Sabato 30 Gennaio 2016 - 09:45

Family Day, piazza avverte Renzi: Ddl Cirinnà da respingere

La manifestazione nella zona del Circo Massimo, due milioni di persone secondo gli organizzatori

Roma, Family Day al Circo Massimo

La piazza dice no alle unioni civili. Oggi al Circo Massimo, a Roma, è andato in scena il Family Day 2016. "Due milioni" di persone, per gli organizzatori, molti meno da un colpo d'occhio e per una questione di calcoli della superificie dell'area. Su quel prato, comunque, è stata la giornata del centrodestra, presente in massa e delle famiglie. Dal palco, il leader della manifestazione, Massimo Gandolfinni, che prima di presentersi all'evento è stato ricevuti al Viminale dal ministro degli Interni, Angelin Alfano, ha dato 'la sveglia' ai politici. "Questa piazza non fa guerra a nessuno, siamo due milioni. Renzi ne tenga conto", ha detto Gandolfini che dal palco ha insistito sulla necessità di evitare la possibilità di adozione da parte di coppie omosessuali, perché la famiglia e soprattutto i diritti dei bambini vanno tutelati: "Senza limiti, la nostra società diventa folle. Inaccettabile l'adozione mascherata da affido". Non esistono, per l'organizzatore, vie di mezzo: il decreto Cirinnà "non è accettabile dalla prima all'ultima parola e si rende necessaria una operazione radicale. Non si tratta di mettere a posto qualcosina e cambiare 3 o 4 paroline, il ddl deve essere totalmente respinto". Infine ha lanciato un messaggio ai politici: "Qui ci sono elettori di tutti i partiti. Vi dico: guardate chi ci sta aiutando e chi vi oscura. I prossimi passaggi della legge li seguiremo minuto per minuto e vedremo chi ha ascoltato il messaggio di questa piazza e chi lo ha messo sotto i tacchi. Al momento delle elezioni ci ricorderemo chi si è messo dalla parte della famiglia e dei bambini e chi no, rendendo possibile l'abominevole pratica dell'utero in affitto".

 

 

IL CENTRODESTRA Unico presente del governo è il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti. "Il Parlamento - ha sottolineato- dovrà tenere conto della piazza di oggi, perchè qui ci sono centinaia di migliaia di famiglie italiane che testimoniano come nel nostro Paese sia radicato il valore della famiglia, intesa come l'unione fra un uomo e una donna e che vuole tutelare il diritto del più debole che è il bambino e che ha il diritto ad avere una mamma e un papà". Per Forza Italia, oltre a Maurizio Gasparri, c'è il capogruppo alla Camera Renato Brunetta: "Il Paese - dice - non è con la minoranza di Renzi, il Paese è qui, ci sono laici e cattolici. Abbiamo presentato decine di emendamenti sulla base dei nostri valori: no al ddl Cirinnà, no all'utero in affitto, sì al riconoscimento delle coppie omoaffettive senza oneri per lo Stato. Porteremo avanti questa battaglia". E mentre Alfano dà la sua adesione via twitter, sfilano anche Gaetano Quaglieriello, Carlo Giovanardi, Maurizio Lupi, Renato Schifani, Lorenzo Cesa dell'Udc con una delegazione tra cui Paola Binetti.

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MELONI INCINTA La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, aspetta il Family Day per annunciare la sua gravidanza. "Sono qui - dice-in veste di esponente politico e di donna. E, se Dio vorrà, la prossima volta sarò qui anche in veste di madre visto che ho appeso da poco di aspettare un bambino".

 

IL PD Il Pd si vede rappresentato da Mario Adinolfi, tra gli organizzatori dell'evento: "Questa folla cambia la storia del Paese. Sugli striscioni qualcuno scrive: 'Renzi ci ricorderemo'. Io invece dico: il palazzo ascolti, Renzi fai le scelte giuste". Altro rappresentante è Giuseppe Fioroni, che i giorni scorsi aveva annunciato al sua presenza "per tutelare i diritti dei bambini".

LA PIAZZA Molte le famiglie, moltissimi i bambini. Ieri gli organizzatori, attraverso un vademecum, hanno diramato l'ordine di non "parlare con i giornalisti". Molte le persone che hanno osservato il divieto. Un uomo, padre di 10 figli, respinge al mittente la richiesta di una battuta. Altri padri sorridono ma non parlano, altri ancora, invece, con la mano fanno cenno di no. Alcuni timidamente accennano: "Temiamo, anzi temono strumentalizzazioni". Nessuna bandiera di partito, tanti gli striscioni con slogan contro la legge Cirinnà, a favore delle famiglie e dei figli. "Sono per un amore libero ma non libertino". Questa scritta campeggia su alcune magliette indossate dai manifestanti. Poi, in mezzo al prato un gigantesco lenzuolo con su scritto 'Resisteremo'.

 

GUERINI A fine giornata, mentre i partiti che appoggiano il governo dibattono tra loro sull'opportunità o meno della legge, arriva lapidaria una nota del vicesegretario del partito democratico. "Quando tante persone scendono in piazza per esprimere con civiltà le proprie opinioni è segno che la democrazia è viva. E' successo oggi come la scorsa settimana. Compito della politica è ascoltare tutti, confrontarsi con tutti e poi assumersi la responsabilità della decisione. Sulle unioni civili c'è e ci sarà un dibattito largo e approfondito e poi il Parlamento voterà. Ricerchiamo un ampio consenso ma siamo altrettanto convinti che è giunto il momento di decidere e lo faremo", sottolinea Lorenzo Guerini.

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Scritto da 
  • Denise Faticante
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