Mercoledì 03 Febbraio 2016 - 21:00

Egitto, morto Giulio Regeni: segni di tortura e giallo su motivi

Scriveva per il Manifesto sotto pseudonimo perché "aveva paura". Renzi chiama al-Sisi: "Corpo torni in Italia"

Cairo, il luogo dov'è stato ritrovato il corpo di Giulio Regeni

Giulio Regeni, studente italiano in Egitto, è stato trovato morto al Cairo. La scomparsa del 28enne friulano si è così risolta in tragedia, e ora la procura di Roma ha deciso di aprire un fascicolo per omicidio, a carico di ignoti. L'incarico è stato affidato al pm Sergio Colaiocco. 

Sul corpo del giovane, trovato lateralmente a una strada della capitale egiziana, c'erano segni di tortura, come riferiscono fonti ufficiali della sicurezza. Il corpo è stato portato in un obitorio del Cairo, riferiscono ancora le fonti e un dipendente dell'obitorio stesso. Si allarga il giallo sui motivi (omicidio o incidente) della morte del ragazzo, soprattutto nell'attuale contesto drammatico in Egitto, dove da mesi stanno scomparendo nel nulla centinaia di persone. 

"Quello che stiamo facendo è esortare il governo egiziano a consentire alle autorità italiane un'indagine congiunta sulla morte del nostro connazionale Giulio Regeni. Chiediamo collaborazione perchè vogliamo che emerga la verità su quello che è successo", ha dichiarato Gentiloni, a Londra a margine della conferenza dei donatori sulla Siria.

COLLABORAVA CON IL MANIFESTO E AVEVA PAURA. Regeni aveva scritto più volte per il quotidiano il Manifesto, sotto pseudonimo: aveva preferito non firmare gli articoli perché "aveva paura per la sua incolumità". Lo ha detto ai microfoni i Radio Popolare Giuseppe Acconcia, collaboratore del Manifesto, che lo conosceva. "Giulio si occupava soprattutto di movimenti operai e di sindacalismo indipendente", racconta Acconcia, dunque aveva contatti con l'opposizione egiziana. Alla redazione del manifesto confermano che Regeni aveva collaborato con il quotidiano e che anche in alcune email aveva espresso i suoi timori.

Secondo Acconcia, la testimonianza di una giornalista egiziana che avrebbe visto uno straniero arrestato alla fermata della metropolitana di Giza, al Cairo, è molto importante. Quello è un luogo dove nel 2013 - proprio nell'anniversario della rivoluzione - c'erano state manifestazioni degli islamisti contro il regime egiziano. "Può essere che Giulio fosse andato lì proprio per vedere se ci fossero ancora manifestazioni", dice Acconcia. Domani il manifesto pubblicherà un articolo sui movimenti operai egiziani che Giulio aveva inviato qualche giorno fa, e che il quotidiano non aveva avuto ancora il tempo di mettere in pagina.

RENZI CHIAMA AL-SISI. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha sentito nel pomeriggio il Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi al quale ha rappresentato l'esigenza che il corpo di Giulio Regeni sia presto restituito alla sua famiglia e all'Italia e che sia dato pieno accesso ai nostri rappresentanti per seguire da vicino, nel quadro dei rapporti di amicizia che legano Italia ed Egitto, tutti gli sviluppi delle indagini per trovare i responsabili di questo orribile crimine ed assicurarli alla giustizia. Nel corso della telefonata, il Presidente al-Sisi ha, inoltre, espresso le sue sentite condoglianze al premier italiano. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

AVVIATA INDAGINE IN EGITTO. Le fonti della sicurezza aggiungono che, sul fatto dei segni di tortura è stata avviata un'indagine. La scomparsa di Giulio Regeni, 28 anni, risale al 25 gennaio scorso, giorno del quinto anniversario della rivoluzione egiziana. Prima dell'anniversario la polizia ha arrestato diversi attivisti ed era stato chiesto di non manifestare. Quel giorno infatti non hanno avuto luogo proteste significative. L'anno scorso militanti dello Stato islamico rapirono un uomo croato alla periferia del Cairo e successivamente lo decapitarono.

COLTELLATE ALLE SPALLE. Esaminando il corpo dello studente italiano i procuratori al Cairo hanno trovato segni di accoltellamento sulle spalle e tagli su un orecchio e sul naso. È quanto riferisce una fonte dell'ufficio della procura generale egiziana, aggiungendo che Regeni è stato trovato semi-nudo all'inizio della strada che collega Il Cairo ad Alessandria.

BRUCIATURE DI SIGARETTE E MORTE LENTA. Sono state trovate bruciature di sigaretta sul corpo di Regeni. Lo ha riferito a Reuters un procuratore della provincia di Giza, Ahmed Nagy. Giulio Regeni ha avuto una "morte lenta" e "su tutto il corpo, compresa la faccia" sono stati trovati segni di tortura, diverse coltellate e bruciature di sigaretta. Lo ha detto il procuratore egiziano Ahmed Nagi, aggiungendo che le cause della morte sono ancora oggetto di indagine. Il vice capo delle indagini criminali a Giza, Alaa Azmi, ha riferito invece che le indagini iniziali mostrano che si è trattato di un incidente stradale, aggiungendo che le prime analisi del medico legale non menzionavano bruciature. Regeni, 28 anni, è scomparso al Cairo la sera del 25 gennaio, giorno del quinto anniversario della rivoluzione egiziana. Il suo corpo è stato trovato ieri lateralmente a una strada nella zona di Giza.

 

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FARNESINA: ATTENDIAMO MASSIMA COLLABORAZIONE. Valensise  ha sottolineato che "l'Italia si attende dalle autorità egiziane la massima collaborazione a tutti i livelli, alla luce della eccezionale gravità di quanto accaduto al nostro connazionale e dei tradizionali rapporti di amicizia e vicinanza tra i due Paesi". L'Italia - ha aggiunto Valensise - nel chiedere che sia fatta piena chiarezza sul caso, "rinnova la richiesta alle autorità egiziane di avviare immediatamente un'indagine congiunta con la partecipazione di esperti italiani". La Farnesina riferisce che Helmy ha espresso a nome del suo Paese profondo cordoglio per la morte di Regeni e ha assicurato che l'Egitto fornirà la massima collaborazione per individuare i responsabili di questo atto criminale. E' stato poi richiesto che il corpo "sia al più presto rimpatriato in Italia".

EGITTO NON COMMENTA. Il ministero dell'Interno dell'Egitto non commenterà sul caso della presunta morte di Regeni fino alla conclusione delle sue indagini. Lo riferisce una fonte della sicurezza egiziana. Dello studente friulano, 28 anni, si sono perse le tracce al Cairo lo scorso 25 gennaio, il giorno del quinto anniversario della rivoluzione egiziana, e ieri la Farnesina ha fatto sapere di avere "appreso del probabile tragico epilogo della vicenda", precisando tuttavia di essere "in attesa di conferme ufficiali da parte delle autorità egiziane".

ITALIA: MASSIMO IMPEGNO PER VERITA'. Il governo italiano ha appreso ieri del probabile tragico epilogo della vicenda del nostro connazionale Giulio Regeni al Cairo. In attesa di conferme ufficiali da parte delle autorità egiziane, il ministro degli Affari Esteri, Paolo Gentiloni, esprime il profondo cordoglio personale e del Governo ai familiari che si trovano al Cairo e che sono stati informati di questa notizia ancora priva di conferme ufficiali. In questo momento, assistiti dal nostro ambasciatore, stanno per essere raggiunti dal ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, che ha sospeso la sua visita  in corso nella capitale egiziana. Il Governo italiano ha richiesto alle autorità egiziane il massimo impegno per l'accertamento della verità e dello svolgimento dei fatti, anche con l'avvio immediato di un'indagine congiunta con la partecipazione di esperti italiani.
 

DOMENICA LUTTO CITTADINO A FIUMICELLO. "Poco fa abbiamo deciso di annullare la tradizionale festa di San Valentino, che è il santo patrono del paese, per testimoniare la nostra vicinanza al lutto della famiglia. Inoltre domenica sarà lutto cittadino". Così, a LaPresse, Ennio Scridel, sindaco di Fiumicello, in provincia di Udine, paese originario di Giulio Regeni. "La comunità stamattina - ha aggiunto - si è svegliata con un sapore diverso. I volti erano cupi, i silenzi portavano la voce del dolore che Fiumicello ha per il nostro concittadino Giulio Regeni".  "Noi - ha proseguito il sindaco - chiediamo che la autorità competenti approfondiscano le vicende che hanno portato a questo tragico evento". 

ASSESSORE COMPAGNO DI CLASSE. "Se confermata, la sua morte sarà un evento drammatico che lascerà il segno per anni in una comunità piccola come la nostra, dove ci si conosce tutti. Addirittura, un mio assessore è stato compagno di classe di Giulio, alle superiori", ha proseguito il sindaco che, dopo aver appreso la notizia, ha sciolto la riunione di giunta che si stava tenendo in Comune. "Siamo vicini alla famiglia, a cui tutti siamo molto legati. Persone stupende che ora stanno vivendo il peggior dolore che possa capitare - ha concluso Scridel - Giulio era un ragazzo perbene, intelligente e con grandi capacità. Così come la sorella Irene a cui rivolgiamo un grandissimo abbraccio".

IL MESSAGGIO DELL'AMICA EGIZIANA. Noura Wahby, amica e collega di Giulio, il primo febbraio aveva postato sul suo profilo Facebook un messaggio: "Giulio è il mio migliore amico. E' scomparso dal 25 gennaio. Ci siamo incontrati all'inizio dei nostri studi nel 2014 a Cambridge, Regno Unito. Studia la lingua araba da anni. Ama l'Egitto. Ama la gente. Pensa che meritiamo il meglio. Era mia guida a Cambridge. Avrei dovuto essere la sua guida al Cairo. Ho avuto modo di guardare la mia amata città attraverso i suoi occhi. [...] Il 15 gennaio è stato il suo compleanno. Ha imparato a fare il tiramisù nella nostra cucina per la sua ragazza. Sua mamma ne ha mangiato la metà. Questa è una foto di noi due quando abbiamo passato gli esami di primo anno. Allora avevo pensato che avremmo dovuto rifare la stessa foto il giorno della laurea. Dobbiamo fare quella foto. Trovatelo. Per favore". Questo il messaggio scritto da Noura Wahby sul suo profilo Fb il primo febbraio. Anche lei, come Giulio Regeni, 28 anni di Fiumicello (Udine), è al secondo anno all'Università di Cambridge. Sta aspettando di avere sue notizie, sono dieci giorni che non ne ha.

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  • redazione web
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