Sabato 27 Febbraio 2016 - 15:15

Iran, vincono i riformisti. Rohani: Il governo è più forte

Moderati vicini al presidente conquistano tutti i seggi a Teheran. In testa in tutto il Paese.

Iran, la vittoria dei riformisti.

 Il presidente dell'Iran Hassan Rohani esce vittorioso dalle elezioni. Votando per il rinnovo del Parlamento e dell'Assemblea degli esperti, gli iraniani hanno deciso l'avanzata dei moderati e riformisti, sancendo in pratica un voto di fiducia nei confronti del presidente e delle sue politiche. Gli alleati di Rohani hanno ottenuto 30 dei 30 seggi riservati alla capitale nelle parlamentari e ottenuto i primi posti all'Assemblea degli esperti, secondo i dati ancora parziali.

Un risultato che nel primo caso potrà velocizzare l'apertura dell'Iran post-sanzioni al mondo, nel secondo avere un deciso impatto sulla nomina della prossima Guida suprema, alla successione di Ali Khamenei. "Il popolo ha dato maggior credibilità e potere al suo governo eletto", ha dichiarato Rohani commentando il voto. Secondo gli analisti, questo esito sarà decisivo per un Paese dove quasi il 60% degli 80 milioni di abitanti è under 30.

AL PARLAMENTO: RIFORMISTI VITTORIOSI A TEHERAN. Trenta dei 30 seggi decisi nella capitale, sul totale di 290 da rinnovare in Parlamento, andranno ai moderati e riformisti alleati di Rohani. Lo rivelano gli ultimi dati diffusi dal ministero degli Interni, smentendo quelli iniziali che sembravano affidare un posto ai conservatori. In un comunicato ufficiale, i funzionari addetti al conteggio dei voti hanno spiegato che, con quasi due terzi dei voti scrutinati nella capitale (2.633.905), il gruppo di moderati e riformisti ha guadagnato tutti i seggi. La lista riformista è guidata da Mohamadreza Aref, ex vice presidente sotto il governo riformista di Mohammad Khatami (2001-2005), Numero due della lista è Ali Motahari, una delle voci più attive per chiedere la riabilitazione dei leader del movimento 'verde' e maggiori libertà sociali e politiche nel Paese.
Le autorità iraniane annunceranno oggi il risultato finale, che punta a un legame virtuale tra i 'principalisti', che ora hanno 167 deputati e il dominio assoluto in Parlamento, e i moderati e riformisti alleati del presidente Hassan Rouhani di cui difendendo le politiche di apertura e riforma economica.
Oltre il grande successo nella capitale, i riformisti avanzano in tutto il Paese. alcuni media locali riportano la vittoria dei riformisti in tutto il Paese.
"Sulla base dei voti che abbiamo al momento sembra che i conservatori perderanno la maggioranza nel prossimo Majlis (Parlamento) quadi del 50%. I riformisti hanno guadagnato il 30% e i candidati indipendenti il 20%", ha detto una fonte del governo.
 

ALL'ASSEMBLEA DEGLI ESPERTI: IN TESTA RAFSANJANI E ROHANI. Successo per Rohani anche all'Assemblea degli esperti, composta da 88 religiosi che hanno il compito di nominare la Guida suprema. Primo è arrivato l'ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani e subito dopo lo stesso Rohani, secondo dati parziali del ministero dell'Interno. Sui 16 posti riservati a Teheran, sono 13 quelli assegnati alla lista guidata dai due alleati, sebbene alcuni di essi siano sostenuti anche dai conservatori. I più noti conservatori hanno invece ricevuto risultati deludenti: Ahmad Janati, legato all'ex presidente Mahmoud Ahmadinejad e presidente del Consiglio dei guardiani, è arrivato decimo; Mohammad Yazdi, attuale presidente dell'Assemblea degli esperti e membro del Consiglio dei guardiani, dodicesimo; l'ultraconservatore ayatollah Mohammad-Taghi Mesbah-Yazdi è sedicesimo.

ROHANI: CRESCE CREDIBILITA' DEL GOVERNO. "Il popolo ha dato maggior credibilità e forza al suo governo eletto", ha commentato il presidente Rohani citato dall'agenzia di stampa Irna. "La competizione è finita. È ora di aprire un nuovo capitolo nello sviluppo economico iraniano, basato su capacità interne e opportunità internazionali", ha aggiunto, sottolineando che il governo collaborerà con chiunque dopo queste elezioni sarà chiamato a costruire il futuro del suo Paese.

 

Iraniane al voto

 PRIME ELEZIONI POST-ACCORDO SUL NUCLEARE. Il voto è stato il primo in Iran dopo che lo scorso anno Teheran ha siglato l'accordo sul nucleare con le potenze occidentali, portando alla rimozione di gran parte delle sanzioni che nello scorso decennio hanno danneggiato l'economia del Paese. I sostenitori di Rohani, che hanno appoggiato l'accordo, si sono scontrati su questo punto con i conservatori vicini alla Guida suprema, strenuamente contrari alla distensione con i Paesi occidentali. Fatto che si è di nuovo concretizzato prima del voto, quando il Consiglio dei guardiani dominato dai conservatori ha imposto pesanti limitazioni. Ha, cioè, escluso dalla corsa la maggior parte dei candidati riformisti e moltissimi moderati, sia al Parlamento sia all'Assemblea degli Esperti.

LA SPERANZA DEI RIFORMISTI. Le voci dei riformisti hanno espresso grandi speranze di maggiori libertà economiche e sociali, legate alla loro più solida presenza in Parlamento e all'Assemblea degli esperti. Saeed Leylaz, analista politico ed economico che fu consigliere dell'ex presidente Mohammad Khatami, ha descritto i risultati ancora non definitivi come oltre le aspettative degli stessi riformisti. "Sembra che il numero di candidati che appartengono ai gruppi riformisti e moderati sia la maggioranza in Parlamento", ha detto a Reuters. "Nell'Assemblea degli esperti, la nostra aspettativa iniziale era tra 15% e 20%, ma sembra che siamo ben oltre", ha aggiunto.

 

AFFLUENZA ALTA SOPRATTUTTO TRA I GIOVANI. Il ministero dell'Interno ha dichiarato che oltre 33 milioni di elettori hanno votato, circa il 60% dell'elettorato, ma il dato non è definitivo. Serviranno infatti sino a tre giorni per conteggiare tutte le schede, ha spiegato. Secondo i quotidiani, l'affluenza è stata alta soprattutto tra i giovani. La chiusura dei seggi era stata rimandata cinque volte, per un totale di sei ore oltre l'orario di chiusura previsto, a causa dell'alto numero di elettori.

IL TIMORE DEGLI ULTRACONSERVATORI. L'apertura al mondo e la popolarità di Rohani hanno allarmato molto conservatori alleati di Khamenei, che temono di perdere il controllo della velocità con cui il loro Paese cambia e l'erosione dei lucrativi interessi economici che hanno costruito sotto il regime delle sanzioni. Qualsiasi sia l'esito del voto, tuttavia, il sistema politico è ampiamente nelle mani dell'establishment conservatrice. In primis del Consiglio dei guardiani, che vaglia tutte le candidature elettorali.

 

 

Fonte Reuters - Traduzione LaPresse

Scritto da 
  • redazione web
Tags 
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Fbi: Hacker Russia hanno attaccato cellulari Democratici

Fbi: Hacker Russia hanno attaccato cellulari Democratici

Presi di mira anche telefoni di parlamentari

'I miei amici sono..? Nessuno': il piccolo Chris commuove il web

'I miei amici sono..? Nessuno': il piccolo Chris commuove il web

Il compito in classe con la straziante risposta è stato postato su Fb e la storia è diventata virale

Esplosione in palazzina Bronx a NY: dentro c'era laboratorio droga

Esplosione in palazzina Bronx a NY: dentro c'era laboratorio droga

Nello scoppio un vigile del fuoco è rimasto ucciso

Bombe contro moschea a Dresda: per polizia atti xenofobi

Bombe contro moschea a Dresda: per polizia atti xenofobi

Al momento non c'è alcuna rivendicazione