Sabato 06 Febbraio 2016 - 12:45

Giulio Regeni, ambasciatore al Cairo: Ho visto segni di tortura

L'autopsia ha rivelato che è stato ucciso con un colpo alla testa, martedì i funerali

Fiaccolata a Fiumicello  in ricordo di Giulio Regeni

Un colpo alla testa: così è morto Giulio Regeni, lo studente italiano trovato morto in Egitto. Dai primi esiti dell'esame autoptico, condotto in serata al Policlinico Umberto I di Roma,  risulterebbero sulla salma lesioni e abrasioni su tutto il corpo, che farebbero pensare a un pestaggio. Ma è stato il colpo alla testa a uccidere il giovane. Intanto, in mattinata gli accertamenti dell'autopsia sul corpo sono stati completati, gli esiti delle analisi arriveranno nei prossimi giorni, per alcuni tipi di analisi alla fine della prossima settimana. E' quanto si apprende da fonti della procura di Roma che si occupa del caso del decesso del giovane trovato morto al Cairo. La procura ha già dato il nulla osta per la restituzione del corpo ai genitori di Giulio: la salma partirà quindi domani dall'Istituto di medicina legale La Sapienza di Roma per il Paese di origine (Fiumicello nell' udinese), dove sono attesi i genitori del ragazzo e dove martedì ci saranno i funerali.

AMBASCIATORE: SENTITO COSTANTEMENTE RENZI. "Ho sentito costantemente il premier Renzi che è stato in contatto con la famiglia". Così l'ambasciatore italiano al Cairo, Maurizio Massari, a in Mezz'ora di Lucia Annunziata su Rai3 in merito all'uccisione di Giulio Regeni in Egitto. Dopo la notizia che avevano trasportato il cadavere all'obitorio del Cairo "sono subito andato lì - ha raccontato Massari - dove ho assistito alla scena drammatica del suo corpo che mostrava inequivocabili segni di violenza, percosse e tortura". E sul paese grande Paese nordafricano: "L'Italia considera l'Egitto un partner strategico, ma i rapporti tra Paesi si fondano sulla fiducia". 

IN MILLE ALLA FIACCOLATA A FIUMICELLO. Sono ben oltre mille le persone che stanno silenziosamente affollando la piazza dei Tigli davanti al comune di Fiumicello (Udine), paese di Giulio, che attraversano il piccolo centro del paese con una fiaccolata di solidarietà. Molti i giovani e gli anziani presenti. Alla testa del corteo ci sono una quarantina di sindaci dei comuni vicini ed il gonfalone gialloblu di Fiumicello. Il paese rende così omaggio sotto la pioggia a Regeni con una fiaccolata, cui partecipano non solo amici e parenti, ma la comunità intera. Molti dei presenti lo conoscevano, anche se il 28enne mancava da tanto dal paesino in provincia di Udine. "Non si spiega quello che è accaduto, a volte basta essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. Giulio era un gran bravo ragazzo e finché era qui me lo ricordo bene. Non credo che c'entri la religione qui", ha detto un compaesano di Giulio.

 

 

Loading the player...

AUTOPSIA AL POLICLINICO. L'esame autoptico sulla salma del ricercatore è stato svolto dal medico legale Vittorio Fineschi ed è stato disposto dal pm della procura di Roma Sergio Colaiocco che ha aperto un'inchiesta per omicidio a carico di ignoti.  Vittorio Fineschi, medico legale, ordinario di medicina legale alla Sapienza a Roma e anatomopatologo del Policlinico, si è occupato di noti casi di cronaca giudiziaria come quello di Stefano Cucchi, quello di Elisa Claps, Melissa Bassi fino alla autopsia di Pino Daniele. Per anni è stato ordinario all'università di Foggia.

 

Loading the player...

L'ARRIVO A FIUMICINO. L'aereo con a bordo la salma di Regeni, il giovane italiano ucciso al Cairo, è atterrato ieri all'aeroporto di Fiumicino alle 13,50 circa. Sul volo di linea EgyptAir anche i genitori, Claudio Regeni e Paola Deffendi, ricevuti a colloquio dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando. I genitori prima di salire in macchina hanno accarezzato la bara del figlio nel carro funebre, insieme a Orlando anche l'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini ha accolto la salma all'aeroporto romano. Intanto, i media egiziani parlano di due arresti legati alla tragica morte di Giulio Regeni, notizia però non confermata. Il corpo del giovane è stato ritrovato tre giorni fa, ma già dal 25 gennaio ne era stata denunciata la scomparsa. La salma del giovane è arrivata prima delle 16, a bordo di un carro funebre, al Policlinico Umberto I per essere poi sottoposta all'autopsia nell'Istituto di Medicina legale della Sapienza al Verano. All'Istituto è presente il dottor Vittorio Fineschi a capo della equipe che si occuperà degli esami autoptici. Nel gruppo che fa capo al professor Vittorio Fineschi, ordinario di Medicina legale alla Sapienza e che esegue a Roma l'autopsia del corpo del giovane Giulio Regeni ci sono anche dei radiologi e un tossicologo, fra cui Marcello Chiarot

 

ORLANDO: SIA FATTA GIUSTIZIA. "Sono qui per manifestare il mio profondo cordoglio e quello del governo e la vicinanza alla famiglia. Ma sono qui anche per affermare la volontà del governo che venga raggiunta al più presto la verità e sia fatta giustizia, assicurando alla giustizia i responsabili". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, arrivando a Fiumicino per accogliere la salma di Regeni. Il ministro Orlando ha aggiunto: "Chiediamo piena collaborazione alle autorità egiziane e chiediamo loro di agire con determinazione e con rapidità. Da parte nostra abbiamo assicurato da subito piena collaborazione".
 

SIT-IN RICORDO AL CAIRO. E' in corso al Cairo, davanti all'ambasciata italiana, il sit-in a ricordo di Giulio Regeni. Partecipanti egiziani, italiani e di altre nazionalità mostrano cartelli, mentre fiori e candele sono stati deposti a terra, descrive la pagina dell'evento su Facebook, creata dal gruppo 'The Januarians'. Gli organizzatori avevano descritto la manifestazione con queste parole: "Giulio Regeni è uno di noi. È morto uno di noi. Ci raccoglieremo con fiori per Giulio questo sabato alle 16". Dall'altra parte del Nilo, descrive una giornalista il cui articolo è stato ripostato dagli amministratori della pagina, è intanto in corso una dimostrazione "simbolica per tutti quelli che sono stati rapiti e torturati", come descritto dagli organizzatori dello stesso gruppo 'The Januarians'.
 

GENTILONI: LONTANI DA VERITA'. "Gli investigatori italiani stanno cominciando a lavorare con le autorità egiziane", ha precisato il ministro Gentiloni da Amsterdam dove si trova per dicutere della questione migranti insieme agli altri ministri degli Esteri Ue. Ha commentato la notizia dei due arresti dei presunti assassini. "A quanto risulta dal quello che ho sentito sia dall'ambasciata sia dagli investigatori italiani" che collaborano con l'Egitto "siamo lontani dal dire che questi arresti abbiano risolto o chiarito cosa sia successo". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, a proposito della notizia di due arresti al Cairo in relazione alla morte di Giulio Regeni. "Credo che bisogna lavorare e che bisogna che questo lavoro possa essere fatto insieme" e il lavoro congiunto "sta cominciando in questo momento", ha proseguito il titolare della Farnesina.

L'AUTOPSIA E L'INDAGINE PER OMICIDIO VOLONTARIO. A chiedere l'accertamento autoptico è stato il pm Sergio Colaiocco, titolare del procedimento a carico di ignoti aperto dalla procura di Roma per omicidio volontario. L'esame sarà svolto nel pomeriggio di domani. Si tratta di una seconda autopsia, che segue quella già effettuata ieri dalle autorità egiziane. La Farnesina ha predisposto l'arrivo della salma a Roma affinché tutto avvenga in tempi rapidi, per poi permettere ai famigliari del giovane di celebrare la cerimonia funebre.

AL LAVORO IN EGITTO IL TEAM DI INVESTIGATORI ITALIANI - Intanto ieri pomeriggio è arrivato al Cairo il team italiano interforze composto da sette elementi: tre carabinieri del Ros, tre poliziotti dello Sco e un agente dell'Interpol. La squadra avrà il compito di acquisire in breve tempo tutte le informazioni disponibili sulla morte di Regeni.

I TRE PIANI DI LAVORO DELLA PROCURA DI ROMA. L'imperativo della procura è trovare la verità in tempi rapidi. La squadra coordinata dal pm Sergio Colaiocco lavora su tre piani: da una parte le indagini in Egitto curate dagli investigatori italiani con l'obiettivo di acquisire tutte le informazioni disponibili; dall'altra l'autopsia sul corpo del giovane; infine l'avvio delle rogatorie internazionali per ottenere la trasmissione degli atti dell'inchiesta in corso in Egitto. Anche se non esistono trattati di assistenza giudiziaria tra l'Italia e il paese nordafricano, lo scambio di documenti tra le magistrature dei due Paesi dovrebbe avvenire sotto forma di 'cortesia' internazionale.

Loading the player...

IL MINISTRO ALFANO: UNICO OBIETTIVO LA VERITÀ. Sulla morte del giovane "abbiamo un solo obiettivo: la verità. Spero che l'alleanza con l'Egitto, i nostri consolidati buoni rapporti, siano il fluidificante verso la verità. Noi lavoriamo solo per questo", ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano nel corso di un'intervista. "Abbiamo chiesto la massima collaborazione ad Al Sisi e sono convinto che l'Egitto non si sottrarrà all'obbligo di collaborazione - aggiunge il ministro - perché lo sdegno, la rabbia per quello che è successo a Giulio è un qualcosa che non può limitarsi a essere tale, deve tradursi nello sforzo di verità e nell'ottenere la verità". L'Italia attiverà "tutte le procedure perché la giustizia sia severa e senza nessuna indulgenza" contro i responsabili dell'omicidio e farà di tutto perché "la giustizia italiana sia protagonista", prosegue il titolare del Viminale. Alla domanda se Roma chiederà l'estradizione dei responsabili quando fossero rintracciati, Alfano risponde: "Dobbiamo vedere cosa c'è scritto nei trattati e lavorare con Al Sisi".

FARNESINA: DA EGITTO IMPEGNO A COLLABORARE. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, parlando a margine della riunione informale del Consiglio Ue ad Amsterdam, fa sapere che da parte delle autorità egiziane "è stato preso un impegno a collaborare per l'accertamento della verità", e aggiunge: "Noi confidiamo e garantiremo che questo impegno sia rispettato".

L'AMICO: NON E' ANDATO A MANIFESTAZIONE, NON AVEVA PAURA. Secondo quanto riferisce un amico di Regeni all'agenzia Efe, il 28enne non ha partecipato a una manifestazione contro il regime a Giza il 25 gennaio, prima di dirigersi verso l'appuntamento nel centro del Cairo con un conoscente, al quale non è mai arrivato. Questa versione smentisce alcune notizie circolate in questi giorni. Sempre a parere dell'amico sentito da Efe, Regeni non pubblicava articoli sul giornale 'Il Manifesto' - che oggi ha diffuso l'ultimo articolo del giovane - con uno pseudonimo per paura o perché si sentiva minacciato, ma per precauzione. Il giovane, sempre secondo questa versione, non aveva una relazione speciale con gli attivisti oppositori egiziani, ma aveva con loro niente più che la relazione professionale dovuta alla tesi di dottorato che stava scrivendo in Egitto.

Scritto da 
  • redazione web
Tags 
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Pippa Middleton vince causa per violazione 3mila foto online

Pippa Middleton vince causa per violazione 3mila foto online

Per l'attacco il principale indiziato è il web-designer Nathan Wyatt

Israele, morto Shimon Peres a 93 anni

Israele, addio all'ex presidente Peres, venerdì i funerali

Il politico, Nobel per la Pace nel 1994, è scomparso all'età di 93 anni. Obama: "Siamo in debito con lui"

Francia, dopo Nizza sventati altri attacchi in Costa azzurra

Francia, dopo Nizza sventati altri attacchi in Costa azzurra

Nel mirino eventi sportivi, scuole e luoghi di culto

Israele, chi è Shimon Peres: veterano politica, Nobel per accordi Oslo

Chi è Shimon Peres: veterano politica, Nobel per accordi Oslo

L'ex presidente è morto all'età di 93 anni, le sue condizioni si sono aggravate dopo un ictus