno anticipare un'approfondita relazione dell'evoluzione della situazione idrica e fornire un rapporto sull'efficacia delle azioni messe in campo.

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