Domenica 27 Novembre 2016 - 09:15

La prima notte all'Avana senza Fidel Castro. Cuba in lutto

Notte silenziosa all'Avana senza il 'lider maximo': niente musica e alcol

Le reazioni del mondo alla morte di Fidel Castro

Era il 25 novembre del 1956 quando lo yacht Granma salpò dal Messico alla volta di Cuba con Fidel Castro a capo di 82 uomini. Era un nuovo tentativo dei rivoluzionari di attaccare le truppe del dittatore cubano Fulgencio Batista. Sessant'anni dopo, proprio il 25 novembre il 'Lider Maximo', l'eroe della rivoluzione cubana, si spegne. Aveva 90 anni.

Oggi si tiene la cremazione che aprirà una fase di commemorazione e di lutto nazionale che durerà nove giorni e che si concluderà con i funerali solenni il 4 dicembre a Santiago di Cuba. Secondo Javier, storico 'habanero', all'indomani delle esequie, la situazione "politica ed economica probabilmente si aprirà. Verrà concesso maggior peso a Raul che potrà prendere decisioni senza timore che il fratello appaia in pubblico per smentirlo o scriva un editoriale su il giornale di partito, Granma".

La notte appena trascorsa, la prima dall'annuncio della morte di Castro, è stata la più silenziosa che L'Avana ricordi negli ultimi anni. Senza musica perché il governo ha imposto, insieme al lutto nazionale di nove giorni in omaggio a Fidel Castro, anche il divieto di spettacoli ed eventi e lo stop alla vendita di alcolici nei locali pubblici. Alcuni bar continuano a servire i tipici mojitos e cuba libre anche in luoghi simbolo della notte della capitale, nel centro storico cittadino, come la Bodeguita del Medio o il Floridita (locali resi famosi dallo scrittore americano Ernest Hemingway). Liberi dal decreto anche alcuni dei cosiddetti 'paladares', i ristoranti a gestione privata che hanno cominciato a espandersi dal 2011 grazie alla riforma sulle privatizzazioni promossa dal presidente Raul Castro. Ma in tutti gli altri caffè e nei ristoranti pubblici il decreto governativo è stato rispettato. "E durerà per tutto il periodo di lutto perchè è morto Fidel, è un evento enorme, storico, e dobbiamo rendergli il miglior omaggio possibile", ha promesso Ernesto, barista di un locale del Mercaderes nel quartiere dell'Avana Vecchia. Fino al 4 dicembre, quando a Santiago si terranno i funerali, solo acqua quindi per i tanti turisti che affollano la capitale e per i giovani della città che la morte del Lider Maximo non ha fermato e che si sono riversati, come ogni sabato sera lungo il Malecon, il lungomare.

In silenzio però. Nessuna band suonava nei locali, nessuna maracas risuonava tra le vie di Avana Vecchia lasciando la città coi soli rumori di fondo dei clacson e della mareggiata che sta colpendo la costa. Delusione per gli amanti del genere alla Meson de la Flota: il tapas bar più frequentato della capitale non ha proposto i consueti spettacoli di flamenco, i 'tablaos', che tanto appassionano i turisti.

Anche la Casa della Musica nel quartiere della Marina, tempio della salsa cubana nella sua espressione più tradizionale, resterà chiusa fino a lunedì 5 dicembre e uno dei jazz club più famosi della capitale, 'La zorra y el cuervo' (La volpe e il corvo), ha deciso di rinunciare ai consueti concerti e alle jam session. Come per un tam tam involontario diffuso tra i tanti cultori dei live, all'ingresso, una tipica cabina telefonica inglese posta al centro di calle 23, non si è formata la lunghissima coda che dalle 22 caratterizza tutte le serate del locale. Si conclude così, in un silenzio irreale e in attesa dell'alba, la prima giornata di Cuba senza 'El Comandante'.
 

 

L'AVANA IN LUTTO PER L'ADDIO A FIDEL. A poche ore dall'annuncio del presidente Raul Castro sulla morte del fratello, come racconta l'inviata di LaPresse Valentina Innocente,  l'Avana sembra seguire il suo corso frenetico, tra autobus e taxi che sfrecciano lungo le vie principali, il consueto chiassoso sabato mattina, orde di turisti che affollano il centro storico. Se non fosse per le innumerevoli bandiere a mezz'asta che spiccano dagli uffici governativi, palazzi pubblici e hotel, per un nuovo, insolito, fermento che circonda la periferica, quanto simbolica, Plaza de la Revolucion, che da lunedì 28 novembre sarà teatro della cerimonia funebre e di una grande commemorazione di massa. Una strana atmosfera di attesa si respira oggi nei bar e nei ristoranti della capitale. La domanda che infatti molti si fanno è: cosa accadrà ora?

Per le nuove generazioni, i ventenni, cresciuti più nel racconto del ricordo delle gesta del Comandante che nella testimonianza diretta,  non cambierà nulla. Si continuerà nel processo di riforme portato avanti da Raul e concordato con il Comitato centrale del Partito fino al 2018, fino a quando cioè è stata promessa dall'attuale governo una transizione di potere. "Nulla cambierà, molti si aspettano che questo accada ma noi siamo qui proprio perché vogliamo difendere i principi che sono di Fidel e che sono ora di Raul. E' il momento di difendere quello per cui molti hanno combattuto", ha spiegato un giovane docente di storia dell'università dell'Avana durante una prima manifestazione in ricordo di Castro organizzata davanti alla sede dell'ateneo, nel nuovo quartiere del Vedado.
Della stessa opinione Marzythas, impiegata trentenne in un ufficio governativo : "E' evidente a tutti che Fidel e il fratello Raul abbiano un diverso carisma, anche nell'atto pratico del governare, ma la morte di Castro non cambierà la situazione".

Camminando tra le strette vie di Avana vecchia, tra le bancarelle dei Mercaderes e i 'coche', i calessi che affollano le vie davanti al Campidoglio, gli antichi residenti non parlano d'altro. "E' una catastrofe", commenta Jadis, proprietaria di una delle tante case particular dove i turisti possono trovare ospitalità. "Abbiamo perso una 'mente', un uomo intelligente che aveva la visione totale del mondo e sapeva essere lungimirante - ha commentato - grazie a lui Cuba guardava il mondo e il mondo guardava Cuba. Ora tutto sarà diverso, gli Stati Uniti non aspettavano altro che questa morte. Tutto l'Occidente era in attesa di questa che considero una catastrofe perchè avviene nel momento peggiore. Penso all'elezione di Donald Trump negli Usa. Ora non saremo più gli stessi".

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A CUBA, LE REAZIONI.

Fuori L'Avana, come racconta l'inviata di LaPresse Valentina Innocente, nella piccola città di Santa Clara liberata da Ernesto 'che' Guevara durante la rivoluzione, la notte che succede la morte di Fidel Castro scorre normalmente. I cittadini hanno ascoltato l'annuncio del presidente Raul Castro dalle televisioni e la notizia è rimbalzata velocemente di cellulare in cellulare. Nella piazza centrale, uno dei pochi punti di accesso a internet, pochi gruppi di giovani discutono tra loro. "È una brutta notizia per noi... ma era malato da tempo e non credo che le cose cambieranno", ha commentato Javier, tassista di 32 anni.

50 ANNI DI POTERE. Castro era in cattive condizioni di salute da tempo a causa di un disturbo intestinale, che lo aveva quasi ucciso nel 2006. Fidel Castro prese il potere nel 1959, e respinse la tentata invasione alla Baia dei Porci nel 1961. La sua alleanza con Mosca ha contribuito a innescare la crisi missilistica cubana nel 1962, una prova di forza di 13 giorni con gli Stati Uniti che portò il mondo più vicino che mai a una guerra nucleare. Negli ultimi anni, ha scritto commenti sugli affari del mondo e, occasionalmente, si è incontrato con i leader stranieri, ma ha vissuto in semi-isolamento. La sua morte non dovrebbe innescare alcuna crisi, Raul Castro che ha 85 anni, è infatti saldamente al potere. Raul ha promesso di dimettersi quando il suo mandato scadrà nel 2018.

RAUL: HASTA LA VICTORIA SIEMPRE  Il presidente cubano Raul Castro è apparso in televisione ieri sera annunciando la morte del fratello, il Lìder Maximo, Fidel. Durante il suo breve discorso Raul ha sottolineato: "Con profondo dolore informo il nostro popolo, e i nostri amici nel Mondo che oggi 25 novembre 2016 alle 22.29 della notte è morto il capo della Rivoluzione Cubana Fidel Castro Ruz". Ilpresidente cubano ha poi annunciato che, "secondo la sua volontà", il corpo di Fidel sarà cremato e che verranno annunciate al popolo le modalità con le quali Cuba renderà "omaggio pubblico" al comandante. Raul, ha poi concluso citando lo slogan tanto amato dal fratello maggiore: "Hasta la victoria, siempre".

 

Scritto da 
  • dalla nostra inviata Valentina Innocente
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