Lunedì 20 Novembre 2017 - 22:00

Ema, sorteggio scatena rabbia anti Ue: all'attaco Salvini e Calderoli

L'estrazione ha premiato Amsterdam e ha scatenato le polemiche

Sede Ema, oggi il verdetto

E' il metodo del sorteggio, con cui Amsterdam si è aggiudicata la sede di Ema al posto di Milano, a non andare giù. "In testa fino all'ultimissimo momento: la candidatura era ottima e questo è stato riconosciuto da tutti. Sapevamo fin dall'inizio che sarebbe stato molto difficile, abbiamo fatto un grande gioco di squadra... certo, perdere così al sorteggio lascia l'amaro in bocca", è il commento di Sandro Gozi, sottosegretario alle politiche Europee, rappresentava l'Italia a Bruxelles nel corso della votazione.

Amareggiato anche il governatore lombardo Roberto Maroni, per il quale affidarsi al fato "è il paradigma di un'Europa che non sa decidere, bisogna che se ne ripensi la governance". Parole a cui fa eco il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che definisce "non normale" il sistema di voto scelto dal Consiglio europeo. "E' anche un po' assurdo essere esclusi perché si pesca un bussolotto perché così è avvenuto - ha sottolineato - da quanto ci hanno raccontato dopo l'ultima votazione hanno messo i bussolotti nell'urna e hanno pescato. Tutto regolare, ma normale no".

L'attacco più forte all'Ue lo ha sferrato la Lega Nord, che ha criticato aspramente Bruxelles. "L'Ema va ad Amsterdam e non a Milano? Europa vaff… Perchè dopo aver dato così tanto all'Europa in questi anni, e non aver ricevuto, vederci dire no anche nell'unica occasione che chiediamo qualcosa è veramente troppo. Per cui cari amici europei andate tutti aff...", è lo sfogo del vice presidente del Senato senatore Roberto Calderoli.

"E' pazzesco - ha tuonato il segretario Matteo Salvini nell'imminenza della campagna elettorale per le politiche - che una scelta che riguarda migliaia di posti di lavoro e due miliardi di indotto economico venga presa in Europa tramite sorteggio. Prioritario per il prossimo nostro governo sarà ridiscutere i 17 miliardi all'anno che gli italiani versano a Bruxelles". Immediata la replica del sottosegretario agli Esteri, Benedetto della Vedova, che bolla le sue parole come un "assurdo e incommentabile sciacallaggio". "Salvini pensa di lucrare elettoralmente minacciando in modo grottesco l'Unione Europea, ma le regole erano note", aggiunge.

L'amarezza per la sconfitta al fotofinish, però, accomuna sia politici di destra che di sinistra. Per Patrizia Toia, capo-delegazione del Pd al Parlamento europeo, fare il sorteggio è stato "sbagliato". Dura anche Viviana Beccalossi, assessore regionale di Fratelli d'Italia, che ha ironizzato sul fatto che l'Europa si affidi al caso per una decisione così importante e poi "faccia le pulci sulla misura delle zucchine e la larghezza delle vongole". Per il consigliere M5S Stefano Buffagni, invece, essere arrivati al sorteggio ha una sola motivazione: "l'inconsistenza politica" del governo italiano in Europa.

Delusione anche da parte degli imprenditori del settore farmaceutico, che sull'arrivo di Ema contavano molto. "C'è grande rammarico; Milano, la più votata, è stata fermata solo dalla casualità", commenta Paolo Lamberti, Presidente di Federchimica, Federazione nazionale dell'Industria chimica. L'unico dato certo è che, in attesa che passata la delusione ci si rimetta al lavoro, come hanno garantito Maroni e Sala, questa sera le luci del Pirellone resteranno spente. In caso di vittoria, invece, su grattacielo di 31 piani di segnato da Gio Ponti, sarebbe comparsa una scritta di benvenuto per l'authority del farmaco. 

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