Martedì 20 Marzo 2018 - 17:00

Cutrone e Chiesa meglio gioventù Azzurra: contro Messi dalla Play al campo

I due talenti classe '97 e '98 convocati in Nazionale da Di Biagio sfideranno l'Argentina e l'Inghilterra

Raduno della Nazionale italiana di calcio - Conferenza stampa

Sono il simbolo della nuova Italia, la meglio gioventù del nostro calcio, chiamato a risorgere dalle ceneri dell'eliminazione dal mondiale: Federico Chiesa, classe '97, esterno offensivo della Fiorentina; Patrick Cutrone, classe '98, centravanti del nuovo Milan di Gattuso. Luigi Di Biagio li ha convocati per le prossime due amichevoli della Nazionale, in programma il 23 marzo a Manchester, contro l'Argentina, e il 27 a Londra contro l'Inghilterra. Il commissario tecnico conta sulla loro esuberanza e voglia di emergere, oltre che sulle doti tecniche che i due talenti hanno già dimostrato di possedere. A loro la responsabilità di aprire un nuovo ciclo. Ma i due assicurano di non aver paura e di non sentire la pressione.

"Sono onorato di essere stato chiamato per il nuovo ciclo del Nazionale, e sarebbe bello esordire con la maglia azzurra. So che devo migliorare ancora tanto e sono qui per imparare", ha dichiarato Chiesa nel corso della sua prima conferenza stampa con la Nazionale maggiore. E Cutrone ha aggiunto: "Già venire in Nazionale per me è un sogno. Non mi aspettavo un anno fa di essere qui. Adesso spero di esordire. Vedremo le scelte che farà il mister, ma cercherò di metterlo in difficoltà".

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Entrambi sanno che il cammino è ancora lungo, e hanno le idee ben chiare su cosa fare per non smarrire la via maestra. Davanti a loro la concorrenza è notevole. E solo con l'applicazione quotidiana sul campo possono invertire le gerarchie.

"Non mi sento un predestinato perché ho un padre calciatore - ha detto Chiesa - e penso al campo e al duro lavoro in allenamento per raggiungere obiettivi importanti. L'allenamento è la cosa più importante: il campo determina chi sei. Sono arrivato in serie A e in Nazionale grazie anche ai consigli di mia madre e mio padre". Sulla stessa lunghezza d'onda il centravanti del Milan. "Ho sempre pensato che bisogna lavorare - ha sottolineato - e ancora non ho fatto niente. Uno potrebbe anche montarsi la testa, ma i miei genitori mi hanno sempre tenuto coi piedi per terra, e lo stesso hanno fatto anche i mister che ho avuto".

Due talenti, Chiesa e Cutrone, senza atteggiamenti da divi, che non dimenticano quanto siano stati importanti, per la loro crescita, tutti gli allenatori che hanno avuto, fin dal settore giovanile, dimostrando di avere l'umiltà necessaria per arricchire il loro bagaglio tecnico e tattico. E Chiesa, alla sua prima in azzurro, non può nemmeno dimenticare quanto sia stato importante per lui il capitano viola Davide Astori, morto il 4 marzo scorso. "Mi manca tantissimo", ha rivelato l'attaccante della Fiorentina, aggiungendo però che "dobbiamo reagire, devo reagire".

Ai due giovani azzurri non mancano doti di umanità e umiltà, imprescindibili per chi vuole raggiungere traguardi importanti nel calcio. Ora però è il momento di sognare. Venerdì a Manchester troveranno come avversario Lionel Messi, il campione argentino che né Chiesa né Cutrone hanno mai visto dal vivo. "Sarà una grande emozione - assicurano entrambi - anche perché fino a ora lo abbiamo sempre visto in tv e sulla play station". Poi in campo, agli ordini del ct Di Biagio per l'allenamento del pomeriggio a ranghi completi. Giovedì la comitiva azzurra lascerà Firenze con destinazione Manchester per la sfida all'Argentina e il sogno di Chiesa e Cutrone diventerà realtà, con il loro idolo Messi che da virtuale si trasformerà in avversario vero.

Scritto da 
  • Francesco Bongiovanni
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