Mercoledì 22 Giugno 2016 - 11:00

Draft Nba, alla scoperta dei talenti del 2016

Chi sarà la prima chiamata assoluta e chi, invece, gli outsiders?

Ben Simmons, probabile prima scelta al Draft Nba

Una serata per giocarsi l'inizio della propria vita professionale sul parquet. Un primo passo, importante, per capire come l'universo della palla a spicchi li accoglierà nel campionato più quotato del mondo, l'Nba, tra tensioni, attese, speranze, tanta gioia ma anche qualche lacrima. Non rappresenta il giudizio definitivo sulle qualità di un cestista, ma l'appeal di una scelta di prestigio al Draft rimane incontrastato: una scintillante vetrina dove tutte le più grandi squadre americane faranno la 'spesa', cercando di accaparrarsi il talento del futuro, dopo centinaia di partite viste e visionate, provini intrisi di sudore e fenomenali intuizioni, con il 'sale' degli scambi a insaporire lo scenario, il tutto con lo scopo di salire ai primi posti e poter vincolarsi ai migliori giovani in circolazione.

Manca un solo giorno al 23 giugno quando le squadre Nba con i loro dirigenti e idealmente tutti gli appassionati del mondo cestistico saranno riuniti al Barclays Center di Brooklyn. Lì i 30 team che compongono la lega professionistica americana sceglieranno i migliori giocatori provenienti dai college (o da squadre europee) in base alle caratteristiche messe in mostra sul parquet, certamente, ma anche con un occhio alle esigenze di ogni singola rosa. Come da regolamento a scegliere i giocatori per primi, quindi potenzialmente i più forti, le 14 squadre che, nella scorsa stagione, non hanno centrato i playoff. Il rito del sorteggio (la celebre "Draft Lottery" ndr), nel maggio scorso, ha premiato i Philadelphia 76ers, che avranno la prima scelta assoluta. A seguire ci saranno i Los Angeles Lakers, reduci dall'ennesima annata disastrosa, e i Brooklyn Nets. Mettere le mani sui migliori prospetti, le star del futuro, fa molto gola e non si escludono, come da copione, mosse di mercato che prevedono scambi di posizioni: saranno in tante le squadre a voler sacrificare qualche giocatore per mettere le mani su una prima scelta capace in breve tempo di rivoluzionare le sorti di una intera franchigia. Anche quest'anno i talenti non mancano e ci potrebbero anche essere delle sorprese.

Brandon Ingram, probabile seconda chiamata

 

TESTA A TESTA. Non ci sono dubbi su chi verrà chiamato nelle prime due posizioni del draft. A giocarsi la prima piazza sono Ben Simmons e Brandon Ingram. Fino a poche settimane fa sembrava sicura la top position per il primo che rimane comunque il favorito, ma le esigenze di Philadelphia potrebbero spingere la città dell'amore fraterno a lasciare l'australiano ai Lakers. A pesare sulla scelta la sovrabbondanza di lunghi. Simmons, australiano di 2.08 da Louisiana State, potrebbe giocare anche ala piccola ma fa della sua fisicità (108 chili) il punto di forza. I numeri sono straordinari, l'atletismo e la struttura "nba-ready" ne fanno già un potenziale all-star capace di giocare praticamente tutti e 5 i ruoli, dotato di buon passaggio e visione di gioco. Migliorabile l'affidabilità del jumper, ma per un ragazzo di nemmeno 20 anni sono solamente elementi sui lavorare.

Se Simmons non va via alla prima chiamata, potrebbe essere selezionato Ingram: 19enne di 2.05, ben più smilzo (siamo sui 90 chili di peso) ma dotato di un ottimo arsenale offensivo. Sull'ala piccola di Duke potrebbero pesare una scarsa propensione alla difesa e appunto la struttura fisica non proprio statuaria, da migliorare a livello Nba.

IN CERCA DI GLORIA. A ridosso dei primi si fanno strada, specialmente nelle ultime settimane, i nomi di diversi outsider di spicco. Merita sicuramente l'interesse suscitato Buddy Hield, l'unico tra i "chiacchierati" del draft ad aver giocato le Final Four Ncaa, dove la sua Oklahoma è stata sconfitta da Villanova poi vincitrice. In attacco questa guardia di 1.95 è un tiratore molto affidabile e il suo gioco sugli scarichi lo ha premiato con una stagione da oltre 25 punti a partita. I dubbi dei talent scout sono legati all'età, 23 anni, e quindi alla difficoltà di poter migliorare ulteriormente il suo gioco.

Dato in alto nelle chiamate anche Kriss Dunn, playmaker di 1.93 da Providence: potrebbe essere la sorpresa dato che è uno di quelli più pronti per il salto nei professionisti. Dopo due stagioni costellate da infortuni è esploso: ottima visione di gioco, fisico e atletismo di alto livello, capacità di cambiare ritmo alla gara e di farsi valere in difesa. Da tenere d'occhio. Un'interessante combo-guard dal Canada è invece Jamal Murray: può giocare entrambi i ruoli di esterno e ha messo in carniere 20 punti a gara la scorsa stagione. 19 anni e tanto da migliorare, sicuramente più a suo agio quando non è in cabina di regia, rimane comunque un marcatore affidabile.

Buddy Hield al tiro

 

GLI EUROPEI. Un pezzo di Europa anche quest'anno tra i giganti dell'Nba. Il nome di cui si parla di più è quello del croato Dragan Bender, che i rumors vogliono chiamato alla terza o alla quarta posizione da Celtics o Suns. 2.13 per nemmeno 100 chili, capacità di giocare nelle due posizioni di ala e tanta versatilità. Il giocatore del Maccabi Tel Aviv ha un potenziale enorme: visione e intelligenza, buone doti di passaggio, potrebbero renderlo devastante vista la stazza ragguardevole anche a livello Nba. Manca di esplosività, ma è sicuramente una delle maggiori scommesse del draft.

Arriva alle soglie dell'Nba con un cognome importante Domantas Sabonis, figlio di Arvydas, uno dei più grandi giocatori della storia del basket. Alto meno di papà (siamo sui 2.08) ma ben strutturato, può far valere il suo arsenale in post. Non un grandissimo atleta, e troppo basso per giocare stabilmente come centro trai professionisti. Chi la stazza ce l'ha è il 2.15 austriaco Jakob Poeltl, dato da molti entro la decima chiamata: il pivot ha avuto una stagione da oltre 17 punti e 9 rimbalzi a Utah. Si muove bene per il fisico, con una mano morbida e delle qualità di protezione difensiva che non passeranno inosservate.

UN POSTO AL SOLE. Jaylen Brown accende gli animi di sostenitori e detrattori: 1.98 di ala piccola con estremo fiuto per il canestro e atletismo da gran galà. Confidenza col tiro da fuori molto scarsa. Gran potenziale ma anche tante lacune. Basterà per lanciarlo trai pro? Discorso simile anche per Marquese Chriss, ala forte di 2.08 con talento ed atletismo su entrambi i lati del campo. Ma anche aspetti da migliorare, come quello dei rimbalzi, troppo pochi per un giocatore dotato di quel fisico. Enigma puro anche l'haitiano Skal Labissiere, 2.13, per 96 chili con un tocco morbido dalla media e attitudine difensiva, ma spesso con problema di falli e difficoltà a tenere avversari più strutturati. Un'altra incognita su cui rischiare.

Scritto da 
  • Stefano Fantino
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