Lunedì 09 Gennaio 2017 - 17:30

Morto Zygmunt Bauman: addio al filosofo della società liquida

L'intellettuale polacco aveva 91 anni. Dal 1971 al 1990 è stato professore all'Università di Leeds, in Inghilterra

E' morto Zygmunt Bauman: addio al filosofo della 'società liquida'

Aveva 91 anni e si è spento nella sua casa di Leeds, "vicino alla sua famiglia". È il filosofo e sociologo polacco Zygmunt Bauman, ideatore del concetto di 'società liquida', vincitore del premio Principe delle Asturie della comunicazione nel 2010, uno tra gli intellettuali chiave per comprendere il XX secolo. La notizia è stata diffusa nel pomeriggio dal sito del quotidiano polacco Gazeta Wyborzca.

Bauman lavorava come sociologo e professore emerito di Sociologia all'Università di Leeds, in Inghilterra, da oltre trent'anni, e ha caratterizzato la sua opera per una visione critica della società post-moderna e globalizzata.

Nato a Poznan, in Polonia, nel 1925 in una famiglia ebrea, nel 1939 si trasferì nella zona sotto controllo sovietico fuggendo dall'occupazione nazista. Dopo essersi arruolato in un'unità militare sovietica, rientrò nel suo Paese dove iniziò a studiare Filosofia e Sociologia all'Università di Varsavia. A 19 anni si iscrisse al Partito comunista, di cui rimase membro fino al 1967, e per tre anni servì per il cosiddetto 'esercito interno', la forza incaricata di "reprimere il terrorismo all'interno del Paese". Presto iniziò a subire la persecuzione da parte dei servizi segreti polacchi, fu espulso dall'università e gli venne imposto il divieto di pubblicazione. Nel corso di una purga anti-semita nel 1968, proprio come sua moglie Janina, perse il lavoro in Polonia e fu costretto a emigrare in Israele, dove iniziò a insegnare all'Università di Tel Aviv.

Dopo aver esercitato come professore di Sociologia in Usa e Canada, nel 1971 si trasferì in Inghilterra dove iniziò a insegnare all'Università di Leeds. Nel corso della sua carriera come scrittore, iniziata negli anni Cinquanta, ha sviluppato una sociologia critica in cui ha toccato temi come le classi sociali, il socialismo, l'Olocausto, l'ermeneutica, la modernità e la post-modernità, il comunismo o la globalizzazione.

Tra le sue opere più importanti 'La modernità liquida' (2000), 'Amore liquido. Sulla fragilità dei legami affettivi' (2000), 'L'Europa è un'avventura' (2004). In 'Vite che non possiamo permetterci' (2009) analizza lo stato attuale e le sfide a cui si trova di fronte il mondo globalizzato in cui tutto, dalla natura all'uomo, sembra essersi convertito in mercanzia e gli essere umani in meri consumatori. Nel suo ultimo testo, 'Stranieri alle porte' (2016), Bauman ha deciso di concentrarsi sulla crisi dei rifugiati, la perdita dei diritti e la politica di costruzione dei muri, accusando i politici di far leva sulla paura, sul timore che un qualche male minacci il benessere della società.

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