Lunedì 21 Maggio 2018 - 18:00

Di Maio: "Momento storico, nasce la terza repubblica: il leader è il programma". E fa il nome di Conte

L'incontro con Mattarella. Esce raggiante: "E' nata la terza repubblica". Salvini: "Più lavoro, meno tasse. L'Italia al centro"

L'arrivo della delegazione M5S arriva in Quirinale per le consultazioni con il Presidente Mattarella.

Di Maio raggiante, Salvini più compassato. Di Maio che parla di "momento storico", di "terza repubblica" e di personificazione del programma in un vero e proprio leader. Salvini che parla degli psicofarmaci che gli italiani devono prendere oggi e promette "più lavoro, meno tasse, meno burocrazia e più sicurezza". E aggiunge, un po' "trumpianamente" che, il nuovo governo "rispetterà tutti i trattati, ma "metterà al centro l'Italia e gli italiani". Tutti e due che, ufficialmente, non fanno il nome del candidato premier, ma Di Maio se lo fa sfuggire subito dopo con i giornalisti: è Giuseppe Conte, il professore di diritto di cui tutti parlavano da giorni. Finisce così (si spera) dopo 80 giorni (Di Maio lo ripete più volte) il complicatissimo parto del primo governo della XVIII legislatura. L'esecutivo, sia chiaro, nascera dopo che Mattarella avrà consegnato l'incarico a Conte ma, finalmente, s'intravede la fine di questo lungo percorso. Di Maio e Salvini hanno parlato con il capo dello Stato. Ora la palla è a Mattarella che dovrà pesare quello che gli hanno detto (programma, candidato premier e ministri) e prendere le sue decisioni. la più importante è l'incarico.

 

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Luigi Di Maio - "Siamo di fronte a un momento storico. Abbiamo indicato al capo dello Stato il nome il migliore, che può portare avanti, con una leadership solida, il contratto di governo", queste le prime parole di un raggiante Luigi Di Maio, al termine del colloquio al Quirinale con il capo dello Stato Sergio Mattarella.

Sarà dunque un governo Lega-M5s con il programma (il famoso "contratto")  definito nei giorni scorsi "che comanderà" su tutto. Un governo "politico" (Di Maio ci tiene a ripeterlo) con un premier "vicino agli italiani". Un nome che Di Maio non fa, appena uscito dalla sala della Vetrata, ma svela pochi minuti dopo ai giornalisti. Come ormai si sapeva, il candidato premier del governo Lega-M5S è il professor Giuseppe Conte. Di lui, Di Maio "si fida ciecamente" perché "potrà far valere al meglio il nostro obiettivo: quello di migliorare la qualità della vita degli italiani". E, secondo Di Maio "sarà un governo politico".

Il leader pentastellato parla poi di una vera e propria rivoluzione, avvenuta nelle settimane seguenti alle elezioni politiche del 4 marzo. "Abbiamo imposto un metodo nuovo - ha spiegato - : prima si discutono i temi, poi si discutono i nomi. Abbiamo lavorato duramente ma siamo soddisfatti dei risultati: il vero leader di questo governo sarà il programma. Da oggi inizia la terza repubblica". 

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Matteo Salvini - Di Maio av va un sorriso da qui a qui. Salvini sembra più pensieroso, quasi un po' stanco. Di certo sembra compreso della responsabilità che M5S e Lega si prendono davanti agli italiani. Così parte, un po' stranamente, dal dato che gli italiani si riempono di psicofarmaci per sopportare i colpi della crisi. Dice "basta psicofarmaci" e promette: "Più lavoro, meno tasse, meno burocrazia e più sicurezza". L'altra promessa è ancora più grossa: "Al centro mettiamo l'Italia e gli italiani" e sembra di sentire un mini Trump.

Poi la ricetta economica e la risposta all'Unione Europea: "Rispetteremo tutto e tutti - dice Salvini - ma cambiamo ricetta. In questi anni, l'Italia ha rispettato le indicazioni europee e il debito è salito di 300 miliardi. Ora proviamo a fare al contrario: facciamo crescere l'economia e facciamo scendere il debito pubblico". Una ricetta che, detta così, è un po' il contrario di quello che l'Unione Europea ci ha chiesto in questi anni. E Salvini lo ripete: "La Ue non ha nuIla da temere, ma il nostro non sarà un governo remissivo. Al centro metteremo gli italiani e tutto quello che faremo avrà radici solide". E qui sembra rispondere alle critiche sul "contratto" che prevede 135 miliardi tra spese e minori entrate e non è chiaro dove trovarli.

"Aspettiamo le indicazioni di Mattarella - chiude Salvini - Non vediamo l'ora di partire".

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Più tardi alla riunione congiunta dei parlamentari pentastellati, Di Maio ha lodato Giuseppe Conte: "Incarna tutti quei valori che ci portiamo come esseri umani in questo Movimento. Nella sua vita professionale ha portato la sua umanità e competenza". "Il professor Conte, - conferma in diretta Facebook Matteo Salvini - il premier incaricato se il presidente vorrà, è un esperto di semplificazione, sburocratizzazione e snellimento della macchina amministrativa che è quello che le imprese chiedono".

Di Maio ha anche chiarito il rapporto con il leader del Carroccio durante la riunione: "Con Salvini siamo d'accordo, saremo nella squadra di governo", ma "non siamo ancora arrivati a momento di riempire le caselle". "Abbiamo mani libere tutti e due, se avessi solo sospettato che al tavolo ci fosse stato qualcuno senza mani libere, mi sarei alzato e me sarei andato via".

Martedì 22 maggio, il prossimo appuntamento per la formazione del nuovo governo: il presidente della Repubblica riceverà alle 11 Quirinale il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, e alle 12 il presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

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