Domenica 21 Maggio 2017 - 23:15

Pennac al Salone di Torino: Ho tribù come quella dei Malaussène

Presenta il nuovo romanzo 'Mi hanno mentito'. E su Macron: "Ha posto un freno alla progressione dei populisti"

Daniel Pennac al Salone di Torino: Ho una tribù come quella dei Malaussène

Un quartiere parigino multiculturale dove "le vecchie facciate e gli spacciatori" si mescolano "a montagne di datteri". Una famiglia allargata e sgangherata, di più: un clan con al vertice una madre nomade e tanti padri sconosciuti. Più di trent'anni fa, con il ciclo dei Malaussène, Daniel Pennac aveva già indagato il grande tema su cui oggi tanto dibatte la società occidentale: la convivenza. "Non ho anticipato nulla in realtà, ho semplicemente osservato quello che succedeva. E poi nella mia vita privata anche io ho una tribù: io e mia moglie abbiamo molti figli che ci hanno 'adottato' come genitori. Il che è molto pratico, non li dobbiamo allevare né fare altro, è perfetto. Sono di tutte le età, di diverse nazionalità e professioni", spiega ai microfoni di LaPresse lo scrittore francese, tra i grandi ospiti del Salone Internazionale del Libro di Torino.

Era il 1985 quando usciva 'Il paradiso degli orchi' e cominciava la serie delle avventure di Benjamin Malaussène, personaggio diventato cult anche per la sua professione di capro espiatorio perché "abbiamo tutti bisogno di un colpevole per sentirci innocenti, tranne poi adorarlo dopo averlo giustiziato". Del 1998 quello che allora pennac assicurò essere l'ultimo capitolo della saga, 'La passione secondo Thérèse'. Dopo 19 anni il ripensamento: Benjamin è uscito dal letargo ne 'Il caso Malaussène - Mi hanno mentito' (Feltrinelli), che segna uno dei ritorni più attesi della narrativa contemporanea. Nel nuovo romanzo viene rapito il ricchissimo uomo d'affari Georges LaPietà; i sequestratori chiedono un riscatto da distribuire ai più poveri, ma le cose ben presto si complicano e Benjamin si troverà coinvolto, come sempre a sua insaputa. "Benjamin Malaussène è invecchiato male, come me", dice ridendo Pennac. "In verità ha conservato la stessa distanza umoristica dalla realtà. È sempre inconsapevole di quello che gli sta per accadere ed è sempre vittima di quello che combinano i figli e i nipoti. Questo personaggio ha una particolarità: è un essere umano tribale e solitario allo stesso tempo". Poi rassicura i tanti fan sul futuro della serie: "Ci sarà una seconda e forse una terza, quarta nuova avventura dei Malaussène, non so ancora quante, il problema - scherza - è che voi giornalisti mi impedite di scrivere".

Alla vigilia delle lezioni francesi, Pennac aveva annunciato il suo voto per Emmanuel Macron e scritto una lettera a un immaginario "amico astensionista", dicendosi atterrito dalla sua decisione di non andare alle urne al ballottaggio delle presidenziali. "Sono molto contento della vittoria di Macron - commenta ora - un presidente giovane pro-Europa messo in campo dai giovani. Credo sia partito bene per assumersi le sue responsabilità. Con lui la Francia ha posto un freno alla progressione dei populisti alla Le Pen e spero che questo duri. Macron ha poi sicuramente una grande qualità: è il sosia di Boris Vian, il poeta e romanziere francese morto negli anni Sessanta. E questa cosa mi piace molto".

Scritto da 
  • Raffaella Caprinali
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