Martedì 03 Gennaio 2017 - 12:15

Crowdinvesting, l'esperto: Bene 2016, ora attenzione a equity

La strada è lunga, ma il crowdinvesting italiano sembra avere imboccato la direzione giusta

Crowdinvesting, parla l'esperto: Bene 2016, nel 2017 attenzione a equity

La strada è lunga, ma il crowdinvesting italiano sembra avere imboccato la direzione giusta. Dato non scontato, ma prezioso, per un Paese tradizionalmente bancocentrico e dove il più grosso freno alla crescita è dato dalla difficoltà di reperire investimenti. Le cifre di fine 2016, per quanto riguarda la raccolta di fondi da parte delle aziende attraverso piattaforme online, vedono l'equity toccare i 4,2 milioni di euro, i prestiti erogati a imprese e persone fisiche sfiorare i 30 milioni e le fatture cedute attraverso l'invoice trading superare per importo i 31 milioni. Questo secondo quanto comunicato in chiusura d'anno dall'Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano, il primo a realizzare un report sulle dimensioni del fenomeno in Italia, diffuso lo scorso giugno.

"I dati sull'equity confermano le nostre previsioni", afferma Giancarlo Giudici, direttore dell'Osservatorio, commentando per LaPresse i numeri di fine anno - che per questo tipo di raccolta di capitale segnano un  +140% sul 2015 - e anticipando quelle che sono le attese per il 2017. A riguardo, il docente segnala come uno spunto positivo sia arrivato dalla revisione del regolamento Consob effettuata a inizio 2016, che disciplina l'attività delle piattaforme, e come un'ulteriore spinta dovrebbe arrivare da quanto deciso nell'ambito dell'ultima legge di stabilità, che ha ampliato a tutte le Pmi la platea di chi può accedere ai finanziamenti. In particolare, le previsioni sono per un 2017 in cui gli operatori abilitati - attualmente  19 - diminuiranno di numero ma cresceranno per qualità e focalizzazione della proposta, col mercato che andrà a fare selezione. "Ora che il discorso non è più limitato alle startup, ci attendiamo l'arrivo di soggetti più specializzati, magari nell'ambito della grande distribuzione, del real estate o del commercio al dettaglio", prefigura Giudici.

Venendo al lending, cioè all'erogazione di prestiti, si osserva come le piattaforme virtuali siano riuscite quest'anno a far arrivare 23,1 milioni di euro alle persone fisiche (+303% sul 2015) e 6,37 milioni (+892%) alle imprese. "Il collo di bottiglia è ancora dato dalla disponibilità di denaro", segnala Giudici, indicando in particolare due limiti che l'Italia dovrebbe superare: da una parte la mancanza di investitori istituzionali (ad esempio banche e fondi) che scelgano questa via per differenziare i propri investimenti, come accade all'estero, dall'altra la mancanza di incentivi fiscali che rendano attraente lo strumento. "Se acquisto titoli di Stato ho un trattamento fiscale del 12,5%, se prendo bond corporate del 26%, se investo in una piattaforma di lending devo invece passare dalla mia dichiarazione dei redditi, dove magari ho una aliquota del 38%", pone a esempio il professore, "anche per questo non prevedo un'esplosione del fenomeno nel 2017".

Una netta crescita, nel 2016, l'ha fatta segnare anche l'invoice trading, cioè la compravendita online di fatture: in questo caso il balzo osservato  rispetto al 2015 in Italia è dell'890%. La tendenza si scontra però con cifre ancora relativamente basse, in particolare nel confronto con mercati più maturi come quello del Regno Unito. "Il meccanismo che vorremmo vedere in Italia è quello dell'impacchettamento", spiega Giudici, segnalando come il superamento dell'attuale sistema per cui si va ad acquistare la singola fattura porterebbe a una maggiore differenziazione dal punto di vista dell'investitore. Eventualità che si tradurrebbe in rischi più contenuti e che, di riflesso, andrebbe allargare la base di chi - pur non essendo un investitore professionale - potrebbe interessarsi a questa pratica. Se al momento un passaggio del genere non pare in vista, si rileva comunque come il mercato sia in una fase vitale. "Stanno entrando nuovi operatori - conferma in conclusione Giudici -, due sono già attivi e un terzo sta iniziando a operare".
 

Scritto da 
  • Marco Valsecchi
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