Venerdì 20 Luglio 2018 - 22:15

Dl dignità, M5s contro Boeri: "Non è un tecnico ma un politico, si dimetta"

Nel frattempo continua il pressing dei partiti per modificare il decreto Dignità, e filtra l'idea di un'intesa M5S-Lega per introdurre le norme attraverso un apposito periodo transitorio

Audizione di Tito Boeri in Commissione Lavoro e Finanze congiunte

La bufera che ha investito i rapporti tra il governo e il presidente Inps Tito Boeri non è passata, anzi. Rischia di trasformarsi in un vero e proprio uragano, perché il giorno dopo la turbolenta audizione del numero uno dell'Istituto il M5s torna all'attacco.

"Per quanto ci riguarda dovrebbe dimettersi", ha detto il capogruppo M5S alla Camera Francesco D'Uva. "Io non ho il potere Di rimuovere questa persona, o scade oppure resta lì", dice Luigi Di Maio. Che poi incalza: "Noi più che dire come normali cittadini che si dovrebbe dimettere, non possiamo fare altro". Nell'audizione, chiesta fortemente dalla commissione parlamentare dopo il caso 'manina' sulla relazione tecnica in cui compariva la stima degli 8mila posti di lavoro a rischio ogni anno per effetto delle nuove disposizioni sui contratti a tempo determinato, Boeri aveva attaccato duramente il governo.

"Affermare che le relazioni tecniche esprimono un giudizio politico significa perciò perdere sempre più contatto con la crosta terrestre, mettersi in orbite lontane dal nostro pianeta", aveva detto, con Di Maio nell'obiettivo. Aggiungendo che "non posso neanche prendere in considerazione le richieste di dimissioni on line e le minacce da parte di chi dovrebbe presiedere alla mia sicurezza personale", ovvero il ministro degli Interni Matteo Salvini. Parole che avevano suscitato l'ira dei diretti interessati e la forte irritazione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha giudicato i toni usati come "inaccettabili" e le espressioni "fuori luogo", a maggior ragione perché arrivavano da una figura che, è stato il ragionamento, dovrebbe mantenere un profilo squisitamente tecnico.

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Venerdì torna all'attacco il M5s, che fino a prima di questa vicenda aveva mantenuto un atteggiamento più morbido nei confronti di Boeri rispetto a quello dell'alleato di governo Matteo Salvini. Il presidente Inps "è stato votato da qualcuno? Le parole usate ieri dal Presidente dell'Inps in commissione lavoro sul Dl Dignità tradiscono un atteggiamento politico, non tecnico", è lo sfogo del capogruppo M5S D'Uva. Secondo cui quella di Boeri è stata "un'entrata a gamba tesa che ha contribuito ad una escalation sinceramente inaccettabile. Questo non è il compito per cui Boeri è stato chiamato alla Presidenza dell'Inps". Incalza la deputata Carla Ruocco: "Da presidente della commissione Finanze ho trovato molto grave l'atteggiamento tenuto ieri da Tito Boeri. Il presidente dell'Inps era stato convocato per delucidazioni tecniche, ma ha preferito prendersi la scena con dichiarazioni derisorie nei confronti del ministro del Lavoro Luigi Di Maio", "sta usando l'istituzione tecnica che presiede per fini spudoratamente politici".

Nel frattempo continua il pressing dei partiti per modificare il decreto Dignità, e filtra l'idea di un'intesa M5S-Lega per introdurre le norme attraverso un apposito periodo transitorio. Forza Italia e Pd, da parte loro, chiedono di dare ascolto alla denuncia di Assindatcolf, secondo cui le nuove norme sul lavoro comporterebbero un aggravio di circa 160 euro a famiglia che ricorra all'aiuto di colf, badanti e baby sitter. 

Scritto da 
  • Antonella Scutiero
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