Venerdì 21 Ottobre 2016 - 17:30

Da Confindustria Giovani doppio sì a Referendum e Legge Bilancio

Gay vuole rappresentare "l'Italia che ha ambizione di essere un Paese moderno"

Da Confindustria Giovani doppio sì a Referendum e Legge Bilancio

I giovani imprenditori di Confindustria aprono il loro 31esimo convegno con un appoggio forte al Governo e un attacco, indiretto ma chiaro, al Movimento 5 Stelle (Luigi Di Maio, invitato alla kermesse sull'isola di Capri, ha dato forfait qualche giorno fa). Dal presidente di Confindustria Giovani, Marco Gay, che ha aperto i lavori, arriva una luce verde tanto alle riforme sottoposte al referendum del prossimo 4 dicembre quanto alla legge di Bilancio, dai contorni ancora non tutti definiti, ma con diverse misure a favore delle aziende.

Gay vuole rappresentare "l'Italia che ha ambizione di essere un Paese moderno nelle proprie istituzioni e nelle proprie imprese" e "in questi tre anni è stato questo il Paese che abbiamo cercato di aiutare a superare le proprie ansie, a crescere, a essere felice: più semplicemente, a sentirsi forte". "A chi dice che in questa manovra non c'è un piano chiaro, noi rispondiamo che il piano lo vediamo eccome: si chiama innovazione, perché aiuta le imprese a fare un salto in avanti di dieci anni, grazie a strumenti concreti per investire in nuovi macchinari, digitalizzazione e, soprattutto, nelle persone", spiega il presidente. "Non possiamo che essere soddisfatti di vedere finalmente un disegno di politica industriale, ampio e organico, che sicuramente contribuirà a cambiare il Paese", ha aggiunto.

Il quadro nel quale si inserisce la legge di Bilancio, però, non è così roseo, e l'associazione lo sottolinea con forza, spiegando che "se non cresciamo nel 2017, rischiamo di sforare ogni limite di deficit o di dover fare, a breve, una manovra correttiva lacrime e sangue". "Se, infatti, sul piano delle spese c'è una direzione chiara, sul lato delle entrate no, dal momento che le coperture sono per lo più basate su misure una-tantum, come la rottamazione delle cartelle esettoriali o una nuova voluntary disclosure", continua il presidente nel suo intervento d'apertura.

Qualche riserva c'è anche sul fronte fiscale. "Più che semplicemente cambiare nome a Equitalia - ha sottolineato Gay - andrebbe resa equa l'Italia nel rapporto contribuente-accertamento-riscossore, che oggi sconta il meccanismo perverso di onere della prova ribaltato". La domanda alla platea, formata da giovani capitani d'azienda, sindacalisti ed esponenti di governo, è: "Quanti di voi si sono trovati a dover dimostrare la propria 'innocenza fiscale' di fronte a finanza, agenzia delle entrate, ufficio imposte, dogana, forestale? Troppo". Secondo il presidente, "chi sbaglia deve sicuramente pagare, ma le tante persone per bene vanno aiutate, non vessate'".

Sulle riforme costituzionali, "la posizione di Confindustria è chiara, noi voteremo Sì il 4 dicembre perché sappiamo cosa c'è dopo: un Paese più stabile, più semplice", ha detto Gay. "L'industria moderna deve essere supportata da istituzioni moderne", ha aggiunto. Quello che invece si deve temere è "la decrescita" cara al Movimento fondato da Beppe Grillo, decrescita che viene definita "uno spettro che si aggira per l'Europa". E "a questa decrescita 'infelice', a questa Italia piccola, povera, rattrappita su se stessa, affascinata dalla prospettiva del 'baratto' più che da quella dei big data, non ci stiamo", ha aggiunto.

Sulla candidatura per le Olimpiadi 2024 di Roma, fermata dal Campidoglio a 5Stelle, "quello che ci preoccupa è la reazione che questa scelta ha suscitato in chi ha la nostra età e ha detto 'meno male, così nessuno ruberà più, né i palazzinari né i politici'", ha detto il presidente di Confindustria Giovani. "E' più facile rinunciare che accettare la sfida di ridurre gli sprechi, eliminare le infiltrazioni mafiose, aumentare la trasparenza, evitare speculazioni sulle tasche dei cittaini", ha continuato Gay, secondo cui "a Roma come altrove, dobbiamo essere protagonisti di grandi progetti di sviluppo".

Per Confindustria Giovani, infine, il ponte sullo Stretto "può essere un investimento se e solo se verrà inserito in un piano di opere integrato in cui l'alta velocità non si ferma a Salerno e in cui il binario unico sia veramente storia per tutto il Sud". "Allora sì - ha spiegato Gay - il Ponte potrà creare lavoro, valorizzare la nostra eccellenza ingegneristica e semplificare la viabilità folle che penalizza il Sud e le sue imprese".
 

Scritto da 
  • Dall'inviato Matteo Bosco Bortolaso
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