Giovedì 23 Novembre 2017 - 08:30

Cremonini e i suoi 'Possibili scenari': "Ho provato l'ebrezza del coraggio"

Dopo due anni di intenso lavoro in studio, ecco il nuovo album. Il singolo 'Poetica' la sua scommessa più grande

Se si dovesse usare una sola parola per descrivere il nuovo lavoro di Cesare Cremonini, 'Possibili scenari', basterebbe usare 'coraggio'. Il cantautore bolognese non ha paura di osare e di provare ad alzare l'asticella: "Non è pura ambizione - spiega presentando l'album - quella sicuramente fa parte del mestiere, ma non regge da sola. E' una regola di vita. Questo disco ha avuto la fortuna di incontrare un Cesare voglioso di essere uomo di fronte al suo mestiere, più che un cantante di successo".

Ecco così nascere, dopo due anni di intenso lavoro in studio, un progetto "onesto", che ha voglia di volare alto, pensando che "una canzone possa permettersi il lusso di durare negli anni se ha alcune caratteristiche". Mentre Cremonini racconta la sua 'creatura', sono evidenti l'orgoglio e la soddisfazione nell'avere creato un disco che è certamente pop ma che con le commistioni elettroniche, jazz e con richiami al passato diventa ricercato, pur rimanendo godibile per il grande pubblico. Ed è proprio quel pubblico, il suo pubblico, che ha già premiato la rischiosa scelta del primo singolo.

Cremonini stesso racconta che, quando ha annunciato alla Universal che la sua scelta ricadeva su 'Poetica', subito nella stanza è calato il silenzio. E, in effetti, in 'Possibili scenari', ci sono tanti altri brani che potevano inizialmente sembrare più adatti a lanciare l'album. Probabilmente usciranno nei prossimi mesi, ma la decisione ha già premiato Cesare: "Il pezzo è primo nelle radio in questi giorni, non certo perché ha le caratteristiche giuste, ma perché è stata data fiducia a me e al brano. E' una cosa che ho scoperto lanciandomi, non potevo saperlo prima. Ho provato l'ebrezza del coraggio, lo consiglio a chiunque faccia il mio mestiere".

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La scaletta dell'album, al di là del singolo, è densa di musica e contenuti: si va dalla commovente 'Nessuno vuole essere Robin' in cui si parla della solitudine e dei rapporti umani, alla ballabilissima 'Kashmir-Kashmir' che racconta la vita del figlio di un mujaheddin alle prese con la vita occidentale, passando per il sound estivo di 'La Isla', quello psichedelico di 'Silent Hill' e quello irriverente di 'Al tuo matrimonio'. Tutto per cercare di evolversi rispetto a 'Logico', non per rinnegarlo ma per andare oltre, anche grazie al supporto del produttore Walter Mameli che ha impedito a Cremonini di cadere nell'insicurezza.

La convinzione, però, non basta. Ci vuole tanto lavoro. Due anni chiusi in studio, guardando solo uno schermo con Sky Tg24: "L'album riflette quella visione non del tutto rassicurante del presente e del futuro. C'era bisogno di trovare un'isola di consolazione. Questo lavoro non è ragionato ma molto istintivo nell'approccio". Nato, però, per essere influente: "Sì, è una volontà che non mi vergogno ad esprimere. Due anni fa ho finito il tour e ho avuto un attacco di panico, credo da rilascio di stress. Un mio amico ha pensato che fosse uno svenimento e mi ha dato dello zucchero... peccato che fosse sale e ho avuto una botta di pressione pazzesca, ma questa è un'altra storia. Così ho deciso di fare una vacanza con la mia ragazza, al rientro le ho promesso un anno di pausa. Però ho subito visto 'Love & Mercy', il film sulla vita di Brian Wilson e mi ha rapito l'idea di immergersi e realizzare qualcosa di influente. Sono subito rientrato in studio. Lei infatti adesso mi odia, non stiamo più insieme". Sembra che a incrinare la storia, non sia stato solo questo. "L'ultima volta che mi è stato chiesto se volevo fare un figlio, ho risposto: 'Voglio fare San Siro'. Questo ha provocato un'inevitabile rottura". E' una battuta, ci tiene a precisare, quella di Cesare, che è molto abile nel prendersi in giro. San Siro, però, lo farà. A giugno è infatti in programma il tour negli stadi: il 15 a Lignano, il 20 a Milano, il 23 all'Olimpico di Roma e il 26 al Dall'Ara di Bologna. Attenzione, però, a considerare i live una celebrazione di sé: "Per me stadi significa grandi concerti. Voglio entrarci da musicista e performer. Non sarà la mia festa".

E mentre pensa a come strutturare questi quattro concerti, magari con un occhio a un tour nei palazzetti in autunno, su una cosa il cantautore ha le idee chiare: "Sanremo? Non è nei miei programmi". Così come cimentarsi in collaborazioni che siano solo mere operazioni commerciali: "Per me non si tratta di incontri casuali. Non mi interessano scambi per fini commerciali, e questo già ne esclude molti. In passato l'ho fatto con Malika (Ayane, ndr) perché era la mia ragazza. O con Lorenzo (Jovanotti, ndr) perchè fa parte del mio percorso da sempre. Ma voglio prendermi la responsabilità di quello che faccio, senza trucchi". E proprio da Cherubini, dopo aver ascoltato 'Poetica', gli è arrivato un messaggio che rivendica con orgoglio: "Ti ammiro perché hai portato la musica di nuovo dove possiamo pensare che sia arte". E' questo il 'possibile scenario' che Cremonini vuole immaginare.

Scritto da 
  • Chiara Troiano
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