Mercoledì 24 Febbraio 2016 - 20:15

Droni, non solo militari: tra gli italiani esplode la mania

Un boom scoppiato da poco ma che vale già trecentocinquanta milioni di euro

Droni, non solo militari: tra gli italiani esplode la mania

Trecentocinquanta milioni. E' il giro d'affari dei droni a uso civile in Italia. Un mercato esploso negli ultimi tempi, tanto che ormai non solo in ogni negozio di elettronica, ma anche in tutti quelli di modellismo, di giocattoli e persino negli Autogrill, non si fa un passo senza imbattersi in una confezione di una qualche macchina volante.

Quadricotteri, esacotteri, ottacotteri - che fino a poco tempo fa potevano essere scambiati per termini di entomologia - sono ormai entrati nel lessico comune. E a farli entrare di prepotenza nell'immaginario comune hanno contribuito anche tanti fatti di cronaca: l'ultimo in ordine di tempo il 27 dicembre, quando un drone in volo nei pressi di Castel Sant'Angelo fece scattare le procedure di sicurezza nella Capitale mentre era in corso a piazza San Pietro il Giubileo delle Famiglie. Due turisti israeliani furono fermati dagli agenti.

Mentre un anno fa, tra febbraio e marzo, diversi droni furono avvistati nei cieli di Parigi. Almeno due velivoli senza pilota furono visti mentre sorvolavano la capitale francese, nella centrale piazza della Concordia. In quel caso, dopo qualche giorno di allarme, a finire nei guai furono tre giornalisti di Al-Jazeera.

Quest'estate, invece, ad attirare l'attenzione è stata l'iniziativa di Maurizio Sarri, nuovo allenatore del Napoli, che ha usato un drone per monitorare dall'alto i movimenti dei propri difensori durante la preparazione della squadra. Il che gli ha consentito di blindare il muro difensivo dei partenopei, con evidenti risultati nel corso di questo campionato.

In Italia a novembre l'Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac) ha approvato un regolamento specificamente dedicato agli aeromobili a pilotaggio remoto (Apr), con il quale ha stabilito che tutti i droni al di sotto dei 300 grammi, i cosiddetti microdroni, potranno essere guidati senza patentino.

Per tutti gli altri invece occorre dotarsi di una apposita autorizzazione al volo. Sono oltre 1.200 i modelli di aeromobili a pilotaggio remoto registrati, secondo i dati dell'Enac, per un totale di circa 600 piccole aziende specializzate nella produzione di questi velivoli radiocomandati o nel loro utilizzo. Vengono impiegati in vari settori professionali: dalle riprese aeree all'osservazione del territorio, dall'agricoltura al controllo di grandi infrastrutture.

Il loro uso è tanto esteso che sono stati messi in campo anche nella battaglia contro la Xylella e il punteruolo rosso. L'utilizzo di queste macchine volanti, dotate di sofisticati sensori infrarossi e multispettrali, consente infatti di conoscere meglio la diffusione del batterio che ha infettato gli ulivi secolari in Puglia e anche del coleottero che sta distruggendo le palme in molte zone d'Italia.

Ma la promessa del futuro è lo spazio, e l'Italia è in prima linea anche su questo fronte: è stata proprio la torinese Argotec, infatti, a essere selezionata dalla Nasa per prendere parte al lancio inaugurale dello Space Launch System, il nuovo razzo dell'agenzia spaziale statunitense che potrebbe permettere all'uomo di tornare sulla Luna, di raggiungere un asteroide e più avanti anche Marte. L'azienda italiana parteciperà alla Exploration Mission 1 con ArgoMoon, un nanosatellite in fase di sviluppo - un drone spaziale - che sarà imbarcato sul volo. Partenza a fine 2018.

Scritto da 
  • Fabio De Ponte
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