Venerdì 15 Dicembre 2017 - 19:00

Elezioni, il Colle pensa a serenità del Paese: l'obiettivo è stabilità

Mattarella agisce con discrezione, motivato dal bene primario di tutelare l'Italia

Mattarella incontra una delegazione della Fondazione "Premio Ischia"

Pare che nemmeno l'ultimo scossone provocato dai cascami del caso Banca Etruria, con tutto ciò che ne consegue o ne potrebbe conseguire per la sottosegretaria Maria Elena Boschi, abbia scalfito la serenità di chi frequenta il Colle. Serenità che deriva dal fine corsa (per adesso) morbido della gestione Gentiloni, dagli sviluppi quasi fisiologici degli emendamenti alla legge di Bilancio e dalla volontà allargata di chiudere la legislatura senza bocciature di fine anno per poter gestire in tranquillità un dopo voto eventualmente controverso.

In fondo, nel caso in cui non si dovesse o potesse formare un nuovo esecutivo, una soluzione 'stile Spagna' sarebbe accettata - con diversi gradimenti - da tutti nell'attesa di ripresentarsi alle urne. Ma procedere lungo questa direttrice con un Gentiloni sfiduciato (ad esempio sullo ius soli) diventerebbe oggettivamente complicato, quasi impossibile, visto che non sarebbe comunque agevole operare con un governo di minoranza.

Il presidente Mattarella osserva e agisce - come consuetudine - con massima discrezione, motivato dal bene primario di mettere in massima tutela il Paese. Parla con Gentiloni e con Renzi, ma pure con gli uomini politici di Berlusconi: l'incertezza degli analisti a infilarsi tra le pieghe di un voto assolutamente nuovo nelle sue meccaniche rende meno attendibili le previsioni, malgrado a grandi linee i numeri parlino abbastanza chiaro. Nel caso fossero necessarie coalizioni, il Colle non si opporrebbe purché avvengano alla luce del sole. Al Quirinale si legge e si ascolta tutto: anche chiavi interpretative esageratamente preoccupate per i riflessi negativi che potrebbero avere le elezioni, là dove l'instabilità politica sarebbe in grado di generare un brusco stop lungo il cammino delle riforme, mettendo a rischio la crescita: a nessuno è sfuggito il grido di allarme lanciato mercoledì da Confindustria. La posizione al riguardo è netta: occuparsi sì, preoccuparsi no. Sotto il profilo economico-finanziario, la situazione viene considerata 'sotto controllo'.

Insomma, in sicurezza. Semmai, ciò che infastidisce, adesso, sono gli sviluppi sulla querelle delle banche. Il premier si è esposto in prima persona a tutela di Boschi, annunciandone la ricandidatura e auspicando che "le prossime settimane non siano dominate da bisticci". Auspicio tanto legittimo quanto arduo da realizzare. Anche perché è imminente l'audizione di Ghizzoni, ex amministratore delegato di Unicredit, che potrebbe alimentare il fuoco di altre polemiche. I cinquestelle attaccano, il centrodestra sferza, il Pd si difende e fa quadrato: al momento, niente che non fosse prevedibile e gestibile. Un fastidio, per l'appunto.

Scritto da 
  • Vittorio Oreggia
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Luigi Di Maio a Torino per la restituzione stipendi consiglieri

M5S, proteste sul web per parlamentarie. Si va verso proroga

Molti non sono riusciti a esprimere la loro preferenza, altri non hanno trovato il proprio nome nella lista dei papabili che correranno al proporzionale nelle elezioni del 4 marzo

Assemblea degli amministratori del PD nella Sala dei 500 del Lingotto di Torino

Pd, squadra governo in campo. Renzi: "No polemiche, minoranze garantite"

Il segretario dem: "La convinzione che ci siano posti sicuri è superata. Tutto è molto contendibile. Il posto sicuro in questo caso ce l'ha chi sul collegio i voti li trova"

Carlo De Benedetti ospite a "Otto e Mezzo"

De Benedetti contro tutti: "Riforma popolari segreto Pulcinella, Scalfari ingrato"

L'ingegnere parla del suo rapporto con il potere e non lesina giudizi in vista della prossime elezioni politiche

Giugliano in Campania, militari dell'esercito italiano presidiano la 'Terra Dei Fuochi'

Ok Camera a missioni internazionali: 870 militari in partenza

Quattrocento verranno mandati in Libia, 470 in Niger. Forza Italia e Fratelli d'Italia votano a favore