Mercoledì 11 Gennaio 2017 - 09:00

Cyberspionaggio, Gabrielli rimuove capo polizia postale

Il legale dell'ingegnere arrestato: "Non ci sono illeciti"

Cyberspionaggio ai danni di politici, Gabrielli rimuove il capo della polizia postale

Avvicendamento al vertice della polizia postale. Il direttore, Roberto Di Legami, lascerà l'incarico e sarà sostituito da un nuovo responsabile. Il cambio della guardia arriva il giorno dopo le notizie sul cyberspionaggio di diverse personalità del mondo della politica e dell'economia.

"Ieri l'ho incontrato e oggi risponderà alle domande del gip, ha delle cose da chiarire, è una cosa ancora tutta da scrivere, al momento è una ipotesi investigativa. Lui nega di aver fatto alcunché di illecito, aveva questi server all'estero per il suo lavoro, gli indirizzi che aveva sull'agenda sono indirizzi che possiamo avere tutti noi sul computer", ha dichirato intanto Stefano Parretta, legale di Giulio Occhionero, l'ingegnere nucleare arrestato insieme alla sorella nell'ambito dell'inchiesta.

"Lui nega di aver fatto un'attività di spionaggio - dice il legale entrando a Regina Coeli dove si tiene l'interrogatorio di garanzia ai due arrestati - i server all'estero li aveva per lavoro".

L'INCHIESTA EYE PYRAMID. Nell'operazione Eye Pyramid, la polizia ha individuato una centrale di cyberspionaggio ai danni di istituzioni e pubbliche amministrazioni, studi professionali, personaggi politici ed imprenditori di rilievo nazionale. Nell'ambito dell'indagine sono stati arrestati un ingegnere nucleare di anni 45 e la sorella di anni 49, entrambi residenti a Londra ma domiciliati a Roma, molto noti nel mondo dell´alta finanza capitolina.

Sono stati intestati i reati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato ed intercettazione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche. I due provvedimenti di custodia cautelare in carcere sono stati eseguiti nell´ambito di un'indagine condotta Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma.

Tra gli spiati figurano Matteo Renzi e il sito del Partito Democratico, ma anche Mario Draghi, Mario Monti, il comandante della Guardia di Finanza Saverio Capolupo. Tra i tanti indirizzi mail e caselle di posta elettronica colpiti dagli attacchi, inoltre, ci sono anche quelli del cardinale Gianfranco Ravasi, dell'ex presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e del senatore Domenico Gramazio.

Grazie al virus informatico messo a punto i due fratelli Occhionero avevano accesso, anche con password, alle mail di numerosi politici tra cui anche l'ex portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti e l'ex ministro Brambilla. Accesso alle mail anche di Daniele Capezzone.

Nel database oggetto dell'indagine sono state trovati domini di importanti società private o enti istituzionali come: Istruzione.it, Gdf.it, Banca d'Italia.it, Camera.it, Senato, Esteri, Tesoro, Interni, Regione Campania, Regione Lombardia, Cisl, UniBocconi.

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