Martedì 28 Marzo 2017 - 12:45

Omicidio Alatri, 2 fermi. Procura: Fatto gravissimo per banale lite

Nove gli indagati per la morte del giovane, pestato a calci, pugni e sprangate tra venerdì e sabato notte ad Alatri

Omicidio Morganti, due fermati. La procura: Fatto gravissimo per un banale diverbio

Foto tratta dal profilo Facebook

Due persone sono state fermate perché ritenute coinvolte nell'omicidio di Emanuele Morganti, il ragazzo di 20 anni ucciso fuori da un locale ad Alatri, in provincia di Frosinone, nella notte tra venerdì e sabato. Il fermo è stato eseguito dai carabinieri del Reparto operativo provinciale di Frosinone. Nei giorni scorsi nove sospetti erano stati interrogati a più riprese dagli inquirenti. L'inchiesta è coordinata dalla Procura locale.

I fermati sono due fratelli "riconducibili ad ambienti delinquenziali", riferisce il procuratore capo di Frosinone, Giuseppe De Falco, nel corso di una conferenza stampa, spiegando che sono accusati di omicidio volontario per motivi futili. "Non si sono consegnati - ha spiegato - sono stati presi a Roma perché là si trovavano. Sono stati trovati nell'abitazione di una parente".

Si tratta di "soggetti noti negli ambienti alatrensi, cittadina assolutamente tranquilla, frequentata da frange delinquenziali violente nel settore del traffico contro il patrimonio e del traffico di stupefacenti".

La vicenda, continua De Falco, è "di una gravità spaventosa perché per motivi banalissimi si è arrivato alla drammatica morte di una persona assolutamente perbene". Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti Emanuele sarebbe stato allontanato dalla discoteca dove si trovava con la fidanzata e alcuni amici dopo un "banalissimo diverbio", spiega, nato con una persona ubriaca per "accaparrarsi una bevanda al bar".

Emanuele è morto domenica, dopo quasi due giorni di agonia, in un letto del policlinico Umberto I di Roma. Il giovane operaio, pestato a calci, pugni e sprangate, è arrivato in elisoccorso al policlinico della capitale la notte tra venerdì e sabato, in condizioni già disperate. Subito è stato sottoposto a un intervento chirurgico per provare a ridurre le lesioni alla testa causate dai colpi ricevuti. I medici dell'ospedale romano hanno rilevato la rottura delle vertebre cervicali e varie fratture craniche. L'operazione non è bastata a salvargli la vita: il ragazzo è morto domenica e i suoi genitori hanno dato il consenso alla donazione degli organi. L'agguato, nella piazza centrale di Alatri, è avvenuto dopo che il giovane ha difeso la fidanzata da un ubriaco che la molestava in un locale.

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Oggi è prevista una giornata di lutto cittadino e alle 11 sarà osservato un minuto di silenzio in ricordo della vittima. Domani, dalle 19, si terrà invece la marcia promossa dal Comune di Alatri "contro ogni forma di violenza  - si legge nel l'ordinanza della sindaco - e per esprimere la vicinanza della città al dolore della famiglia di Emanuele".
La manifestazione, cui parteciperanno il primo cittadino, le associazioni di categoria, le parrocchie e gli abitanti della zona, partirà da piazza Santa Maria Maggiore, dove è avvenuto il pestaggio, e si snoderà per le vie del centro storico.

"Quando ci hanno sbattuto fuori dal Mirò club e quelli hanno incominciato a picchiare Emanuele, io ho cercato di tirarlo via, ma quelli erano troppo forti. Me l'hanno strappato dalle mani e mi hanno scansato via. Non riesco a credere che fossero così feroci, sembravano delle bestie", ha raccontato la fidazata Ketty Lisi in un'intervista alla Stampa. "Una follia pura", dichiara spiegando che "stavamo bevendo una cosa al bar, al primo piano del circolo. A un certo punto un ragazzo, credo un albanese che era ubriaco ha iniziato a spintonare Emanuele, a darci fastidio. Vicino a lui c'era anche un italiano, c'era la musica alta, molto alta, non si capiva neppure bene quello che dicevano. A un certo punto Emanuele ha replicato 'E adesso basta' e lì è incominciato il litigio".

 A quel punto i buttafuori li hanno cacciati dal locale. "Ci hanno buttato fuori e sulla piazza sono arrivati in tantissimi - continua Ketty - Sembravano più di venti delle furie. È stato terribile. M'hanno scavato un buco dentro, non ce la faccio, è un peso troppo grande da sopportare".
"Fatico a pensarlo al passato - ammette ancora la ragazza - Vorrei tanto che fosse solo un incubo, vorrei svegliarmi di colpo e scoprire che non è successo niente di così terribile e che Emanuele fosse ancora al mio fianco. Bello e sorridente come il sole. Gentile, generoso e affettuoso con tutti. Anche con la mia famiglia".

Scritto da 
  • redazione web
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